Nessun nuovo trapianto per il bambino di Napoli: il comitato medico dice no

Il team multidisciplinare convocato a Napoli ha giudicato non idonee le condizioni cliniche del bambino a ricevere un nuovo trapianto, mentre proseguono le indagini sul primo organo danneggiato

I medici dell’Ospedale Monaldi hanno stabilito che il bambino non può essere sottoposto a un nuovo trapianto cardiaco. Dopo la visita al letto e la revisione degli ultimi esami, il team multidisciplinare ha ritenuto che le condizioni cliniche attuali non consentano di procedere con un altro intervento.

La decisione è nata da una rivalutazione approfondita condotta da pediatri e cardiochirurghi nel reparto. Gli accertamenti hanno evidenziato un’instabilità emodinamica significativa e rischi complessivi tali da rendere l’operazione troppo pericolosa: in pratica, la probabilità di un esito favorevole sarebbe troppo bassa rispetto ai rischi immediati.

Nella tarda serata del 17 febbraio è però arrivata la telefonata che ogni famiglia in lista d’attesa teme e spera allo stesso tempo: si è resa disponibile un’altra unità cardiaca compatibile. Quel cuore, però, è stato destinato a un altro bambino inserito nella lista urgente, seguendo le priorità e i criteri stabiliti a livello nazionale.

Parallelamente, il Ministero della Salute ha avviato l’acquisizione della documentazione relativa al trapianto effettuato lo scorso dicembre, l’organo del quale era poi risultato danneggiato. Gli ispettori stanno raccogliendo i fascicoli per chiarire eventuali profili amministrativi e clinici legati a quell’episodio.

Nel motivare il parere negativo, il collegio multidisciplinare ha valutato più elementi: la storia clinica complessiva del piccolo, le conseguenze del primo trapianto e il prolungato ricorso al supporto extracorporeo, inclusa l’ECMO. È la somma di questi fattori che ha fortemente ridotto le chance di recupero con un nuovo intervento.

La famiglia è stata aggiornata seguendo le procedure previste: la direzione dell’ospedale ha informato anche il Centro Nazionale Trapianti e ha spiegato ai genitori le ragioni mediche della decisione. La madre, assistita dal proprio avvocato, ha accettato il verdetto con rassegnazione; il legale ha ricordato che alla valutazione hanno partecipato alcuni dei maggiori esperti italiani in trapianto cardiaco pediatrico, i cui pareri hanno convinto la famiglia dell’impossibilità dell’operazione.

L’avvocato ha annunciato l’intenzione di esaminare le cartelle cliniche per ricostruire ogni passaggio assistenziale. L’analisi documentale potrebbe portare a consulenze tecniche e, se necessario, a richieste formali di copia dei fascicoli per verificare eventuali responsabilità professionali o amministrative.

Infine, la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli ha espresso vicinanza alla famiglia e ha confermato la comunicazione fatta al Centro Nazionale Trapianti. Anche il presidente della Regione Campania ha incontrato la madre in ospedale per manifestare solidarietà e rassicurare sull’impegno nelle verifiche in corso.

Scritto da Staff

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