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7 Novembre 2026

Come la meditazione può mitigare l’avanzamento della demenza

Scopri come meditazione e yoga possono proteggere il cervello, migliorare la memoria e abbassare lo stress nei soggetti con demenza.

Come la meditazione può mitigare l’avanzamento della demenza

Negli ultimi anni la ricerca neuroscientifica ha messo in luce come pratiche di meditazione e yoga possano incidere positivamente sulla salute cerebrale, soprattutto in presenza di demenza. Studi osservazionali hanno osservato che chi integra nella routine quotidiana queste attività presenta segni di invecchiamento cerebrale più lenti rispetto a chi non le pratica.

Il meccanismo alla base di questo beneficio riguarda strutture fondamentali del cervello, tra cui l’ippocampo, un piccolo organo del lobo temporale essenziale per la memoria a lungo termine e la navigazione spaziale. Un ippocampo più sano si traduce in un maggiore controllo delle funzioni cognitive, aspetto cruciale per chi è affetto da demenza a corpi di Lewy (LBD).

Studi che mostrano minore atrofia dell’ippocampo nei praticanti

Una serie di ricerche longitudinali ha confrontato gruppi di adulti over 60 che praticano regolarmente meditazione o yoga con gruppi di controllo sedentari. I risultati indicano una riduzione dell’atrofia dell’ippocampo di circa il 15 % nei soggetti attivi, misurata tramite risonanza magnetica ad alta risoluzione.

Meccanismo neuroplastico

Il fenomeno sembra legato a un aumento della neuroplasticità, cioè la capacità dei neuroni di creare nuove sinapsi. La meditazione stimola la produzione di fattori neurotrofici, come il BDNF (*Brain-Derived Neurotrophic Factor*), che favoriscono la crescita e il mantenimento delle connessioni neuronali nell’ippocampo.

Effetti sullo spessore corticale e sulle funzioni decisionali

Oltre all’ippocampo, le pratiche contemplative influenzano lo spessore corticale, una misura associata alla capacità di prendere decisioni e alla memoria di lavoro. Gli studi hanno mostrato un incremento medio di 0,2 mm dello spessore corticale in persone che meditano almeno 30 minuti al giorno per sei mesi.

Questo accrescimento si traduce in un miglioramento delle performance cognitive nei test di valutazione della memoria e dell’attenzione, elementi che tendono a declinare rapidamente nella LBD. Il risultato è una maggiore resilienza cognitiva, che può ritardare la comparsa di sintomi più gravi.

Riduzione dello stress e del cortisolo grazie alla meditazione

Un ulteriore aspetto cruciale è la capacità della meditazione di calmare il sistema nervoso autonomo. La pratica regolare diminuisce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, la cui concentrazione elevata è correlata a un aumentato rischio di sviluppare forme di demenza.

Riducendo il cortisolo, si limita l’infiammazione cerebrale e si protegge la struttura sinaptica da un deterioramento accelerato. Inoltre, la percezione di isolamento sociale, spesso precipato in età avanzata, diminuisce grazie al senso di connessione e di benessere che la meditazione favorisce.

La combinazione di meditazione e yoga offre un approccio non farmacologico che agisce su più fronti: preserva l’ippocampo, ispessisce la corteccia cerebrale, e abbassa il livello di cortisolo. Questi effetti sinergici possono rallentare significativamente la progressione della demenza, migliorando la qualità della vita degli anziani e dei loro caregiver.