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Il 19 marzo 2026, presso la Sala Planisfero di Palazzo Cimarra a Roma, è stata siglata una convenzione tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). L’intesa nasce con l’obiettivo di rendere lo spazio digitale più sicuro per bambini e adolescenti, promuovendo una cultura dell’uso responsabile delle tecnologie e potenziando gli strumenti per individuare precocemente minori vittime di reati informatici.
Il protocollo prevede un percorso di collaborazione strutturato che coinvolge la Polizia Scientifica, la Polizia Postale e i pediatri di famiglia. Attraverso programmi di formazione reciproca e iniziative informative rivolte a famiglie e ragazzi, l’alleanza intende consolidare pratiche condivise per la prevenzione e la gestione dei casi più delicati, inserendosi nelle attività più ampie promosse dal Ministero dell’Interno sul tema della sicurezza cibernetica.
Obiettivi e modalità operative dell’intesa
L’accordo specifica la costituzione di un programma formativo rivolto sia agli operatori di polizia sia ai pediatri, con l’intento di affinare la capacità di riconoscere segnali di disagio e i primi elementi di reato online. Verranno definiti protocolli condivisi per l’attivazione di procedure investigative e di supporto sanitario, favorendo una risposta tempestiva e coordinata. Il modello punta su un approccio multidisciplinare in cui la componente medico-clinica e quella investigativa concorrono alla tutela del minore come priorità inderogabile.
Equipe integrata e protocolli condivisi
Una delle novità principali è la creazione di un’équipe integrata composta da operatori di polizia e pediatri di famiglia, che sarà incaricata di elaborare le migliori prassi per la gestione dei casi complessi. Questo gruppo lavorerà alla definizione di linee guida operative, modelli di comunicazione con le famiglie e percorsi di riferimento clinico-legale. L’intento è ridurre i tempi di intervento e aumentare l’efficacia dell’identificazione precoce di situazioni a rischio, valorizzando il ruolo del pediatra come primo punto di ascolto.
Strumenti informativi e campagne di sensibilizzazione
La convenzione rafforza inoltre l’impegno già avviato con la diffusione di materiali informativi negli studi pediatrici: brochure, guide pratiche e strumenti digitali pensati per aiutare genitori e ragazzi a riconoscere fenomeni come adescamento, cyberbullismo e sextortion. Questi supporti spiegano come identificare segnali di allarme e come attivare percorsi di aiuto, promuovendo al tempo stesso competenze digitali consapevoli. Le iniziative di sensibilizzazione coinvolgeranno scuole, associazioni e realtà territoriali per creare una rete preventiva più ampia e capillare.
Formazione specifica e strumenti per le famiglie
Formare i pediatri sui fenomeni emergenti della rete vuol dire dotare le famiglie di informazioni utili e tempestive: il progetto include moduli didattici su tecniche investigative di base, protocolli di ascolto e schede di segnalazione. Il ruolo della famiglia viene sottolineato come elemento centrale nella prevenzione, mentre il pediatra di famiglia viene riconosciuto come interlocutore privilegiato per intercettare segnali di disagio e orientare gli interventi, in sinergia con la Polizia Postale.
Impatto atteso e prossimi passi
Con la firma della convenzione si apre una fase di implementazione che prevede monitoraggio delle attività, valutazione dei risultati e aggiornamento periodico dei protocolli. Le parole di Luigi Rinella e Antonio D’Avino richiamano l’importanza di una collaborazione duratura: la prima per garantire competenze tecniche investigative, la seconda per ribadire il ruolo dei pediatri nella tutela quotidiana dei minori. L’obiettivo condiviso è trasformare questa alleanza in un modello replicabile che renda la rete uno spazio di crescita sicuro.



