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19 Ottobre 2026

Commissione parlamentare individua Mussari e Ceccherelli

La Commissione parlamentare ha riferito elementi che collegano Giuseppe Mussari e Gabriele Ceccherelli alla morte di David Rossi; i due smentiscono e la famiglia chiede accertamenti giudiziari completi.

Commissione parlamentare individua Mussari e Ceccherelli

La Commissione parlamentare d’inchiesta sul decesso di David Rossi ha comunicato agli organi di presidenza l’esistenza di elementi che, secondo il presidente Gianluca Vinci, indirizzerebbero verso il coinvolgimento di due persone in ruoli distinti. I materiali acquisiti, in parte derivanti da colloqui con detenuti e dall’analisi di consulenze tecniche, sono stati raccolti e verranno trasmessi alla Procura competente per gli eventuali approfondimenti.

Il quadro delineato dall’organismo parlamentare ipotizza che un’azione intimidatoria sia degenerata con esiti mortali e che, nelle fasi successive alla caduta, vi sia stata la presenza di soggetti rimasti sul luogo impedendo il soccorso. L’annuncio ha scatenato immediate smentite dei nominati e richieste di garanzia da parte dei familiari della vittima.

Ricostruzione della Commissione: ruoli attribuiti a Mussari e Ceccherelli

Secondo le risultanze rese note durante la riunione dell’Ufficio di presidenza, la Commissione attribuisce a Giuseppe Mussari la figura di presunto mandante di un’azione intimidatoria che, almeno inizialmente, non sarebbe stata pensata per causare la morte di Rossi. A Gabriele Ceccherelli la Commissione assegna invece il ruolo di organizzatore e selezionatore delle persone da impiegare nella fase esecutiva, pur collocandolo materialmente al di fuori del Palazzo Salimbeni al momento dell’evento. Queste valutazioni derivano da elementi informativi raccolti tra consulenze tecniche e dichiarazioni di detenuti, che la Commissione ritiene concordanti nella ricostruzione.

Elementi tecnici e tempistiche citate

Tra gli accertamenti citati sono stati richiamati i rilievi sui filmati che riprendono il vicolo Monte Pio e le analisi sui tempi necessari per raggiungere il punto della caduta dal terzo piano. La Commissione ha ritenuto significative alcune ombre visibili nelle immagini nell’intervallo temporale successivo alla caduta, interpretate come presenza di persone rimaste nelle immediate vicinanze. Questo insieme di riscontri ha portato gli investigatori parlamentari a ipotizzare che chi era presente avrebbe potuto ostacolare i soccorsi, trasformando un’azione intimidatoria in un evento con esito mortale.

Reazioni di chi è stato indicato e iniziative formali

Entrambi gli individui citati hanno negato ogni responsabilità. Gabriele Ceccherelli noto per la sua attività storica nel Calcio storico fiorentino, ha dichiarato di non conoscere i fatti e di non avere legami con la vicenda, affermando che la sua unica visita a Siena fu per un acquisto personale. L’avvocato che lo assiste ha manifestato la disponibilità del cliente ad interfacciarsi con la Commissione, nel rispetto delle garanzie processuali.

Per quanto riguarda Giuseppe Mussari ex presidente dell’istituto coinvolto, la reazione è stata di netta contrarietà: egli ha definito le affermazioni che lo riguardano infondate, parlando di calunnia e annunciando iniziative legali a tutela della propria reputazione. La Commissione, dal canto suo, ha previsto una modalità di audizione che consenta ai citati di difendersi formalmente, con assistenza legale e la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere, precisando tuttavia che non si tratta di soggetti formalmente indagati dalla sua struttura.

Posizione della famiglia di David Rossi e richiesta di accertamenti giudiziari

La vedova e la figlia di David Rossi hanno espresso apprezzamento per il lavoro della Commissione nel definire l’ipotesi di omicidio ma hanno condannato qualsiasi forma di condanna mediatica e sommaria. Attraverso il loro legale, hanno sollecitato che gli elementi emergenti vengano valutati esclusivamente dalla magistratura, chiedendo che la Procura proceda con un’indagine completa che integri sia i nuovi indizi sia le risultanze tecniche già acquisite negli anni precedenti.

Il legale della famiglia ha sottolineato che l’eventuale inattendibilità di singoli testimoni non può sminuire l’ampio quadro probatorio accumulato e ha ribadito la necessità che ogni valutazione sull’attendibilità venga svolta nel pieno rispetto del contraddittorio e del diritto di difesa. Le richieste formali indirizzate alla magistratura mirano a ottenere un processo nel quale siano accertate le responsabilità reali, sulla base di prove esaminate in aula e non tramite processi mediatici.

La Commissione ha annunciato la trasmissione degli atti alla Procura e ha invitato chiunque possieda informazioni utili a contattare le autorità competenti, specificando che alcune dichiarazioni raccolte potrebbero configurare il reato di calunnia qualora risultassero mendaci. L’iter giudiziario rimane ora il canale istituzionale chiamato a verificare e approfondire le ipotesi emerse nel corso delle indagini parlamentari.