Dermatofilosi: cosa sapere sulla nuova infezione cutanea che si diffonde tra gli esseri umani

Un batterio noto solo agli animali sta cambiando le sue dinamiche di trasmissione e sta colpendo gli esseri umani in Europa. Scopri di più sulla dermatofilosi.

Fino a pochi mesi fa, la dermatofilosi era un’infezione conosciuta principalmente nel mondo veterinario. Oggi, però, questa infezione cutanea soprannominata malattia della pioggia sta facendo parlare di sé per un insolito aumento dei casi tra gli esseri umani in Europa.

Il batterio responsabile, Dermatophilus congolensis è noto per colpire principalmente bovini, cavalli e altri animali. Tuttavia, da dicembre 2025, sono stati registrati 123 casi in 10 Paesi europei tra cui Francia, Germania, Spagna, Austria, Norvegia, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi. L’Italia, per ora, non risulta coinvolta.

Le dinamiche di trasmissione: un cambiamento inaspettato

Tradizionalmente, la dermatofilosi si trasmetteva attraverso il contatto diretto con animali infetti o superfici contaminate. Tuttavia, le recenti indagini suggeriscono un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione con la trasmissione da uomo a uomo tramite stretto contatto fisico come via più probabile.

Il Centro Europeo per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha ipotizzato che questo cambiamento potrebbe essere legato alla frequentazione di saunepalestre e altri ambienti caldo-umidi, dove il batterio potrebbe trovare condizioni ideali per proliferare.

I contesti a maggior rischio

Le principali situazioni di esposizione sono i contatti cutanei molto ravvicinati, specialmente in ambienti caldo-umidi come saune, palestre o durante gli sport di contatto. Non si registrano forme gravi: i sintomi sono quasi sempre locali ed è raro riscontrare manifestazioni sistemiche.

I sintomi e la diagnosi

La dermatofilosi si manifesta con la formazione di croste spesse sotto le quali la pelle appare arrossata, umida ed essudativa. Altri sintomi includono pustole e papule pruriginose o dolenti e una desquamazione accentuata.

La diagnosi è eseguita mediante osservazione clinica e confermata tramite esame citologico delle croste. La professoressa Susanna Esposito presidente dell’Associazione mondiale malattie infettive e disordini immunologici, raccomanda di evitare il contatto con persone con lesioni cutanee evidenti e di consultare un medico per avviare tempestivamente il trattamento opportuno.

Prevenzione e terapie

La prevenzione si basa su igiene e evitare contatti stretti in presenza di lesioni. È importante evitare la condivisione di asciugamani e non condividere mai i rasoi. Le terapie includono l’uso di pomate antibiotiche che hanno dimostrato di essere efficaci nel trattamento dei casi segnalati.

Nonostante l’aumento dei casi, il rischio per la popolazione generale rimane molto basso. Le autorità sanitarie invitano a mantenere la calma e a seguire le semplici precauzioni per evitare la diffusione dell’infezione.

Scritto da Emanuele Galli

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