Social and Emotional Learning: la rivoluzione educativa sudcoreana

La Corea del Sud ha esteso un programma di educazione sociale ed emotiva a tutte le scuole. Un passo rivoluzionario per il benessere degli studenti.

In un’epoca in cui la competizione accademica è frenetica, la Corea del Sud ha deciso di fare un passo indietro per fare due passi avanti. Dal nuovo anno scolastico, tutte le scuole elementari, medie e superiori del paese hanno introdotto un programma di educazione sociale ed emotiva noto con la sigla SEL (Social and Emotional Learning). Questo programma mira a insegnare agli studenti non solo a eccellere negli studi, ma anche a comprendere e gestire le proprie emozioni e relazioni.

Il programma SEL non è una semplice aggiunta al curriculum scolastico, ma un approccio integrato che permea diverse attività didattiche. Gli studenti lavoreranno su quattro aree principali: consapevolezza e gestione delle emozioni, capacità di instaurare e mantenere relazioni, comprensione dei valori della comunità e cura della salute psicologica. Questo significa che gli studenti impareranno a riconoscere i propri punti di forza e fragilità, a gestire la rabbia e lo stress, a sviluppare empatia e a comunicare efficacemente.

Un programma articolato e flessibile

Il ministero dell’Istruzione sudcoreano ha preparato 144 contenuti differenziati per età, tra cui 120 brevi video e materiali grafici, oltre a 24 risorse audiovisive più strutturate. Questi materiali possono essere utilizzati durante il dialogo del mattino, nelle normali ore di lezione, nelle attività creative o nei percorsi di orientamento. Gli insegnanti hanno ricevuto una formazione specifica per implementare il programma, e le famiglie possono accedere a tutti i materiali attraverso la piattaforma nazionale Edunet.

Il programma SEL è stato sperimentato nel 2026 e i risultati sono stati incoraggianti. In un questionario somministrato a 1.176 studenti, i punteggi relativi alle competenze sociali ed emotive sono aumentati in tutte le fasce d’età. Ad esempio, tra gli alunni di terza elementare, la media è passata da 71,4 a 81,4 punti. Questi risultati dimostrano che il programma funziona e che può avere un impatto positivo sul benessere degli studenti.

La necessità di un cambiamento

La scelta di introdurre un programma così articolato ed esteso nasce dalle difficoltà di un sistema scolastico famoso per gli ottimi risultati accademici, ma segnato da competizione, lunghe ore di studio e forte pressione per l’accesso alle università migliori. L’Ocse ha riconosciuto l’elevata qualità dell’istruzione sudcoreana, sottolineando allo stesso tempo i problemi che le aspettative di successo possono creare per il benessere degli studenti.

La Corea del Sud sta cercando di correggere una vecchia sproporzione: per anni la scuola ha insegnato agli studenti come ottenere il risultato giusto, lasciandoli spesso soli davanti a ciò che provavano mentre cercavano di raggiungerlo. Adesso, anche saper dare un nome alla paura, contenere la rabbia, affrontare un fallimento o chiedere aiuto entra tra le competenze che vale la pena imparare. Questo approccio innovativo potrebbe diventare un modello per altri paesi che cercano di bilanciare successo accademico e benessere emotivo.

Scritto da Roberto Capelli

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