Il casello della A16, nei pressi della stazione Eni di Cerignola Est, è divenuto il teatro di una manifestazione che dura ormai diversi giorni. Agricoltori e autotrasportatori sono radunati per denunciare l’esplosione dei prezzi del carburante e la crisi che grava sul settore agricolo pugliese. Le richieste sono puntuali: riduzioni fiscali, sostegno diretto e misure concrete per mantenere vivi i margini di profitto, senza però aprire le porte a spettacoli politici.
Il contesto della protesta a Cerignola
Il presidio, montato vicino all’area di servizio, è stato organizzato da Vincenzo Pinnelli figura di riferimento per gli agricoltori locali. Da oltre una settimana, camionisti e produttori si alternano alla pompa, facendo leva su microfoni improvvisati e cartelli che recitano messaggi di solidarietà e di frustrazione. Nessuna delega è stata concessa a gruppi di pressione, né sono previsti interruzioni del traffico: l’unico requisito è che la protesta rimanga una voce indipendente, non una piattaforma per passerelle politiche.
L’arrivo di Gianni Alemanno e la reazione dei manifestanti
Il 19 ottobre, Gianni Alemanno ex ministro dell’Agricoltura e ora esponente di Futuro Nazionale, ha deciso di fare visita al presidio. L’intento dichiarato era quello di mostrare solidarietà verso gli agricoltori, ma la sua presenza è stata anticipata dai manifestanti, che avevano già stabilito una regola ferrea: nessuna diretta televisiva, nessuna conferenza stampa. Al suo avvicinarsi, una decina di microfoni e telecamere sono comparsi improvvisamente, suscitando la rabbia dei presenti.
Dichiarazioni di Vincenzo Pinnelli
Pinnelli non ha nascosto il disappunto: “A tutti i politici, non marciate sul nostro sangue per fare campagna elettorale. Siamo qui per chiedere soluzioni, non per diventare lo sfondo di una trasmissione televisiva.” Ha poi aggiunto che i politici sono «i nostri dipendenti», sottolineando che le istituzioni dovrebbero ascoltare le richieste concrete, non usarle come palcoscenico per promesse elettorali. Altre voci del presidio hanno ribadito che l’evento era programmato per più giorni, ma l’intervento di Alemanno ha rotto il patto di non politicizzare la protesta.
Messaggi bipartisan e richieste concrete
La protesta a Cerignola non è una campagna per un partito, ma un appello a tutto lo spettro parlamentare. I manifestanti hanno sottolineato che né la destra né la sinistra hanno ancora fornito risposte concrete al settore. Le richieste principali includono il blocco dell’aumento del prezzo del carburante per i trasportatori, l’abbattimento dell’IVA su prodotti agricoli e l’attivazione di fondi regionali per sostenere le piccole imprese rurali. Come ha affermato Pinnelli, “non vi permettiamo di fare la vostra passerella sulla nostra pelle; la crisi è reale e i sacrifici sono quotidiani”.
Il presidio continua, con la speranza che le autorità nazionali e regionali rispondano alle istanze degli agricoltori e dei camionisti. Fino a quando le richieste rimarranno inascoltate, la barriera fisica del casello di Cerignola rimarrà un simbolo di resistenza contro ogni tentativo di politicizzare una lotta legittima.
