Nel cuore di Tortona, in un edificio gestito dalla cooperativa Agape, le forze dell’ordine hanno scoperto il corpo senza vita di una bambina di poco più di tre anni. Il reperimento risale all’ora di circa un'ora e mezza di notte, quando i carabinieri, allertati da un vicino, hanno fatto irruzione nella stanza dove era presente solo la piccola e la madre.
Scoperta del corpo e intervento delle forze dell'ordine
Il 118 è giunto rapidamente, ma gli operatori sanitari hanno potuto solo constatare il decesso della bambina. I carabinieri della Compagnia di Tortona hanno immediatamente isolato la scena del crimine e, sotto la direzione della sezione investigativa della Scientifica, hanno avviato le prime indagini. La madre è stata ascoltata dal magistrato di turno e, al termine dell’interrogatorio, è stato disposto il suo arresto per omicidio. Le indagini preliminari indicano che la vittima sarebbe stata colpita con un coltello da cucina di grandi dimensioni, ma i dettagli esatti della dinamica restano sotto riserbo.
Il contesto familiare e l'intervento dei servizi sociali
La donna, di origine ucraina, viveva in quella struttura di social housing grazie a un provvedimento di emergenza del consorzio intercomunale CISA. Dopo una separazione conflittuale con il compagno, che era stato denunciato per maltrattamenti nei confronti della madre, la famiglia è stata collocata in una casa protetta per garantire una situazione abitativa dignitosa. La madre aveva l'affidamento esclusivo della figlia, ma un recente provvedimento giudiziale aveva previsto un percorso graduale di riavvicinamento tra la bambina e il padre, cittadino italiano.
Ordine di riavvicinamento e tensioni emotive
Il riavvicinamento al padre era stato deciso in ultima istanza da un giudice, nella speranza di ristabilire un legame paterno. Tuttavia, la madre, già segnata da una situazione di solitudine, difficoltà economiche e da una storia di violenza domestica, avrebbe vissuto quel provvedimento come un grave turbamento psicologico. Secondo le testimonianze dei servizi sociali, non erano stati segnalati precedenti segnali di pericolo imminente per la bambina, ma la decisione giudiziaria sembra aver aggravato ulteriormente lo stato emotivo della madre.
Indagini in corso e ipotesi sul movente
Le autorità stanno approfondendo tutti gli aspetti legati alla tragedia. La sezione investigativa della Scientifica raccoglie prove forensi, testimonianze e i rapporti dei servizi sociali per ricostruire la sequenza degli eventi. L’ipotesi avanzata finora collega l’atto violento al timore della madre di dover condividere la custodia della figlia, soprattutto alla luce dell’ordine di riavvicinamento con il padre. Nel frattempo, il medico legale dovrà confermare le cause esatte del decesso e la tempistica della ferita.
Nei prossimi giorni è prevista l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice per le indagini preliminari ad Alessandria. La vicenda ha acceso un dibattito sulla capacità dei servizi sociali di individuare segnali di rischio in famiglie che vivono situazioni di vulnerabilità, nonché sulla gestione dei procedimenti di riavvicinamento con genitori precedentemente violenti.
