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La decisione di riclassificare le gliflozine non è stata una semplice operazione contabile, ma un intervento progettato per aumentare l’accessibilità terapeutica e contenere la spesa del SSN. In seguito a dubbi sollevati da organi di stampa, l’AIFA ha emesso una nota tecnica di tipo «data check» per spiegare le ragioni e i meccanismi della transizione dal regime di acquisto diretto (conosciuto come A-PHT) alla distribuzione convenzionata in Fascia A, richiamando anche la cornice normativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.
Il chiarimento dell’Agenzia affronta sia questioni metodologiche sia aspetti economici meno evidenti nei confronti giornalistici. L’obiettivo dichiarato è duplice: ridurre i costi complessivi sostenuti dal pubblico e valorizzare la funzione della rete delle farmacie territoriali come punto di erogazione più vicino ai pazienti. Nel documento AIFA richiama l’attenzione su elementi tecnico-amministrativi che, se omessi, falsano le proiezioni di spesa e portano a conclusioni fuorvianti sulla sostenibilità dell’operazione.
Cosa non hanno considerato le ricostruzioni critiche
L’AIFA individua tre errori ricorrenti nelle ricostruzioni mediatiche. Primo: l’uso di un prodotto di riferimento non rappresentativo dei consumi nazionali, spesso limitato ai dati di una singola Regione, che ignora l’eterogeneità territoriale. Secondo: la mancata considerazione di elementi regolatori che influenzano il prezzo e la modalità di erogazione. Terzo: l’inclusione impropria del pay-back legato al superamento del tetto degli acquisti diretti nel conteggio complessivo, mentre il passaggio alla convenzionata comporta l’inquadramento della spesa sotto un diverso limite di bilancio collegato alla rete delle farmacie.
Perché quei calcoli risultano distorti
Secondo l’Agenzia, confrontare in modo lineare i tetti di spesa tra canali diversi è tecnicamente fuorviante: il meccanismo di ripiano nazionale e le dinamiche di budget regionale determinano che lo stesso volume di prestazioni possa avere riflessi contabili differenti. Questo rende necessario lavorare su dati aggregati e provenienti dai flussi ufficiali per evitare errori di rappresentatività e per includere tutte le voci di costo che incidono sul bilancio regionale e nazionale.
I costi nascosti e i vantaggi della convenzionata
Un punto centrale della nota riguarda i cosiddetti costi non disponibili: oneri finanziari, amministrativi, di stoccaggio e logistica che gravano sui bilanci regionali quando si ricorre all’acquisto diretto. L’Agenzia ricorda che il servizio di Distribuzione per Conto (DPC) rappresenta solo una parte degli oneri complessivi, mentre la distribuzione attraverso le farmacie convenzionate consente un recupero di efficienza spesso sottovalutato nelle rilevazioni superficiali.
Le leve negoziali utilizzate
Per massimizzare i risparmi, l’AIFA ha combinato due strumenti negoziali: il mantenimento e il riconoscimento degli sconti confidenziali già garantiti al SSN anche per i farmaci erogati in Fascia A, e una fase di rinegoziazione dei prezzi di cessione dei medicinali coinvolti. Queste misure, spiega l’Agenzia, contribuiscono a contenere l’impatto economico complessivo e a preservare la sostenibilità finanziaria del sistema sanitario.
Il confronto istituzionale e i prossimi passi
Per completare il quadro tecnico e acquisire osservazioni territoriali aggiornate, l’AIFA ha convocato il Tavolo di Coordinamento tecnico AIFA-Regioni il 12 marzo 2026. L’incontro avrà come obiettivo la verifica incrociata dei dati amministrativi provenienti dal Ministero della Salute e dalla Tessera Sanitaria, così da chiarire i meccanismi relativi al pay-back e validare le proiezioni di spesa con evidenze condivise.
Il confronto istituzionale segue, in parte, la fase di forte dibattito che aveva coinvolto anche il Ministro della Salute Orazio Schillaci e i vertici dell’Agenzia: la convocazione serve a tradurre la riclassificazione in misure operative trasparenti e verificabili, riducendo margini di interpretazione errata e conflitti informativi.
Implicazioni per la farmacia territoriale
Per la farmacia di comunità, la riclassificazione delle gliflozine rappresenta un riconoscimento della centralità del canale territoriale nella gestione di farmaci ad alto impatto sociale. La scelta normativa non è soltanto economica, ma di governance sanitaria: valorizza la prossimità alle persone, facilita l’accesso e integra strumenti negoziali che assicurano la sostenibilità del sistema tramite accordi chiari e verificabili.
In sintesi, l’intervento AIFA mira a mettere ordine nelle valutazioni economiche, a ricomporre il quadro dei costi reali e a rafforzare la rete delle farmacie come punto di erogazione efficiente e sostenibile per i pazienti e per il SSN.



