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Presentata il 31 marzo a Roma, presso la Camera dei Deputati, la Flu Coalition nasce come risposta coordinata all’impatto ripetuto dei virus influenzali sul Servizio Sanitario Nazionale. L’iniziativa mette insieme soggetti pubblici e privati con l’intento di affrontare tanto la componente clinica quanto quella economica legata alle stagioni influenzali, puntando sulla diffusione della vaccinazione antinfluenzale come misura preventiva prioritaria. In questo contesto la parola d’ordine è resilienza, intesa come capacità del sistema di assorbire e ridurre gli effetti dei picchi di malattia.
Nonostante le indicazioni internazionali, le coperture vaccinali in Italia restano sotto soglia, soprattutto tra gli over 60 rispetto all’obiettivo minimo del 75% fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS. La coalizione vuole cambiare la narrazione: la vaccinazione non come mero atto stagionale, ma come investimento strategico che protegge persone vulnerabili, riduce complicanze e decrementa accessi impropri al Pronto Soccorso e i ricoveri.
La nascita dell’alleanza e gli attori coinvolti
La Flu Coalition raccoglie diverse realtà del mondo sanitario, incluse associazioni professionali, enti istituzionali e rappresentanti delle farmacie. Tra i firmatari figura Federfarma, che ha motivato la sua adesione sottolineando il valore della prossimità. Come ricordato dal Vicedirettore Paolo Betto, la scelta riflette l’idea che la prevenzione debba essere accessibile quotidianamente e vicino al cittadino, caratteristica tipica della farmacia di comunità.
Un approccio di prossimità
La farmacia viene proposta dalla coalizione come una vera e propria porta d’accesso alla prevenzione: capace di intercettare pazienti che non sono in contatto costante con il medico di medicina generale o con le strutture pubbliche. In questo ruolo il farmacista è chiamato a svolgere funzioni di orientamento, informazione e motivazione, contribuendo a colmare le lacune dei percorsi tradizionali di prevenzione e ad aumentare la protezione collettiva.
Il ruolo operativo della farmacia nella campagna
La campagna della coalizione valorizza la farmacia come luogo capace di offrire servizi integrati: dall’educazione sanitaria alla segnalazione di soggetti a rischio. Il farmacista svolge un ruolo chiave nella promozione della vaccinazione, fornendo spiegazioni sui benefici, chiarimenti sui falsi miti e supporto pratico per facilitare l’accesso al vaccino. Questo approccio aumenta la probabilità che persone anziane e pazienti cronici aderiscano alle raccomandazioni vaccinali, con ricadute positive sulla salute pubblica.
Compiti specifici del farmacista
Tra i compiti previsti emergono attività di educazione alla salute, identificazione dei soggetti fragili e collaborazione con medici e servizi territoriali per creare percorsi di prevenzione condivisi. La sinergia professionale è vista come leva per ridurre gli accessi ospedalieri evitabili e per promuovere una cultura della prevenzione più diffusa e continuativa.
Il Memorandum d’intesa: priorità e target fino al 2026
Con un Memorandum d’intesa rivolto alle Istituzioni, la Flu Coalition ha indicato obiettivi chiari per aumentare la resilienza del sistema sanitario. Tra le proposte spiccano il riconoscimento della prevenzione vaccinale come asse della programmazione sanitaria, l’attuazione del protocollo «Safe Hearts» entro il 2026 per integrare la vaccinazione antinfluenzale nei percorsi di prevenzione cardiovascolare e campagne di comunicazione mirate verso anziani e pazienti cronici.
Protocollo «Safe Hearts» e campagne mirate
Il protocollo «Safe Hearts» nasce dall’evidenza che le infezioni influenzali possono scatenare eventi cardiaci acuti in soggetti a rischio; integrando la vaccinazione nei percorsi cardiovascolari si mira a ridurre queste evenienze. Le campagne mirate hanno l’obiettivo di spiegare in modo semplice come il vaccino diminuisca la probabilità di complicanze severe, rafforzando l’adesione delle categorie più vulnerabili.
Verso un impegno istituzionale condiviso
I promotori sottolineano che solo un approccio corale, sostenuto dalle istituzioni, può superare le barriere d’accesso e consentire il raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica necessari alla sostenibilità del SSN. L’intento è chiaro: trasformare la vaccinazione in una misura sistemica, sostenuta da canali di prossimità come la farmacia, da protocolli clinici integrati e da campagne di comunicazione efficaci.



