Screening oncologici gratuiti in Italia: tutto ciò che devi sapere

La salute è un diritto fondamentale: scopri come gli screening gratuiti possono fare la differenza nella diagnosi precoce dei tumori e migliorare le possibilità di trattamento. Informati sui programmi disponibili e su come accedere a questi servizi vitali per la tua salute.

Il 4 febbraio segna la celebrazione della Giornata Mondiale contro il Cancro, un momento cruciale per riflettere sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. In questa occasione, molte associazioni, come la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), organizzano eventi e offrono screening gratuiti per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della salute e della prevenzione. È importante evidenziare che in Italia esiste già un programma nazionale di screening per alcuni dei tumori più comuni, come quelli al seno, all’utero e al colon-retto.

In aggiunta, diverse Regioni stanno attuando programmi di screening per altri tipi di tumori, meno frequenti ma altrettanto pericolosi. Non approfittare di queste opportunità rappresenta una grave perdita, dato che, secondo i dati dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, le mammografie possono rilevare tumori di dimensioni inferiori ai 2 centimetri. Tuttavia, solo il 55% delle donne invitate ha partecipato a questi screening, mentre per il tumore del collo dell’utero la percentuale scende al 42% e per il colon-retto solo il 35% degli uomini e delle donne ha accettato di partecipare. Questi numeri sono ben al di sotto dell’obiettivo europeo del 90% di copertura previsto.

I diritti degli screening gratuiti

In Italia, gli screening per i tumori più comuni sono garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) come parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Ciò significa che tutti i cittadini hanno il diritto di accedere a questi servizi, indipendentemente dalla regione in cui vivono. La ASL di ogni provincia invia una lettera agli individui che rientrano nelle fasce di età target per invitarli a sottoporsi agli esami. Chi non riceve la lettera può contattare la propria ASL per informarsi e prenotare l’esame.

Il percorso di prevenzione è completamente gratuito, coprendo non solo il primo test, ma anche eventuali visite o esami di approfondimento necessari.

Screening per il tumore al seno

Per quanto riguarda il tumore al seno, le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni possono ricevere una mammografia gratuita ogni due anni. Alcune Regioni, come la Lombardia e la Toscana, hanno esteso questo diritto anche alle donne più giovani, dai 45 ai 49 anni, e più anziane, fino a 74 anni. Questo tumore è il più comune e mortale tra le donne, ma se diagnosticato in fase iniziale, può essere trattato con terapie meno invasive. È allarmante notare che il 40% delle diagnosi riguarda donne sotto i 50 anni, escludendole così dalla fascia di screening.

Altri tipi di screening oncologici

Per il tumore della cervice uterina, le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni sono invitate a eseguire un HPV test ogni cinque anni o un Pap-test ogni tre, a seconda delle linee guida regionali. Per il tumore del colon-retto, il test per il sangue occulto nelle feci è disponibile ogni due anni per uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, con alcune Regioni che estendono l’invito fino a 74 anni.

Screening per il polmone e la prostata

Alcune Regioni hanno avviato screening per altri tumori, come quello ai polmoni e alla prostata, al di fuori delle linee guida nazionali. In Lombardia, per esempio, è stato creato un programma per fumatori e ex fumatori tra i 60 e i 64 anni per prevenire il tumore al polmone. Inoltre, la Basilicata ha avviato un progetto simile. Per il tumore alla prostata, sono stati identificati oltre mille casi a rischio negli ambulatori lombardi grazie a un’iniziativa avviata.

Nonostante la disponibilità di questi screening, è fondamentale considerare le conseguenze della mancanza di partecipazione. Secondo un’analisi della Fondazione GIMBE, le persone che non hanno aderito agli screening hanno mostrato un aumento significativo di diagnosi tardive, con oltre 10.000 casi di tumore al seno e oltre 5.000 casi di carcinoma del colon-retto rilevati dopo il rifiuto degli inviti. La prevenzione è quindi un’opportunità che non va sprecata.

Scritto da Staff

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