La gastrina alta può essere sintomo di patologie: quando preoccuparsi

In presenza di alcuni sintomi è utile misurare la gastrina, la gastrinemia alta può essere infatti indice di diverse patologie. Quando preoccuparsi?

La gastrina, o meglio le gastrine, sono ormoni secreti dalle cellule della mucosa gastrica nelle le regioni inferiori dello stomaco (antro e il piloro) la cui funzione principale è regolare la secrezione gastrica e lo sfintere pilorico.

Normalmente l’assunzione di cibo, caffè o alcol, stimolano la distensione delle pareti dello stomaco e il rilascio di gastrina, questa, a sua volta, stimola la produzione di acido gastrico.

Questo permette di digerire il cibo assunto e inibisce la produzione dell’ormone facendo in modo che le concentrazioni ematiche di gastrina (gastrinemia) siano di norma piuttosto basse.

Ci sono alcuni sintomi che richiedono la verifica dei livelli di gastrina nel sangue, molto spesso infatti dolori addominali frequenti, diarrea e difficoltà di digestione, sono riconducibili a degli squilibri di questo ormone che a sua volta può dipendere da diverse patologie.

Perchè misurare i livelli di gastrina?

La misura della gastrinemia, effettuata tramite un comune esame ematico di laboratorio, viene di solito indicata quando il medico sospetta che l’ulcera peptica e/o gli episodi di diarrea e dolori addominali manifestati dal paziente possano essere associati a un’eccessiva produzione di gastrina.

Prima di effettuare qualsiasi test diagnostico dev’essere sospesa l’eventuale terapia con antiacidi, In particolare gli inibitori di pompa protonica devono essere sospesi per 5-7 giorni e gli H2-antagonisti per 24-48 ore.

E’ inoltre importante condurre l’esame a digiuno da almeno 12 ore (evitando anche le gomme da masticare), astenendosi dal consumo di alcolici nelle 24/48 ore antecedenti il test e dal fumo di sigaretta nelle 4 ore che lo precedono.

Anche lo stress può influire sui risultati dell’esame, motivo per cui il medico può richiedere di sostare una mezzoretta in sala di attesa al fine di “smaltire” ogni residuo stressogeno.

Un aumento patologico della gastrina (ipergastrinemia) si può verificare in molte condizioni, vediamo quali e quando è il caso di preoccuparsi.

Gastrina alta: quando preoccuparsi

I livelli normali di gastrina nel sangue vanno da 25 a 111 pg/mL.

Quando la gastrinemia è solo moderatamente elevata (tra 200 e 500 pg/mL) è necessario eseguire un test di stimolo con secretina. Durante questo esame viene iniettata, per via endovenosa, questo ormone duodenale dal forte potere stimolatorio sulla secrezione duodenale e pancreatica.

Nei soggetti normali e in quelli gastro resecati (ai quali è stata asportata una parte dello stomaco) la secretina non determina alcun significativo aumento della gastrina.

Al contrario, un aumento dei livelli di gastrina al di sopra dei 200 pg/mL, entro 10 minuti dallo stimolo, è diagnostico per sindrome di Zollinger ed Ellison (gastrinoma, ossia una neoplasia dello stomaco). I gastrinomi infatti determinano un’ipersecrezione acida causa di ulcere peptiche (soprattutto duodenali) ricorrenti e/o resistenti al trattamento farmacologico, con diarrea responsiva agli inibitori di pompa protonica e con malattia da reflusso esofageo. Le ulcere, in questi casi, possono portare anche a complicazioni gravi quali la perforazione e l’emorragia.

Al posto della secretina può essere praticata un’infusione di calcio o fatto ingerire un pasto proteico per misurare i livelli di gastrina.

La pH-metria, cioè la misurazione del pH gastrico, può essere utile per diagnosticare la gastrite atrofica che, a differenza delle altre condizioni, si caratterizza per un’ipocloridria più o meno marcata. Infatti la gastrite atrofica autoimmune si caratterizza per l’attacco delle cellule dello stomaco da parte di anticorpi anomali, con conseguente ipocloridria (bassa acidità gastrica) ed anemia perniciosa. Si possono così rilevare elevate concentrazioni di gastrina, secreta in maniera cospicua nel tentativo di correggere la ridotta acidità gastrica.

Gastrina alta, ma di lieve entità, si può registrare in presenza di infezioni da un batterio chiamato Helicobacter Pylori o in seguito all’uso di farmaci in grado di ridurre l’acidità gastrica.

Nella mucolipidosi di tipo IV si registrano concentrazioni molto elevate di gastrina a causa dell’acloridria determinata da questo disordine neurogenetico.

In sintesi, la gastrina alta può indicare la presenza di patologie come:

  • Sindrome di Zollinger-Ellison;
  • Iperplasia delle cellule G;
  • Tumore gastrina-secernente (gastrinoma).

Gastrina alta si può osservare anche in pazienti con:

  • Massiva resezione intestinale;
  • Insufficienza renale cronica;
  • Iperparatiroidismo;
  • Atrofia gastrica;
  • Anemia perniciosa;
  • Ostruzione del piloro ( tra lo stomaco e il duodeno).
Scritto da Alexandra Tubaro
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