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24 Ottobre 2026

Salute: scegliere cibi freschi e dieta mediterranea per la prevenzione

Il ministro Schillaci richiama l’importanza di cibi freschi, dieta mediterranea e piani One Health per una salute più sostenibile.

Salute: scegliere cibi freschi e dieta mediterranea per la prevenzione

Al recente forum Coldiretti tenutosi a Roma, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha aperto una discussione incentrata sulla prevenzione attraverso scelte alimentari consapevoli. Il suo intervento ha evidenziato che, più di una semplice moda, la qualità del cibo è una leva fondamentale per ridurre il carico di malattie croniche sul Servizio sanitario nazionale. Non si tratta solo di singole decisioni individuali, ma di un vero e proprio cambiamento culturale, sostenuto da evidenze scientifiche e da dati di indagine nazionale.

Alimenti freschi e minimamente trasformati: la priorità del ministro

Schillaci ha sottolineato che alimenti freschi e minimamente trasformati dovrebbero occupare una posizione centrale nei pasti quotidiani. In termini pratici, ciò significa privilegiare frutta, verdura, legumi, cereali integrali, carni e pesci poco lavorati, evitando gli alimenti ultraprocessati ricchi di additivi e calorie vuote. Secondo le indagini del Censis, la consapevolezza degli italiani verso questi prodotti è in crescita, con una netta maggioranza che riconosce i rischi legati a diete troppo industriali.

Dati di consumo e percezione della popolazione

Il sondaggio più recente del Censis mostra che oltre il 70% dei cittadini è disposto a ridurre l’assunzione di cibi altamente processati, se accompagnato da informazioni trasparenti e basate su evidenze scientifiche. Questo trend positivo, però, richiede un supporto costante da parte delle istituzioni, delle scuole e dei produttori, affinché le scelte salutari diventino la norma e non l’eccezione.

Dieta mediterranea: il modello italiano di prevenzione

Il ministro ha ribadito la sua fiducia nella dieta mediterranea, definendola “italiana di cuore”. Il più recente rapporto Censis indica che il 90% degli italiani ritiene questo modello efficace nella prevenzione delle patologie croniche. La dieta mediterranea, basata su abbondanti alimenti di origine vegetale, olio extravergine d’oliva, pesce e consumo moderato di vino, è stata associata a una riduzione significativa di cardiovascolari, diabete e tumori.

Strategie di diffusione e sostegno istituzionale

Per trasformare la consapevolezza in azione concreta, il Ministero ha avviato campagne informative nazionali e partecipato a progetti europei volti a far conoscere ricette tipiche, metodi di cottura salutari e la stagionalità dei prodotti. L’obiettivo è rendere la dieta mediterranea un elemento strutturale delle politiche di salute pubblica, integrandola nei programmi scolastici e nelle linee guida per la ristorazione collettiva.

Investire nella nutrizione per tutelare il sistema sanitario

Schillaci ha dichiarato che investire in un’alimentazione sana equivale a investire sul futuro del SSN. Riducendo l’incidenza di obesità, diabete e malattie cardiovascolari, si alleggerisce la pressione sui letti ospedalieri e si contenono i costi sanitari. Il ministro ha sottolineato che la responsabilità è condivisa: famiglie, scuole, professionisti sanitari e industria alimentare devono collaborare per creare un ambiente favorevole a scelte salutari.

Obesità, legge pionieristica e Piano nazionale della prevenzione 2026-2031

L’Italia è stata il primo Paese a introdurre una legge specifica per la prevenzione e la cura dell’obesità. Questo impegno è stato inserito nel “Piano nazionale della prevenzione 2026-2031”, che adotta un approccio One Health, collegando la salute umana a quella animale e ambientale. Il piano prevede interventi trasversali, dalla promozione di diete sane alla riduzione dei rifiuti alimentari, passando per il controllo della catena di produzione.

Il messaggio del ministro Schillaci è chiaro: per garantire un futuro più sano e sostenibile, è necessario puntare su cibi freschi, minimamente trasformati e sulla dieta mediterranea, supportando le scelte con informazioni corrette e politiche integrate. Solo così il sistema sanitario potrà affrontare le sfide demografiche e ambientali degli anni a venire.