Anoressia: sintomi, cause e significato

Come riconoscere un disturbo alimentare da anoressia e intervenire prima che sia troppo tardi.

Se ci accorgiamo che una persona, che può essere nostro fratello, sorella, amico o conoscente, soffre di anoressia e non sta affrontando questa grave patologia, è doveroso aiutarla, fornendole più informazioni sul suo problema in modo da convincerla a prendere una decisione risolutiva. È un suo diritto curarsi, ma per farlo in modo consapevole è necessario spiegare cosa sia l’anoressia, come si manifestano i sintomi e le relative cause.

Anoressia: cos’è

L’anoressia è un grave disturbo psichiatrico che determina nella maggior parte dei casi la morte, soprattutto nell’età adolescenziale. Chi soffre di questa patologia spesso presenta, oltre ad una significativa perdita di peso corporeo anche una poca stima di sé per il timore di ingrassare.

I sintomi

Il primo sintomo è l’eccessiva perdita di peso. È facile confondere il primo sintomo dell’anoressia se la persona sta seguendo una rigida dieta. Pertanto le prime fasi della diminuzione di peso vengono spesso viste in termini non allarmanti. Tuttavia anche in questa fase si può identificare la malattia in seguito alla formazione di alcuni sostanziali fenomeni patologici.

In questa prima fase dell’anoressia la persona sperimenta uno stato di esaltazione, un senso di benessere sproporzionato. Questo stato illusorio complica la reale gravità del disturbo in quanto la persona non si accorge del grave disagio psicologico.

Oltre alla perdita di peso vi sono altri tipi di sintomi riscontrabili nei disturbi del comportamento alimentare: l’ansia che è legata al terrore di uscire dalla propria abitazione. Si manifesta inizialmente con brevi attacchi di panico, eccessiva sudorazione, vertigini improvvisi e sgomento di stare insieme alla gente.

Oltre all’ansia subentra, nella maggior parte dei casi, anche la depressione che si palesa con la privazione di qualsiasi interesse (ad esempio verso lo studio, il lavoro, vita sociale, poca voglia di comunicare anche all’interno della famiglia). Dall’ansia nasce inevitabilmente l’attitudine all’isolamento. In questo stato si associano confusione, repulsione ed un ingiustificato senso di colpa che spesso inibiscono l’esigenza di aiuto.

La maggior parte degli individui che soffre di anoressia pensa che il cibo sia la causa principale del proprio problema esistenziale. Non è così: la colpa del loro malessere non è da ricercare nel cibo né nella mancanza di reazione. Le difficoltà legate al cattivo rapporto con cibo possono essere sono un primo sintomo poiché entrano in gioco differenti altre complicazioni emotive più intime.

Le cause

L’ anoressia può essere causata da:

• problemi familiari e sociali;
• psicologica;
• psichiatrica.

Cause familiari e sociali

La difficoltà della persona nel relazionarsi con i componenti della famiglia può portare all’insorgenza di disturbi alimentari. Il soggetto colpito da questa malattia deve avere il coraggio di chiedere aiuto ai familiari ed esperti. Molti specialisti hanno constatato che l’anoressia è un disturbo che nasce spesso nell’ambito famigliare in seguito ad atteggiamenti eccessivamente protettivi. L’individuo affetto da anoressia tenderà inevitabilmente ad opprimersi sviluppando una tendenza all’autolesionismo.


Cause psicologiche

Le cause psicologiche che conducono all’anoressia sono i fallimenti sentimentali, l’ambizione di sottoporsi frequentemente a diete inflessibili per raggiungere un alto livello estetico, insuccessi nell’ambito scolastico o lavorativo, una sofferta separazione dei genitori o la morte di una persona cara.

Cause psichiatriche

In ambito medico è diffusa l’ipotesi che all’origine dell’anoressia ci sia una forte depressione, stati d’ansia incontrollati, conseguenze di un grave disturbo alimentare. All’80 % dei casi il disturbo della depressione precede il problema dell’alimentazione.

Non sempre le persone riescono da sole a risolvere il problema dell’anoressia. Gli studi medici hanno evidenziato che l’atteggiamento più utile da adottare nei confronti della persona anoressica è il dialogo costruttivo, accettando la condizione patologica della persona cara, senza dover criticare il suo atteggiamento. Successivamente sarà determinante convincere la persona ad iniziare un trattamento sanitario mirato, tramite l’ausilio di un nutrizionista e di uno psicologo.

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