Gap diagnostico e resistenza: la sfida della tubercolosi in Europa

Il rapporto 'Tuberculosis Surveillance and Monitoring in Europe 2026' evidenzia un importante divario diagnostico: molte persone non ricevono cure e la tubercolosi farmaco-resistente è diffusissima in alcune aree

Un’analisi congiunta dell’OMS e dell’ECDC, pubblicata nel rapporto “Tuberculosis Surveillance and Monitoring in Europe 2026“, disegna un quadro preoccupante per la Regione europea. I dati di sorveglianza relativi al 2026 mostrano che, sebbene sia stata registrata una riduzione complessiva dell’incidenza rispetto agli anni precedenti, esiste una significativa lacuna diagnostica: circa 1 caso su 5 di tubercolosi nella regione non è stato notificato o diagnosticato.

Questo vuoto nel rilevamento ha conseguenze immediate: le persone non riconosciute non accedono alle cure e continuano a trasmettere la malattia. Il rapporto sottolinea inoltre l’aumento delle forme di tubercolosi resistente ai farmaci, che complicano trattamenti e prospettive di controllo dell’epidemia.

Numeri chiave e distribuzione geografica

Nel 2026 sono stati notificati 161.569 nuovi casi e recidive in 51 dei 53 paesi della Regione europea dell’OMS, mentre le stime complessive indicano circa 204.000 persone colpite. La percentuale di casi notificati è pari al 79%, evidenziando che circa il 21% dei casi stimati è rimasto non rilevato. La concentrazione dei casi è particolarmente marcata in alcuni Stati: Russia (circa 49.000), Ucraina (33.000), Uzbekistan (18.000), Turchia (11.000) e Romania (11.000) rappresentano i maggiori carichi in valore assoluto.

Situazione in Italia e nell’UE/SEE

Nell’UE/SEE sono stati riportati 38.249 casi nel 2026, con un tasso di notifica di 8,4 ogni 100.000 abitanti. In Italia le stime indicano tra le poche centinaia e alcune migliaia di casi notificati, con circa 300 decessi riferiti nello stesso periodo; tra i casi segnalati si contano anche infezioni pediatriche. Nell’UE/SEE il 4,2% dei casi riguarda bambini sotto i 15 anni, a riprova delle disuguaglianze che permangono nei diversi contesti sanitari.

La minaccia della tubercolosi resistente ai farmaci

Uno dei passaggi più allarmanti del rapporto riguarda la diffusione della RR/MDR-TB (resistenza alla rifampicina e multiresistenza): nel 2026 sono stati confermati 26.845 casi nella Regione, mentre solo 817 nell’UE/SEE. A livello regionale il 23% dei nuovi casi è resistente ai principali farmaci, contro il 3,2% della media globale; per i pazienti già trattati la cifra sale al 51% rispetto al 16% mondiale. Questi numeri mostrano come la Regione europea sia sproporzionatamente colpita dalla resistenza.

Esiti dei trattamenti e gruppi vulnerabili

I risultati terapeutici rimangono inferiori agli obiettivi: il tasso di successo per la tubercolosi incidente è intorno al 74%, mentre per le forme RR/MDR-TB si attesta al 66%. Nell’UE/SEE il successo complessivo è al 64%, e per la MDR-TB il successo cala ulteriormente al 56%. La popolazione carceraria è identificata come ad altissimo rischio, con tassi di notifica molto superiori alla media, così come le persone affette da HIV, per le quali si stimano circa 23.000 coinfezioni nella Regione, concentrate soprattutto in Russia e Ucraina.

Raccomandazioni e priorità operative

Per ridurre il divario diagnostico e contenere la resistenza, l’OMS e l’ECDC invitano a intensificare la prevenzione, ampliare l’accesso ai test diagnostici rapidi e ai test di sensibilità ai farmaci raccomandati, e diffondere regimi terapeutici più brevi e completamente orali per la tubercolosi farmaco-resistente. È inoltre enfatizzata la necessità di un robusto follow-up per le persone che iniziano la terapia, poiché una persona su cinque nell’UE/SEE non viene valutata dopo un anno, una falla critica nei percorsi di cura.

Il rapporto sollecita anche l’integrazione dei servizi per la tubercolosi e l’HIV, il miglioramento della copertura della terapia antiretrovirale per i coinfetti, e una raccolta dati più accurata su carceri, coinfezioni e risultati terapeutici. Solo con interventi mirati e investimenti sostenuti i Paesi potranno identificare più casi in fase precoce, migliorare gli esiti e riprendere la traiettoria verso gli obiettivi regionali per l’eliminazione della tubercolosi.

Scritto da Staff

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