Rinforzo delle salvaguardie lavorative per i guariti da cancro in Italia

Finalmente un passo in avanti per i diritti lavorativi dei guariti da cancro in Italia.

Il percorso verso un lavoro equo per chi è guarito da un tumore ha compiuto un importante passo avanti con l’adozione di un decreto interministeriale che attua le disposizioni della Legge 193/sull’oblio oncologico. Questa legge, concepita per proteggere le persone che hanno affrontato una malattia oncologica, mira a garantire loro pari opportunità nel mondo del lavoro.

In Italia, circa un milione di individui vive oggi dopo una diagnosi di cancro, all’interno di una popolazione di oltre 3,7 milioni di persone che hanno affrontato la malattia. Il decreto, emanato dal Ministero del Lavoro e della Salute, rappresenta una risposta concreta alle esigenze di reintegrazione e tutela occupazionale di queste persone.

Le novità introdotte dal decreto

Il decreto riconosce le persone guarite da patologie oncologiche come soggetti in condizione di fragilità e le include nei programmi di supporto lavorativo, come il Programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) e il Fondo Nuove Competenze. Inoltre, queste persone possono beneficiare dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la Formazione e il Lavoro.

Accomodamenti ragionevoli e inclusione

Tra le misure più significative, vi è l’attivazione degli accomodamenti ragionevoli, previsti dalla legislazione italiana in linea con le normative internazionali sui diritti delle persone con disabilità. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha sottolineato come queste nuove disposizioni rappresentino un’opportunità per un nuovo inizio per chi ha sconfitto il cancro, liberandosi da pregiudizi e barriere ingiustificate.

Reazioni e approvazioni

Le reazioni a questo decreto sono state positive. La Federazione delle associazioni per il volontariato in oncologia (Favo) ha espresso grande soddisfazione, definendo il provvedimento come un tassello fondamentale per rendere effettive le tutele previste dalla legge. La segretaria Elisabetta Iannelli ha evidenziato come il Ministero abbia accolto le richieste di ampliare la platea dei beneficiari, includendo anche coloro che, pur non presentando evidenze attuali di malattia, sono ancora in trattamento o follow-up.

Un passo verso l’uguaglianza

Questa precisazione è stata vista come una salvaguardia necessaria per evitare discriminazioni nei confronti di coloro che si trovano in una condizione di fragilità. Anche l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) ha accolto positivamente il decreto, riconoscendolo come un importante progresso nella lotta per l’inclusione lavorativa delle persone che hanno affrontato una neoplasia.

Il futuro dell’oblio oncologico

Il decreto attuativo si inserisce in un contesto più ampio di riforme, seguendo il recente provvedimento dell’Ivass per il settore assicurativo. Quest’ultimo stabilisce che le compagnie assicurative non possono più richiedere informazioni relative alla malattia oncologica dei clienti e sono tenute a cancellare i dati personali entro 30 giorni dalla presentazione della certificazione di avvenuto oblio. Queste norme sono cruciali per garantire un ritorno a una vita piena e dignitosa per gli ex pazienti oncologici, liberandoli da discriminazioni inaccettabili.

In conclusione, la strada per la piena attuazione della legge sull’oblio oncologico è ancora lunga, ma con l’adozione di questo decreto, si è fatto un passo significativo verso un futuro in cui le persone guarite da un tumore possano reintegrarsi nel mondo del lavoro senza timori e con le giuste tutele.

Scritto da Staff

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