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Il Policlinico Universitario A. Gemelli ha introdotto in sala di emodinamica una nuova piattaforma basata su intelligenza artificiale pensata per supportare il cardiologo durante la coronarografia e l’angioplastica. Questa tecnologia elabora le immagini intracoronariche per trasformare la visione della placca in dati clinici immediatamente utilizzabili, con l’obiettivo di rendere le scelte terapeutiche più rapide e su misura per il paziente. La novità pratica consiste nella possibilità di ottenere informazioni sia morfologiche sia funzionali partendo da un’unica acquisizione di OCT.
Il debutto clinico della piattaforma è avvenuto il 30 marzo nella sala di emodinamica del Gemelli, dopo che il sistema ha ottenuto il marchio CE l’11 marzo. Il software, noto come Ultreon™ 3.0, unisce l’elaborazione automatica delle immagini a modelli di analisi predittiva per suggerire il miglior posizionamento dello stent e stimare l’impatto della lesione sul flusso. Questa integrazione promette di ridurre tempi, materiali utilizzati e in alcuni casi l’uso del mezzo di contrasto.
Qual è il principio operativo della tecnologia
Al centro del sistema c’è l’impiego dell’OCT (Optical Coherence Tomography), una tecnica di imaging intracoronarico che offre dettagli paragonabili a una microscopia in vivo della placca. Il software elabora il pullback OCT in modo automatico, riconoscendo elementi chiave come il calcio e il diametro del vaso e producendo mappe che integrano la morfologia con stime di funzionalità. L’approccio consente di visualizzare con precisione la struttura dell’ostruzione e, allo stesso tempo, di ricavare informazioni analoghe a quelle ottenute con la FFR (Fractional Flow Reserve) senza la necessità di passare un secondo catetere per la misurazione pressoria.
Dalla sola immagine alla valutazione funzionale
Tradizionalmente la valutazione completa richiedeva due strumenti distinti: l’OCT per la morfologia e la FFR per la fisiologia. Con Ultreon™ 3.0 l’analisi automatizzata delle immagini consente di derivare parametri funzionali dalla stessa acquisizione, riducendo il numero di dispositivi inseriti e i tempi procedurali. Questo flusso unico facilita decisioni terapeutiche più rapide e può ridurre costi e rischi legati all’allungamento della procedura, senza però annullare il valore clinico degli strumenti tradizionali quando necessari.
Impatto sulla procedura e sui risultati clinici
L’integrazione tra imaging e intelligenza artificiale influisce direttamente sulla fase operativa dell’angioplastica. Il sistema fornisce indicazioni sul punto ideale per il posizionamento dello stent e aiuta a prevederne l’espansione ottimale, riducendo la probabilità di appoggiamenti imperfetti o malposizionamenti che possono compromettere l’esito a lungo termine. Inoltre, la capacità di limitare o azzerare l’uso del mezzo di contrasto è particolarmente utile in pazienti con insufficienza renale o sensibilità al contrasto stesso.
Vantaggi per il paziente e per l’equipe
Per il paziente i benefici si traducono in interventi più rapidi, minore esposizione a mezzi esterni e una pianificazione dell’impianto dello stent più precisa. Per l’equipe clinica, l’accesso a dati strutturati e visualizzazioni predittive supporta scelte terapeutiche standardizzate e riproducibili. Il risultato atteso è una riduzione degli eventi avversi correlati a posizionamenti subottimali e un miglior controllo del processo di rivascolarizzazione.
Il ruolo del Gemelli e le prospettive future
Il Policlinico Gemelli è stato scelto come primo centro in Italia e tra i primi tre in area EMEA per l’introduzione di questa piattaforma, riflettendo una consolidata esperienza clinica e scientifica nel campo della cardiologia interventistica. L’adozione di Ultreon™ 3.0 conferma la volontà di sperimentare strumenti che coniugano imaging di alta definizione e intelligenza artificiale per migliorare l’accuratezza delle procedure. Pur riconoscendo che la FFR mantiene un ruolo consolidato nella letteratura clinica, la nuova integrazione apre la strada a protocolli sempre più personalizzati e orientati ai risultati.
Conclusioni
La combinazione tra OCT e analisi basata su intelligenza artificiale rappresenta un passo avanti verso una cardiologia interventistica più precisa e personalizzata: decisioni più rapide, minor uso di contrasto e maggiore accuratezza nella posa dello stent. Grazie all’introduzione di questa tecnologia, il percorso terapeutico per la cardiopatia ischemica potrebbe evolvere verso protocolli che integrano in tempo reale informazioni morfologiche e funzionali, con ricadute positive su sicurezza ed esiti clinici.



