Disuguaglianze in salute tra i giovani in Europa: cosa dice l’OMS

Un rapporto europeo dell'OMS documenta disparità che collegano bisogni sanitari insoddisfatti, rischio di malattia e impatto sul lavoro per giovani e anziani

Il secondo rapporto europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità è stato presentato il 18 marzo 2026 alla Pontificia Università Lateranense e offre una fotografia dettagliata delle disuguaglianze in salute nel continente. Il documento evidenzia come i giovani in condizioni economiche difficili corrano un rischio di malattia significativamente maggiore rispetto ai coetanei benestanti, mettendo in relazione l’accesso alle cure con esiti occupazionali e sociali. In questo articolo ricostruiamo i punti principali del rapporto, spiegando le dinamiche che collegano bisogni insoddisfatti di assistenza sanitaria, salute mentale e condizioni di vita.

Il divario tra gruppi socioeconomici e l’accesso alle cure

Secondo l’analisi dell’OMS, i giovani in svantaggio economico registrano livelli di bisogni insoddisfatti di assistenza sanitaria molto più alti rispetto ai più ricchi: circa 2,6 volte per le donne e 2,7 volte per gli uomini. Per bisogni insoddisfatti si intendono le situazioni in cui le cure necessarie non vengono ricevute per motivi economici, logistici o organizzativi. Il rapporto sottolinea come lo spostamento dei costi sanitari sulle famiglie, presente in quasi metà della regione europea, abbia aumentato il numero di persone che rinunciano a visite, farmaci o interventi, con un effetto diretto sulla salute e sul rischio di scivolare nella povertà.

Effetti sull’occupazione giovanile

L’investimento nella salute dei giovani non è solo un tema sanitario, ma anche economico: il report mostra che un miglioramento del 10% nella salute dei giovani si traduce in un aumento dell’occupazione femminile del 2,6% e di quella maschile dell’1,7%. Questo collegamento mette in luce come la salute pubblica influenzi la partecipazione al mercato del lavoro e la capacità dei giovani di evitare l’esclusione sociale. In altre parole, la prevenzione e l’accessibilità delle cure sono leve per una maggiore inclusione economica.

Salute mentale e condizioni lavorative durante la vita produttiva

Nel periodo lavorativo della vita, il rapporto rileva un aumento di disturbi depressivi e d’ansia, fenomeni che pesano maggiormente sulle persone con minori risorse. Tra i fattori che incidono sulla qualità della vita lavorativa emergono l’eccesso di ore lavorative (un range indicativo tra 40 e 44,5 ore settimanali), il basso controllo sulle scelte personali e la riduzione dei contatti sociali. Questi elementi contribuiscono a un circolo vizioso dove stress, mancanza di supporto sociale e difficoltà economiche aumentano il rischio di problemi mentali e fisici.

Impatto delle spese sanitarie sulle famiglie

Il rapporto mette in evidenza che quando l’onere finanziario dell’assistenza ricade sulle famiglie, cresce il numero di persone con bisogni insoddisfatti di assistenza e aumenta il rischio di povertà sanitaria. L’aumento delle spese dirette per cure e farmaci riduce la capacità delle famiglie di investire in altri determinanti di salute, come una dieta equilibrata o condizioni abitative adeguate, aggravando le disuguaglianze.

Rischi per gli anziani: isolamento, povertà e salute

Per la popolazione dopo la pensione, i fattori chiave associati a un peggioramento della salute mentale e fisica sono gli stessi: bisogni sanitari non soddisfatti, povertà e isolamento sociale. Il rapporto segnala che gli anziani socialmente isolati presentano un rischio superiore del 50% di ictus, demenza e morte prematura rispetto ai coetanei con reti sociali attive. Le sottoregioni dell’Europa meridionale e settentrionale risultano particolarmente esposte a bisogni insoddisfatti tra gli anziani, con i meno abbienti che segnalano necessità di cura fino a due o tre volte superiori rispetto ai più benestanti.

Verso una strategia di equità

Il rapporto dell’OMS invita a politiche che riducano le barriere economiche e organizzative all’accesso alle cure e a interventi che rafforzino i legami sociali e il supporto durante l’età lavorativa e oltre. Interventi mirati, come la riduzione delle spese dirette per i pazienti, programmi di supporto alla salute mentale sul lavoro e misure contro l’isolamento degli anziani, sono presentati come strumenti essenziali per migliorare la equità in salute in Europa. Investire nella salute significa quindi non solo curare malattie, ma agire sui determinanti sociali che ne guidano la distribuzione.

In sintesi, il documento sottolinea che le disuguaglianze in salute sono un problema trasversale che coinvolge tutte le età: dai giovani con maggior probabilità di ammalarsi e di rinunciare alle cure, fino agli anziani privi di reti sociali. Le raccomandazioni dell’OMS puntano a politiche integrate, che combinino protezione finanziaria, accesso facilitato ai servizi e iniziative per contrastare la solitudine, con l’obiettivo di ridurre il divario tra chi gode di buona salute e chi rischia di restarne escluso.

Scritto da Staff

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