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Dieta mediterranea e prevenzione dell’ictus: studi osservazionali e trial clinici indicano una riduzione significativa del rischio cerebrovascolare associata a questo modello alimentare. Le evidenze provengono da ricerche internazionali condotte su popolazioni diverse e mostrano coerenza nei risultati. L’articolo ricompone le prove disponibili, illustra i principali meccanismi biologici responsabili dell’effetto protettivo e propone indicazioni pratiche per l’adozione quotidiana.
Non si tratta di un singolo alimento, ma di un insieme coerente di alimenti e abitudini: olio extravergine d’oliva, pesce ricco di omega-3, frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta secca. Questi componenti agiscono in modo complementare su pressione arteriosa, infiammazione sistemica, profilo lipidico, metabolismo glucidico e composizione del microbiota intestinale. Tali fattori sono riconosciuti come determinanti rilevanti del rischio di ictus e della salute cerebrovascolare.
Meccanismi che spiegano la protezione
Da un punto di vista fisiologico, il modello alimentare esercita effetti diretti sulla parete vascolare e sui processi infiammatori. Favorisce la funzione endoteliale mediante componenti che stimolano la produzione di ossido nitrico, un vasodilatatore naturale che aumenta la flessibilità arteriosa e può contribuire alla riduzione della pressione arteriosa.
Inoltre, la combinazione di grassi monoinsaturi, polifenoli e fibre possiede un’attività antinfiammatoria che abbassa biomarcatori come la proteina C-reattiva e alcune citochine. Questo effetto attenua la progressione delle placche aterosclerotiche e stabilizza lesioni vulnerabili, meccanismi ritenuti determinanti nella prevenzione dell’ictus.
Controllo dei lipidi e metabolismo
Il controllo del profilo lipidico e del metabolismo contribuisce a ridurre il rischio di eventi ischemici cerebrali. La combinazione di grassi monoinsaturi, steroli vegetali e fibre solubili abbassa i trigliceridi e le LDL ossidate, sostenendo i livelli di HDL. Parallelamente, il pattern alimentare favorisce una regolazione più stabile della glicemia e dell’insulinemia, intesa come concentrazione di insulina nel sangue. La riduzione della variabilità glicemica e dell’insulino-resistenza limita il rischio di diabete, fattore noto per aumentare il rischio di ictus ischemico. Complessivamente, questi effetti metabolici attenuano la progressione aterosclerotica e contribuiscono a stabilizzare lesioni vulnerabili, meccanismi ritenuti determinanti nella prevenzione degli eventi ischemici.
Evidenze scientifiche principali
In continuità con la riduzione della progressione aterosclerotica, la letteratura scientifica documenta un beneficio della dieta mediterranea sul rischio di ictus. Meta-analisi e grandi studi di coorte riportano riduzioni del rischio con elevata aderenza al pattern alimentare.
Tra i risultati più citati, lo studio PREDIMED (2013, con aggiornamenti successivi) ha mostrato una riduzione significativa degli eventi vascolari quando la dieta mediterranea è stata integrata con olio extravergine d’oliva o noci rispetto a una dieta low-fat. Una meta-analisi recente ha evidenziato un rischio relativo complessivamente ridotto.
Ricerche successive su ampie coorti, incluso uno studio su donne del 2026, hanno confermato riduzioni sia per l’ictus ischemico sia per quello emorragico. Tali evidenze sostengono l’efficacia del modello alimentare come misura preventiva basata su dati osservazionali e trial clinici.
Confronti con altre diete
A partire da tali evidenze, la letteratura indica che la dieta mediterranea offre vantaggi maggiori rispetto agli schemi low-fat tradizionali nella riduzione del rischio di ictus. Le versioni low-fat spesso privilegiano carboidrati raffinati, associati a maggiore infiammazione e dismetabolismi, fattori riconosciuti nel meccanismo aterotrombotico.
La DASH mantiene efficacia comprovata nel controllo della pressione arteriosa, ma attribuisce minore rilievo all’uso di olio extravergine di oliva e frutta secca rispetto al modello mediterraneo. Le diete a basso contenuto di carboidrati, incluse le varianti chetogeniche, possono migliorare parametri metabolici a breve termine; tuttavia, non esistono prove solide e durature specifiche sull’incidenza di ictus per questi schemi alimentari.
Il ruolo della qualità dei grassi: olio extravergine d’oliva e microbiota
Proseguendo dall’analisi dei parametri metabolici, la qualità dei grassi emerge come fattore determinante per la salute cerebrale. Studi osservazionali e interventistici mostrano che l’olio extravergine d’oliva conserva polifenoli e vitamine termolabili che nella raffinazione vengono in parte persi. Questi composti esercitano effetti antiossidanti e modulano la risposta infiammatoria sistemica.
Ricerche su popolazioni con sindrome metabolica associano il consumo regolare di olio extravergine a una maggiore diversità del microbiota intestinale. Un profilo microbico più ricco produce metaboliti meno proinfiammatori e può ridurre indirettamente la vulnerabilità vascolare cerebrale. Alcuni generi batterici, identificati dalla letteratura, sembrano mediare parte dei benefici cognitivi e vascolari attribuiti all’olio extravergine, suggerendo che la qualità degli alimenti modifica il profilo microbico e l’infiammazione sistemica.
La letteratura indica Restano però necessari studi longitudinali controllati per confermare l’impatto diretto sulla riduzione del rischio di eventi cerebrovascolari e per definire meccanismi molecolari precisi.
Indicazioni pratiche per l’adozione
Per tradurre le evidenze in abitudini sostenibili, si raccomanda l’uso quotidiano di olio extravergine d’oliva a crudo. Inserire pesce grasso due-tre volte alla settimana e consumare frutta e verdura a ogni pasto. Prediligere cereali integrali e legumi, integrare noci come snack (circa 30 g al giorno) e limitare carni rosse e prodotti processati. Questi interventi, associati a esercizio fisico regolare e monitoraggio clinico, contribuiscono alla riduzione del rischio cerebrovascolare.
La protezione attribuita alla dieta mediterranea contro l’ictus deriva dalla sinergia tra componenti alimentari di qualità che agiscono su più fronti fisiologici. Le raccomandazioni alimentari costituiscono quindi una strategia praticabile per ridurre il rischio di eventi cerebrovascolari e migliorare la salute cardiovascolare e cerebrale. Studi clinici aggiuntivi mireranno a definire protocolli personalizzati e meccanismi molecolari dettagliati.



