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La dispnea, comunemente conosciuta come fame d’aria, è una condizione che può generare ansia e preoccupazione. Quando si verifica una difficoltà respiratoria, accompagnata dalla sensazione di non riuscire a inspirare aria a sufficienza, è fondamentale non ignorare il problema e cercare di identificarne le cause.
Il dottor Carlo Gulotta, pneumologo presso il CeMeDi di Torino, guida attraverso un processo diagnostico che può chiarire le origini di questa condizione. Sebbene la fame d’aria possa essere causata da vari fattori, esistono approcci sistematici per valutarne l’intensità e la gravità.
Valutazione della dispnea
Il primo passo per affrontare la fame d’aria è la valutazione del sintomo. Durante una visita medica, il dottore può porre domande specifiche per comprendere meglio la storia clinica del paziente. Questo momento è cruciale per raccogliere informazioni preziose che guideranno il percorso diagnostico.
Strumenti per misurare la difficoltà respiratoria
Uno degli strumenti utilizzati per quantificare la dispnea è la scala di Borg, che permette al paziente di esprimere quanto si sente affaticato durante attività quotidiane, come salire le scale o vestirsi. In alternativa, le Visual Analog Scale (VAS) offrono un metodo visivo per valutare l’intensità del sintomo su una scala da 1 a 10, facilitando la comunicazione del disagio da parte del paziente.
Esami funzionali per una diagnosi accurata
Successivamente, il medico può decidere di eseguire un test del cammino dei sei minuti, un esame utile per monitorare la risposta del corpo allo sforzo fisico. Durante questo test, il paziente cammina a passo libero per un periodo stabilito, mentre il medico osserva le variazioni della frequenza respiratoria e cardiaca. Questo esame fornisce informazioni preziose sulla capacità polmonare del paziente.
Indagini strumentali
Dal punto di vista strumentale, la prima indagine effettuata è generalmente la spirometria semplice. Questo esame è essenziale per valutare la funzionalità respiratoria, misurando la capacità polmonare e la pervietà delle vie aeree. In base ai risultati, il medico può decidere di approfondire ulteriormente con esami più avanzati, come la misurazione dei volumi polmonari statici o il test di diffusione alveolocapillare, che valuta l’efficienza dello scambio gassoso tra polmoni e sangue.
In alcuni casi, può essere utile anche l’emogasanalisi arteriosa (EGA), un esame che misura i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Questi dati sono fondamentali per definire eventuali insufficienze respiratorie e per stabilire un corretto piano terapeutico.
La fame d’aria è un sintomo che non deve essere trascurato. Grazie a un’accurata valutazione e all’uso di strumenti diagnostici, è possibile identificare le cause sottostanti e intraprendere un percorso di cura adeguato. È consigliabile rivolgersi a un professionista della salute per ricevere il supporto necessario.



