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L’assetto della formazione universitaria in farmacia in Italia compie un passo rilevante verso l’allineamento agli standard comunitari e alla trasformazione dei servizi sanitari. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo n. 17/2026 del 12 febbraio, l’Italia recepisce la Direttiva UE 2026/782 e ridefinisce i requisiti minimi del percorso formativo, introducendo materie e competenze che rispondono alle sfide della medicina personalizzata e della sanità digitale. Questo cambiamento non riguarda solo i contenuti teorici, ma la funzione stessa del farmacista come operatore sanitario integrato nella rete territoriale.
Il nuovo impianto normativo amplia le conoscenze tradizionali su chimica e tecnologia farmaceutica con moduli volti a creare un professionista più clinico e con capacità tecniche nel digitale. Tra i punti cardine emergono la valorizzazione della farmacogenomica, il rafforzamento della farmacia clinica e della sanità pubblica, l’introduzione di competenze sulle tecnologie dell’informazione e la promozione della pratica interprofessionale come strumento per percorsi di cura multidisciplinari e per la gestione della cronicità.
Cosa cambia nella didattica e nei contenuti
La riforma stabilisce che i corsi di laurea preparino all’esercizio di un ruolo clinico avanzato: il piano formativo prevede insegnamenti obbligatori e attività pratiche su farmacogenomica, terapie personalizzate e monitoraggio dell’aderenza terapeutica tramite strumenti digitali. L’inserimento di moduli su epidemiologia e promozione della salute mira a far acquisire competenze di sanità pubblica utili nella gestione delle malattie croniche, mentre la pratica interprofessionale diventa requisito per formare farmacisti in grado di collaborare con medici, infermieri e altri professionisti della salute in percorsi assistenziali integrati.
Nuove materie e abilità pratiche
All’interno dei corsi sono previste attività laboratoriali e tirocini che consolidano competenze tecnologiche e comunicative: l’uso dei dati sanitari per migliorare l’aderenza, la gestione delle terapie personalizzate attraverso la farmacogenomica e l’applicazione di strumenti digitali per la teleassistenza. L’introduzione di moduli su tecnologie dell’informazione e sicurezza dei dati permette al futuro farmacista di interpretare e utilizzare informazioni cliniche digitali, garantendo un approccio più efficace al paziente e alla comunità.
Impatto sul ruolo del farmacista nel territorio
Con l’entrata in vigore del decreto si sancisce il superamento del ruolo esclusivamente logistico: la farmacia è confermata come primo presidio del Servizio Sanitario Nazionale e il farmacista è chiamato a offrire servizi clinici, di prevenzione e di supporto alla gestione della cronicità. Federazioni di categoria e istituzioni hanno espresso consenso verso la misura, sottolineando che il nuovo profilo professionale favorirà l’integrazione nei percorsi di cura e aumenterà la prossimità sanitaria grazie a competenze specifiche in farmacia clinica e tecnologie digitali.
Collaborazione e responsabilità
La formazione promuove la collaborazione interdisciplinare come elemento centrale per la sicurezza del paziente e l’ottimizzazione della terapia. Il farmacista acquisirà abilità nella valutazione delle terapie, nella consulenza e nell’uso dei dati digitali per monitorare l’aderenza e gli esiti clinici. Queste competenze rendono possibile una maggiore responsabilizzazione nella prevenzione delle carenze terapeutiche e nel dialogo con le autorità sanitarie locali riguardo alle esigenze della popolazione.
Le riforme europee sul farmaco e le ricadute pratiche
Parallelamente all’aggiornamento della formazione, l’Unione Europea ha approvato un pacchetto normativo sul farmaco volto a favorire innovazione e accesso ai trattamenti. Tra le novità principali si segnala un periodo standard di protezione dei dati di otto anni seguito da un anno di protezione del mercato, con possibilità di estensione in caso di requisiti di utilità pubblica; la previsione di un QR code sui confezionamenti per verificare l’autenticità e tradurre informazioni in tutte le lingue UE; e la chiarificazione dell’esenzione Bolar per agevolare l’ingresso di generici e biosimilari.
Misure per antimicrobici, autorizzazioni e carenze
Per contrastare la resistenza batterica è introdotto un voucher di esclusività dati trasferibile, che concede dodici mesi aggiuntivi di protezione per antimicrobici prioritari, e la prescrizione diventa obbligatoria per tutti i prodotti della categoria, con obblighi più stringenti per la valutazione del rischio ambientale. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) sarà coinvolta in un processo di modernizzazione tramite formati elettronici comuni e l’autorizzazione all’immissione in commercio sarà per impostazione predefinita illimitata, salvo limitazioni motivate da ragioni di sicurezza; infine, sono previste sandbox normative e obblighi per i titolari delle autorizzazioni di predisporre piani di prevenzione delle carenze per garantire la disponibilità dei medicinali.
Nel complesso, l’insieme delle modifiche legislative e regolatorie disegna un quadro in cui la formazione del farmacista e il sistema regolatorio europeo si muovono in sinergia per sostenere l’accesso ai farmaci, l’innovazione responsabile e un’assistenza più vicina al cittadino. L’attuazione pratica richiederà coordinamento tra università, ordini professionali, istituzioni sanitarie e industrie, ma pone le basi per una figura professionale più completa e centrale nella salute pubblica.



