Argomenti trattati
L’iniziativa promossa da CNA e ospitata all’Istituto di Istruzione Superiore “Celso Ulpiani” ha voluto rimettere l’alimentazione al centro del dibattito educativo: l’incontro tenutosi a marzo 2026 ha coinvolto studenti, docenti e rappresentanti istituzionali in un percorso condiviso che collega il cibo alla prevenzione e al benessere complessivo. Durante la mattinata sono intervenuti nutrizionisti, dirigenti scolastici e rappresentanti del mondo produttivo per spiegare come trasformare conoscenze e abitudini in strumenti concreti di tutela della salute.
Un messaggio educativo rivolto ai giovani
La biologa nutrizionista Marika Ivonne Crognale ha aperto il confronto illustrando i rischi associati all’obesità infantile e sottolineando l’importanza di intervenire con misure preventive basate sull’educazione alimentare e su una costante attività motoria. In parallelo, la biologa dell’AST di Ascoli Piceno Valeria De Bois ha utilizzato un questionario interattivo per misurare l’aderenza alla dieta mediterranea tra gli studenti, stimolando riflessioni sugli atteggiamenti alimentari e sui piccoli cambiamenti quotidiani che possono fare la differenza.
Consigli pratici per l’adolescenza
Tra i suggerimenti emergenti c’è la necessità di aumentare il consumo di alimenti vegetali, mantenere uno stile di vita attivo e sperimentare in cucina: l’approccio proposto punta su prodotti freschi e stagionali, preferibilmente locali, come strumento per migliorare la qualità nutrizionale dei pasti. Si è richiamato anche il modello del piatto unico bilanciato di Harvard come riferimento pratico per comporre porzioni corrette, privilegiando verdure, cereali integrali e fonti proteiche sane.
Il ruolo della filiera corta e delle imprese locali
Dal punto di vista imprenditoriale, la CNA di Ascoli Piceno ha ribadito l’importanza di sostenere una filiera corta, meno globalizzata e legata al territorio, dove gli artigiani agricoltori contribuiscono a valorizzare i sapori tipici del Piceno e a promuovere pratiche sostenibili che tutelano la salute dei consumatori. Tale approccio non è solo una questione di marketing ma una strategia per rafforzare la sicurezza alimentare, la tracciabilità e il legame culturale tra prodotto e territorio.
I vantaggi per la salute e per l’economia locale
Scegliere prodotti locali e artigianali significa favorire la stagionalità e ridurre l’impatto ambientale, ma anche sostenere un modello economico che mantiene valore nel territorio. Durante il convegno, rappresentanti come il direttore Francesco Balloni e il direttore generale Antonello Maraldo hanno sottolineato come fare rete tra scuola, istituzioni e imprese sia fondamentale per promuovere stili di vita sani e per valorizzare le produzioni locali.
I numeri del biologico nelle Marche
I dati richiamati nel corso dell’incontro confermano una tendenza positiva per la Regione Marche nel settore dell’agroalimentare di qualità. Secondo il rapporto Ismea 2026, nel 2026 la superficie agricola utilizzata (SAU) in biologico ha raggiunto 134.533 ettari su un totale di 455.099 ettari, pari al 29,6%. Questo risultato colloca le Marche tra le regioni italiane più avanti nel biologico e, di fatto, al di sopra dell’obiettivo europeo fissato al 25% per il 2030.
Implicazioni per il futuro
Il dato sul biologico non è solo statistica: rappresenta un’opportunità per integrare le politiche di prevenzione sanitaria con le strategie agricole e commerciali, favorendo prodotti più sani e pratiche produttive sostenibili. Al contempo, promuovere la conoscenza tra i giovani su queste tematiche può creare consumatori più consapevoli e una domanda capace di sostenere ulteriormente la filiera corta.
Prevenzione integrata: allergie, fumo e il concetto di “body burden”
La chiusura del convegno è stata affidata al dottor Mauro Mario Mariani, che oltre a essere angiologo è noto come mangiologo: il suo intervento ha insistito sull’importanza di non trascurare segnali come allergie e intolleranze e di adottare quattro principi fondamentali per la prevenzione: educazione, consapevolezza, scelta e metodo. Mariani ha ricordato anche i danni del fumo e il concetto di body burden, il fardello di esposizioni accumulate che influenza la salute nel tempo.
Nel complesso, l’incontro all’Istituto Celso Ulpiani ha ribadito come la cultura del cibo sia strumento di prevenzione e sviluppo: dalle parole del direttore CNA fino agli interventi dei rappresentanti nazionali come Francesca Petrini e Antonio Scipioni, è emersa la convinzione che la valorizzazione del cibo artigianale e il coinvolgimento delle nuove generazioni siano leve essenziali per costruire sistemi alimentari più sani, sostenibili e radicati nel territorio.



