La medicina del futuro si costruisce oggi, grazie all’integrazione tra ricerca scientifica e pratica clinica. In questo contesto, l’IRCCS Policlinico San Donato si distingue come un faro di innovazione nel campo della cardiologia e della cardiochirurgia. Con oltre quarant’anni di esperienza, questo istituto combina assistenza di alta specializzazione, ricerca scientifica e tecnologia avanzata per offrire diagnosi precoci, trattamenti efficaci e percorsi di cura personalizzati.
Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte a livello globale, con oltre 17 milioni di decessi ogni anno e circa 216.000 solo in Italia. Di fronte a questa emergenza sanitaria, l’innovazione diventa una necessità imprescindibile. L’IRCCS Policlinico San Donato è in prima linea nella lotta contro queste patologie, grazie a un approccio integrato che unisce competenze cliniche e scientifiche.
La ricerca come pilastro della cura cardiovascolare
Ogni anno, l’istituto esegue oltre 1.400 interventi cardiochirurgici, circa 3.500 procedure di elettrofisiologia e oltre 4.000 procedure di cardiologia interventistica, compresi i pazienti pediatrici. Questi numeri impressionanti testimoniano l’elevata specializzazione e la capacità di gestire casi di complessità crescente. La forza dell’IRCCS Policlinico San Donato risiede nella sua capacità di trasformare l’esperienza clinica quotidiana in nuove opportunità di ricerca.
Presso l’istituto operano oltre 160 ricercatori distribuiti in 10 laboratori e 35 Unità Cliniche. Cardiologi, cardiochirurghi, biologi, bioingegneri e altri professionisti sanitari lavorano in team multidisciplinari per comprendere meglio le malattie cardiovascolari e sviluppare nuove tecnologie. Questo approccio accelerato permette di trasferire rapidamente le innovazioni dal laboratorio alla pratica clinica, riducendo il tempo tra una scoperta scientifica e la sua applicazione sul paziente.
La Sindrome di Brugada: un esempio di successo
Un esempio concreto del valore della ricerca è rappresentato dalla Sindrome di Brugada una patologia ereditaria che può causare aritmie ventricolari e arresto cardiaco. Il professor Carlo Pappone ha sviluppato una tecnica innovativa di ablazione del substrato aritmico che ha rivoluzionato il trattamento di questa malattia, diventando un punto di riferimento internazionale. La ricerca continua con l’identificazione di autoanticorpi diretti contro i canali del sodio cardiaci, aprendo la strada a un semplice test ematico per l’identificazione precoce dei soggetti a rischio.
Tecnologie avanzate per una diagnosi più accurata
L’imaging cardiovascolare sta vivendo una profonda evoluzione grazie all’introduzione della Photon Counting Computed Tomography (PCCT) una TAC di nuova generazione. Questa tecnologia consente immagini ad altissima definizione, una caratterizzazione più accurata dei tessuti e una riduzione dell’esposizione alle radiazioni. La PCCT rappresenta un importante avanzamento rispetto alle tecnologie tradizionali e apre nuove prospettive per la ricerca sull’aterosclerosi e sulle malattie cardiovascolari.
L’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo sempre più rilevante in cardiologia. Presso il Policlinico San Donato, il gruppo coordinato dal dottor Mauro Lo Rito sta sviluppando modelli predittivi dedicati alle anomalie coronariche congenite. Attraverso simulazioni computazionali e algoritmi di intelligenza artificiale, è possibile ricostruire il comportamento del flusso sanguigno, valutare il rischio individuale e supportare il medico nella scelta del percorso terapeutico più appropriato.
Bioingegneria e prevenzione: il futuro della cardiologia
Guardare al futuro significa anche sviluppare strumenti che permettano di comprendere meglio il funzionamento del sistema cardiovascolare. Nel 2018 è nato il C3D Lab un laboratorio sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di Pavia. Questo centro rappresenta uno dei principali poli italiani dedicati alla biomeccanica cardiovascolare e al bioprinting, dove vengono realizzati modelli tridimensionali e strutture vascolari biostampate.
La ricerca non si limita alla cura, ma si estende anche alla prevenzione. L’IRCCS Policlinico San Donato è capofila del progetto CVRISK-IT il più ampio progetto italiano dedicato alla prevenzione cardiovascolare. Questo progetto coinvolgerà 30.000 cittadini tra i 40 e gli 80 anni senza patologie cardiovascolari note né diabete, con l’obiettivo di comprendere meglio l’evoluzione dei fattori di rischio e sviluppare nuovi modelli di prevenzione su larga scala.
L’innovazione in cardiologia non è un traguardo, ma un percorso continuo. Ogni nuova tecnologia, ogni studio clinico e ogni progetto di ricerca rappresentano un tassello di una visione più ampia: costruire una cardiologia sempre più precisa, personalizzata e orientata alla prevenzione. L’IRCCS Policlinico San Donato è un esempio lampante di come la ricerca e la tecnologia possano fare la differenza nella lotta contro le malattie cardiovascolari.











