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Recenti ricerche condotte dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dall’Università di Harvard hanno portato alla luce informazioni cruciali riguardo al trattamento del carcinoma mammario nelle donne di età inferiore ai 40 anni. Lo studio, pubblicato nel Journal of Clinical Oncology, suggerisce che estendere la terapia ormonale oltre il periodo standard di cinque anni può ridurre significativamente il rischio di recidive e metastasi.
I fatti
Per le donne giovani colpite da tumore al seno con recettori ormonali positivi (HR+) e coinvolgimento linfonodale, il periodo post-operatorio è fondamentale. Fino ad oggi, le pazienti seguivano un protocollo di cinque anni di terapia endocrina adiuvante, spesso affiancato da analoghi dell’ormone di rilascio delle gonadotropine per indurre una menopausa temporanea e proteggere le ovaie. Tuttavia, la possibilità di recidive tardive rimaneva una fonte di preoccupazione.
Studio e metodologia
Il team di ricerca, guidato dal Dott. Carmine Valenza e collaborando con esperti di Harvard, ha analizzato i dati di 501 pazienti in premenopausa, tutte libere da malattia dopo i cinque anni di terapia iniziale. Le partecipanti sono state divise in due gruppi: il primo ha continuato con la terapia ormonale per un tempo medio di 3,7 anni, mentre il secondo ha interrotto il trattamento.
Risultati significativi dello studio
Il follow-up, con una durata media di 7,3 anni, ha dimostrato risultati incoraggianti. Le pazienti che hanno proseguito la terapia hanno registrato una riduzione del 51% nel rischio di sviluppare metastasi a distanza (HR 0,49). Inoltre, l’85% delle donne nel gruppo di terapia estesa era libera da malattia invasiva a cinque anni dalla fine del trattamento, rispetto al 78% del gruppo di controllo.
Implicazioni per la pratica clinica
Questo studio rappresenta un passo avanti significativo nella ricerca sul tumore al seno nelle giovani donne. Come sottolineato dal Dott. Valenza, si tratta della prima evidenza a supporto dell’estensione della terapia nelle pazienti più giovani, un gruppo che continua a crescere a causa dell’aumento delle diagnosi. Il Dott. Giuseppe Curigliano, responsabile della Divisione Nuovi Farmaci dell’IEO, ha evidenziato come questa scoperta possa cambiare il modo in cui i medici approcciano il trattamento delle pazienti ad alto rischio.
Considerazioni sulla sicurezza e qualità della vita
Un aspetto cruciale da considerare è la tollerabilità della terapia prolungata. Le pazienti spesso temono effetti collaterali a lungo termine. Tuttavia, i dati dello studio hanno mostrato che solo l’1% delle partecipanti ha riportato eventi cardiovascolari gravi o fratture ossee, evidenziando un profilo di sicurezza favorevole per il trattamento esteso.
Prospettive future
Il prolungamento della terapia ormonale oltre i cinque anni rappresenta un’opzione valida per le donne giovani con tumore HR+ e linfonodi positivi. Con una maggiore protezione contro le metastasi e un profilo di sicurezza favorevole, questa nuova strategia terapeutica potrebbe trasformare la gestione del carcinoma mammario nelle pazienti più giovani, offrendo loro ulteriori speranze e migliorando la qualità della vita a lungo termine.



