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24 Ottobre 2026

Harvard e Boston analizzano la dieta mediterranea in Campania

Scopri come una delegazione di Harvard ha vissuto la dieta mediterranea nella campagna campana, collegando scienza, tradizione e salute.

Harvard e Boston analizzano la dieta mediterranea in Campania

Nel 2026 la Fondazione EBRIS ha ospitato a Salerno il quinto convegno internazionale Gut Instinct, una rassegna dedicata al legame tra alimentazione, microbiota e prevenzione delle malattie croniche. Tra i protagonisti spiccavano Alessio Fasano, presidente della Fondazione, e due leader accademici statunitensi: Frank Hu della Harvard T.H. Chan School of Public Health e Kathleen O’Neil di Treat Wellness a Boston. Il dibattito ha posto al centro la dieta mediterranea come modello capace di modulare l’microbiota intestinale e ridurre il rischio di patologie non trasmissibili.

Il convegno a Salerno: temi, relatori e obiettivi

Le sessioni hanno affrontato temi dal ruolo delle fibre nella stabilità del microbiota fino alle proprietà antiossidanti dell’olio extravergine di oliva. Fasano ha sottolineato l’importanza di intervenire fin dalla prima infanzia, evidenziando dati sull’obesità infantile e sulle strategie nutrizionali più efficaci. Hu ha illustrato come una dieta ricca di cibi integrali e povera di grassi saturi possa influenzare la composizione batterica, mentre O’Neil ha discusso la medicina mediterranea nell’era dei farmaci GLP-1, focalizzandosi sulla protezione dell’asse intestino-mitocondri. La tavola rotonda, moderata da Ronald E. Kleinman della Harvard Medical School, ha collegato gli aspetti clinici a una visione più ampia di salute pubblica.

Il viaggio delle scoperte: dal Cilento a Sorrento

Parallelamente alle discussioni scientifiche, la delegazione ha intrapreso un percorso di cinque giorni tra le eccellenze agroalimentari campane, iniziato il 12 ottobre nel Cilento. Le tappe hanno incluso l’Oasi Fiume Alento e il Museo Vivente della dieta mediterranea a Pioppi, dove le tradizioni locali sono state messe in scena attraverso dimostrazioni pratiche. A Casal Velino, i partecipanti hanno assaporato la pizza cilentana de L’Ammaccata, mentre a Cetara hanno assistito alla preparazione della colatura di alici, una salsa prodotta a partire da alici di Menaica sotto rigorosi protocolli di fermentazione.

Laboratorio a Prignano Cilento: coinvolgere i giovani

Nel laboratorio di Prignano Cilento, la chef Marisa Iocco ha guidato scuole locali nella realizzazione di ricette tradizionali, mostrando come la trasmissione del sapere sia fondamentale per la prevenzione precoce delle malattie. L’esperienza ha spinto a interrogarsi su quando sia possibile introdurre abitudini salutari nella crescita dei bambini, tema poi ripreso nei dibattiti di Salerno.

Il tour ha proseguito con la visita all’azienda agricola di Piero Matarazzo, dove l’olio extravergine di oliva è ottenuto mediante metodi artigianali, e con l’Azienda Agricola Jemma, che ha illustrato la filiera bufalina, dalla stalla al piatto. Nei Monti Lattari e sulla Penisola Sorrentina, i ricercatori hanno osservato come la biodiversità del territorio influisca sulla qualità nutrizionale dei prodotti, consolidando il concetto che cibo e ambiente siano intrinsecamente interconnessi.

Nuova piramide alimentare della SINU: verso una nutrizione sostenibile

Durante il convegno è stata presentata la recente piramide alimentare proposta dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). Oltre alle tradizionali indicazioni sui gruppi alimentari, il modello integra la biodiversità, la sostenibilità ambientale, la riduzione degli sprechi e la convivialità. Le visite sul territorio hanno reso tangibili questi concetti: a Pimonte, la Fattoria Zero ha mostrato un progetto di agricoltura sociale volto a valorizzare il territorio; a Finagricola, in provincia di Battipaglia, la fattoria didattica di Serroni ha dimostrato come innovazione tecnologica e rispetto ambientale possano coesistere, con il biolago a simboleggiare un nuovo equilibrio tra uomo e natura.

Il percorso si è chiuso con una performance del Conservatorio G. Martucci di Salerno, che ha accompagnato gli esperti nella riflessione finale sul ruolo della cultura gastronomica nella promozione della salute. L’intera esperienza ha dimostrato che la dieta mediterranea non è solo un elenco di nutrienti, ma un ecosistema di pratiche, persone e luoghi che, se compresi nella loro totalità, possono guidare politiche nutrizionali più efficaci e sostenibili per il futuro.