La tragedia che ha colpito una famiglia di Pietralata, nel quartiere di Roma, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Luca Abbasciano, 42 anni, sua moglie Valentina Pambianco, 41 anni, e la loro figlia Bianca, di soli 5 anni, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione di via dell’Antracite. La bambina soffriva di una grave disabilità, e questa circostanza ha acceso i riflettori sulle difficoltà che le famiglie con figli disabili devono affrontare quotidianamente.
Le parole degli esperti: l’importanza del sostegno alle famiglie
Ivan Iacob, segretario generale dell’Aupi (Associazione unitaria psicologi italiani), ha sottolineato come la presenza di un figlio con disabilità grave cambi inevitabilmente la vita di tutta la famiglia. La fatica quotidiana dell’assistenza, le preoccupazioni e le rinunce sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano la vita di queste famiglie. Iacob ha evidenziato che psicologi, medici, educatori e servizi possono fare molto per aiutare sia la persona con disabilità che i suoi familiari.
Tuttavia, ha aggiunto, le risorse pubbliche esistenti sono spesso insufficienti, frammentate e circondate da una burocrazia estenuante. Questo paradosso fa sì che ciò che dovrebbe alleggerire il peso dell’assistenza diventi, invece, un ulteriore fardello per le famiglie. L’Aupi ha richiesto l’implementazione di assistenza domiciliare, sollievo temporaneo per i caregiver, sostegno psicologico continuativo, percorsi educativi e riabilitativi oltre alla costruzione di un progetto credibile per il dopo di noi.
L’appello dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità
L’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha espresso profondo cordoglio per la tragedia di Pietralata. In una dichiarazione ufficiale, l’Autorità ha sottolineato che la disabilità di una bambina non può essere raccontata come la causa di una tragedia. Piuttosto, è la solitudine, la paura del futuro e il peso dell’assistenza quotidiana che possono diventare insostenibili quando una famiglia non ha una rete di sostegno adeguata.
L’Autorità ha anche evidenziato che essere formalmente presi in carico non sempre significa sentirsi realmente accompagnati. Le famiglie con persone con disabilità complessa hanno bisogno non solo di contributi economici, ma anche di servizi domiciliari, sostegno psicologico, interventi di sollievo e continuità assistenziale. Inoltre, è fondamentale avere un riferimento pubblico capace di riconoscere tempestivamente i segnali di maggiore fragilità.
La necessità di una società inclusiva
La tragedia di Pietralata ha sollevato interrogativi importanti su quale società stiamo costruendo e su quante persone con disabilità continuino a vivere nella solitudine. L’Autorità garante ha sottolineato che risorse adeguate e servizi efficaci sono indispensabili per garantire diritti e sostegni concreti. Tuttavia, una società realmente inclusiva richiede anche una cultura della vicinanza e della solidarietà umana capace di superare indifferenza ed egoismi.
I media possono offrire un contributo fondamentale, promuovendo i diritti e le politiche di inclusione non solo quando una tragedia conquista la prima pagina, ma anche nel quotidiano. La morte di Bianca e dei suoi genitori non deve essere trasformata in un giudizio affrettato o in una fatalità, ma deve richiamare tutti alla responsabilità di costruire una rete di sostegno che sappia esserci con continuità e umanità.
Le riflessioni della Fish: la necessità di una presa in carico efficace
La Fish (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) ha fornito il proprio contributo, sottolineando l’importanza di una presa in carico profonda e personalizzata. Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Fish, ha evidenziato che conoscere profondamente i bisogni della persona e della sua famiglia, accompagnarli nel tempo e costruire risposte personalizzate sono elementi fondamentali per evitare situazioni di isolamento ed esasperazione.
Falabella ha anche ricordato l’importanza del Progetto di Vita previsto dal decreto legislativo 62, che rappresenta una delle riforme più importanti degli ultimi decenni. Tuttavia, una grande riforma rischia di rimanere solo una dichiarazione di principi se non viene accompagnata da risorse economiche, professionali e organizzative adeguate. Servono operatori sufficienti, servizi domiciliari, interventi di sollievo, assistenza personale e sostegni educativi e sociosanitari.
Infine, Falabella ha sottolineato la necessità di riconoscere e sostenere i caregiver familiari. Non possiamo continuare a considerare l’amore familiare come una risorsa inesauribile e gratuita. Il caregiver deve essere sostenuto, accompagnato e tutelato, con servizi di sollievo, sostegni economici adeguati, tutela previdenziale e conciliazione con il lavoro.
La tragedia di Pietralata ci ricorda che prendersi cura della disabilità non può essere soltanto un affare privato. È una responsabilità collettiva che richiede impegno, risorse e una cultura della solidarietà.


