Logistica dei trapianti: come il 118 ha gestito cinque espianti in poche ore

Per più di dodici ore la Centrale Operativa del 118 ha gestito logistica e trasporti per cinque espianti, assicurando rapidità e integrazione tra servizi sanitari

Coordinamento della Centrale Operativa 118
La Centrale Operativa 118 ha orchestrato, nello stesso giorno, cinque espianti distribuiti tra Piemonte e Valle d’Aosta, trasformando una complessa catena di interventi in un meccanismo fluido. Ospedali, équipe chirurgiche, mezzi di trasporto e servizi di supporto hanno lavorato in sincronia, con scambi informativi costanti per rispettare le finestre temporali decisive: tempi di ischemia, condizioni di conservazione e sicurezza dei riceventi sono stati monitorati ad ogni passaggio.

Per assicurare il buon esito delle missioni non bastava la velocità. Ogni trasferimento ha richiesto il rispetto di regole stringenti in materia di privacy e tracciabilità: la circolazione delle informazioni cliniche tra strutture è stata gestita con procedure documentali rigorose e registrazioni puntuali, così da evitare ritardi legati a verifiche amministrative o a incongruenze nella documentazione.

Piano operativo e cooperazione interregionale
La sinergia tra la Centrale 118 e i Centri regionali trapianti di Piemonte e Valle d’Aosta ha fatto la differenza. Si sono concordati percorsi ottimizzati, punti di interscambio per le équipe provenienti da altre regioni e finestre operative stagliate per sincronizzare le sale. I turni sono stati distribuiti in modo da evitare sovrapposizioni e garantire risorse chirurgiche disponibili quando servivano.

A supporto della logistica sono stati adottati registri digitali condivisi, controlli sugli accessi e sessioni di formazione mirata sul protocollo di trasferimento. Questi strumenti hanno ridotto i tempi morti e limitato il rischio di errori amministrativi o di violazioni della privacy, elementi che avrebbero potuto compromettere l’intera procedura.

Gestione delle priorità
Le scelte sul campo si sono basate su due parametri pratici: urgenza clinica e disponibilità logistica. Per ogni richiesta si è valutata la finestra utile per il prelievo e la preservazione dell’organo; poi sono stati calibrati partenze, arrivi e trasferimenti delle équipe in funzione di quei vincoli. Verifiche documentali e controlli temporali prima di ogni movimento hanno ulteriormente ridotto le criticità potenziali.

Questo approccio ha permesso di concentrare personale e mezzi dove erano più necessari, anticipando nodi critici e creando le condizioni migliori per il successo degli interventi.

Fasi operative sul campo
Le operazioni si sono susseguite con uno schema preciso: prima la squadra inviata per il prelievo del cuore, quindi le équipe specializzate per fegato, polmoni, tessuti ossei e cute. Per far arrivare insieme personale e attrezzature quando richiesto, la Centrale ha predisposto mezzi supplementari; in un caso, grazie alla collaborazione con la Croce Rossa, è stato impiegato un pulmino per il trasferimento coordinato del personale.

Prima di ogni spostamento sono state controllate autorizzazioni cliniche e documentazione di tracciamento, riducendo il rischio di intoppi amministrativi e garantendo la regolarità delle missioni.

Logistica e mezzi impiegati
Per rispettare i vincoli temporali sono stati combinati voli aerei per i tratti più lunghi e trasferimenti terrestri per gli ultimi tratti, spesso complessi nelle zone montane. Alcune équipe sono rientrate direttamente dall’aeroporto alle proprie sedi dopo il prelievo; altre hanno proseguito via terra verso centri di ricezione dedicati. La scelta del mezzo è stata sempre valutata in funzione della velocità, della sicurezza e della disponibilità delle infrastrutture locali.

Impegno prolungato e continuità operativa
La gestione di più missioni contemporanee ha richiesto turni prolungati, personale di riserva e canali di comunicazione ridondanti per non lasciare punti scoperti. Team logistici dedicati hanno monitorato costantemente la catena degli spostamenti, intervenendo in tempo reale per riassegnare risorse o modificare percorsi in caso di imprevisti.

Per assicurare il buon esito delle missioni non bastava la velocità. Ogni trasferimento ha richiesto il rispetto di regole stringenti in materia di privacy e tracciabilità: la circolazione delle informazioni cliniche tra strutture è stata gestita con procedure documentali rigorose e registrazioni puntuali, così da evitare ritardi legati a verifiche amministrative o a incongruenze nella documentazione.0

Scritto da Staff

Chirurgia, storia di Carola salvata a Milano da un intervento in utero

Leggi anche