Abbuffate compulsive incontrollate: le cause e i rimedi

Abbuffate compulsive incontrollate: le cause ed i rimedi efficaci per evitare di svuotare il frigo in preda alla fame nervosa

Fame improvvisa incontrollabile? Vi capita di svuotare letterlmente il frigorifero e di mangiare qualsiasi cosa ingurgitando senza sapere neanche il perchè? La fame nervosa non è sempre un sintomo di un disturbo alimentare lieve o acuto che sia. Le abbuffate improvvise e incontrollate si presentano come una sorta di valvola di sfogo, sfogo che è realmente possibile prevenire e controllare.

Abbuffate compulsive incontrollate: le cause

I disturbi alimentari sono più diffusi di quanto immaginiamo. Disturbi che se trascurati posssono portare vicino alla morte e lasciare segni permenenti nel nostro stato di salute. Le cause possono essere molteplici, da profondi disagi psicologi a una inizialmente banale non accettazione di noi stessi, da una difficoltà di integrazione sociale sino ad una mera valvola di sfogo e di gola. Anche le diete possono provocare abbuffate incontrollate, dieta se intesa come privazione, privazione del latte piuttosto che della pasta, del pane, di una pizza o di una ciambella.

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Il non vivere serenamente queste privazioni possono far eplodere in attimi di maggiore debolezza in veri e propri attacchi famelici incontrollabili. Decidere di affrontare una dieta dimagrante può essere controproducente quando non si ha la piena e totale consapevolezza della propria forza di volontà e di determinazione. Affrontare una percorso di privazioni in un periodo in cui non siamo portati ad conseguirlo può generare una reazione inversa e una complicazione del proprio equilibri psico fisico.

A questo si aggiunge anche la terribile tentazione. Cadere nella tentazione è possibile anche solo a causa della stanchezza. Quando si è stanchi siamo naturalmente inclini a prendere decisioni sbagliate. Ma non solo la stanchezza, anche lo stress può portarci a grandi abbuffate: maggiore è lo stress più facile è che la tentazione prenda il sopravvento. Un altro fattore è ll livello di insoddisfazione, essere scontenti ci porta ad abbassare la guardia e a sfogarci candendo in tentazione ed abbuffandoci.

I rimedi

Come abbiamo notato il cedere ad improvvise abbuffate è un abbassamento della guardia, una forma di compenso, una specie di “coccola”, di compenso che ci doniamo da soli. Quindi, il primo rimedio è lavorare su noi stessi e cercare di comprendere come è possibile evitare di cadere in tentazione rafforzando il nostro stato emotivo. In questa fase è indispensabile portare avanti ogni giorno almeno un’attività che ci dia una sensazione di benessere e che ci aiuti nell’autoconcentrazione.

Positive le sedute di yoga o di meditazione, ma anche passegiate immerse nella natura o il semplicemente lasciarsi abbandonare ad una vecchia e sana lettura di un buon libro, di quelli che ci fa stare meglio. Importante ridurre le privazioni al limite di ciò che secondo noi è sopportabile e tentare di aumentare il livello di resistenza con calma e pazienza, nel corso del tempo. Cercare quindi di trovare quei meccanismi che rallentano il flusso di azioni per cui è possibile far emergere il vostro senso di consapelvolezza. Evitare per esempio di tenere alla portata di mano cibi spazzatura o quegli alimenti che ci stimolano desiderio di trasgredire. Un altro rimedio è quello di mangiare con presa di coscienza, quindi ripetersi e convincersi che si mangia per volerci bene, che si mangia solo per stare bene e che si mangia per nutrire il nostro organismo. Ripetendo a noi stessi questo “mantra” ogni volta che mangiamo ci convinceremo di quello che asseriamo talmente da evitare spontaneamente, per amor proprio, di cedere alle abbuffate.

Infine evitare di compiere più attività contemporanemente, un gesto abbastanza diffuso oggigiorno ma che abbassa la soglia dell’attenzione e della concentrazione. Svolgere quindi ogni attività singolarmente, comprese quelle con il telefonino. Prima se non chiude una, dopo se ne comincia un’altra. Per esempio non mangiare mai davanti alla tv, o mentre si è alla guida o mentre svolgiamo una qualsiasi altra attività come per esempio, camminare. Mangiare quindi solo quando si è seduti a tavola e solo dopo aver definito la dimensione della propria porzione nel piatto.

Scritto da Chiara Cichero
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