In un’epoca in cui l’invecchiamento della popolazione rappresenta una sfida globale, nuove scoperte scientifiche offrono speranza per la salute cardiovascolare degli anziani. Lo studio Staree presentato al Congresso europeo di cardiologia a Monaco di Baviera ha rivelato risultati promettenti sull’uso delle statine nella prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari.
Le statine farmaci comunemente prescritti per trattare l’ipercolesterolemia hanno dimostrato di ridurre significativamente il rischio di infarto e ictus negli anziani. Tuttavia, la loro efficacia nella prevenzione primaria per questa fascia d’età rimaneva incerta fino a oggi.
I risultati dello studio Staree
Lo studio, condotto dalla Sophia Zoungas della School of Public Health and Preventive Medicine della Monash University di Melbourne, ha coinvolto 9.971 partecipanti di età pari o superiore a 70 anni, senza anamnesi di malattia cardiovascolare clinica, diabete o demenza. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha ricevuto atorvastatina 40 mg per via orale una volta al giorno, mentre l’altro ha ricevuto un placebo.
Dopo un follow-up mediano di 5,9 anni i ricercatori hanno riscontrato una riduzione del 30% del rischio di eventi cardiovascolari maggiori nel gruppo trattato con atorvastatina rispetto al gruppo placebo. Tuttavia, non sono state osservate differenze sostanziali nel rischio di morte, demenza o disabilità fisica persistente tra i due gruppi.
Implicazioni per la salute pubblica
“Con l’invecchiamento della popolazione mondiale a ritmi senza precedenti, rispondere a domande fondamentali su una longevità in salute è diventato un imperativo universale”, ha affermato Zoungas. “Il rischio di infarto e ictus è una preoccupazione per le persone anziane; sapere che esiste una misura efficace per ridurlo rappresenterà un grande motivo di rassicurazione per loro e per le loro famiglie.”
I ricercatori sperano che questi risultati possano portare a linee guida aggiornate che aiutino i medici a sfruttare queste nuove scoperte nella pratica clinica.
Statine e prevenzione della demenza
Altre evidenze a favore delle statine sono emerse da un altro studio presentato all’Esc. L’inizio precoce della terapia con statine dopo la diagnosi di diabete di tipo 2 è risultato associato a un minor rischio di demenza, secondo uno studio pubblicato su The Lancet Regional Health – Europe.
Con l’aumento previsto dell’incidenza della demenza, la prevenzione rappresenta una priorità urgente. Secondo la Commissione di The Lancet, quasi la metà dei casi di demenza potrebbe essere teoricamente prevenuta eliminando 14 fattori di rischio.
“L’individuazione e il trattamento di livelli elevati di colesterolo LDL a partire dall’età adulta intermedia rappresentano uno di questi fattori di rischio chiave”, ha spiegato Tummas Ternhamar dell’Ospedale Universitario di Copenaghen. “Tale aspetto potrebbe rivestire particolare importanza nei pazienti affetti da diabete di tipo 2, dato che livelli elevati di LDL-C sono frequenti in questi individui e il diabete è un noto fattore di rischio per il declino cognitivo e la demenza.”
Questi nuovi dati offrono una prospettiva promettente per la salute cardiovascolare e cognitiva degli anziani, sottolineando l’importanza di strategie preventive mirate.


