(Adnkronos) – E' martedì 12 maggio, l'allerta su un possibile caso di hantavirus scatta "alle 14.14, ora italiana", con un messaggio inviato dall'autorità competente britannica. "Ci comunicano che un cittadino inglese residente a Sant'Elena, che aveva viaggiato il 25 aprile scorso con il volo fra Sant'Elena e Johannesburg, dove purtroppo si era verificato il caso della signora poi deceduta a causa dell'hantavirus", seconda vittima del focolaio rilevato sulla nave da crociera Mv Hondius, "si trova in Italia. E ci danno i suoi estremi". Il racconto dell'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, comincia così. E' la ricostruzione delle tappe che hanno portato in serata di martedì a rintracciare il 60enne, ora in isolamento all'ospedale Sacco di Milano con un suo contatto. L'amico, età circa 50 anni, sarà libero di andare (sono entrambi risultati negativi ai test). L'uomo invece, che sul volo sedeva a poche file di distanza dalla 69enne olandese moglie di quello che è considerato il 'paziente zero' del focolaio, resterà in Italia – al Sacco o in un'altra struttura che verrà eventualmente identificata – fino alla fine della quarantena, fissata per il 6 giugno, cioè a 42 giorni esatti dal presunto contatto a rischio. Quando martedì la macchina si è attivata, Bertolaso si trovava al ministero della Salute, al suo fianco il ministro Orazio Schillaci e Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento Prevenzione del ministero. "Ci stavamo occupando della riforma della medicina territoriale e abbiamo potuto seguire e organizzare in diretta tutta l'attività di tracciamento e identificazione", ha spiegato l'assessore durante il punto stampa davanti al pronto soccorso infettivologico del Sacco.
Il turista inglese era alloggiato a Milano, in un B&B. Appresa questa informazione cruciale "si è attivata immediatamente la Questura di Milano – ripercorre Bertolaso -. Nell'arco di poche ore questo cittadino è stato identificato, era insieme ad un contatto che lo accompagnava. Nel momento in cui abbiamo avuto i suoi dati, compreso gli estremi del passaporto, tramite il sistema informativo del ministero dell'Interno è stato rintracciato. Il ministro Schillaci ha informato il ministro Matteo Piantedosi. Io ho chiamato personalmente il questore di Milano Bruno Megale". Il turista "ha girato 4-5 città italiane prima di arrivare qui a Milano e alle 18 abbiamo potuto comunicare il luogo dove aveva preso alloggio". I due erano in giro per la città a quell'ora. "Intorno alle 20, rientrati al B&B, hanno trovato ad aspettarli la polizia e poi il personale sanitario. Abbiamo spiegato tutto e hanno reagito 'all'inglese', molto tranquilli – racconta Bertolaso -. Sono venuti al Sacco di buon grado e si sono sottoposti a tutti i controlli". Erano preoccupati? "No – ha riferito l'infettivologo Andrea Gori, direttore del Centro regionale per le malattie infettive (Ceremi) della Lombardia – Ovviamente è stata un po' una sorpresa sentirsi bussare alla porta dalla polizia seguita dal personale medico scafandrato. Ora sono ricoverati al Sacco, ma stanno bene". E, ha continuato Gori, "non ci sono stati problemi nell'attivazione di tutta la macchina. L'Unità del Sacco che si occupa delle emergenze sanitarie nel momento in cui è scattata l'allerta si è subito organizzata. Abbiamo mezzi specifici e personale dedicato e si sono occupati di loro. Il laboratorio si è attivato e tutti i test sono stati eseguiti durante la notte. Alle cinque del mattino avevamo già tutte le risposte necessarie". Sul volo Sant'Elena-Johannesburg, il turista britannico era seduto "nel posto 15F, la donna che è deceduta era al 13 C", ha chiarito Bertolaso. Quindi due file di distanza. "L'uomo – ha aggiunto Gori – era a conoscenza di tutta la vicenda hantavirus", sotto i riflettori dei media internazionali da giorni, "ma a lui non era stato comunicato" della necessità di dover stare in quarantena. "Non era consapevole del rischio personale che stava correndo", ha precisato Bertolaso. Martedì "alle 20.30 al B&B è dunque arrivata l'ambulanza del Sacco dedicata a questo tipo di patologie infettive con a bordo personale esperto e attrezzato – ha proseguito l'assessore -. I due cittadini inglesi sono stati caricati e portati in ospedale dove sono stati posti in isolamento. Gori e la sua équipe hanno fatto tutti i prelievi" e alle 5 del mattino "abbiamo potuto comunicare che erano negativi per hantavirus, e per tutte le altre patologie respiratorie indagate", da Sars a Rsv e influenza, per avere una panoramica completa. Il contatto del turista in isolamento "non aveva viaggiato su quel volo, ma aveva accompagnato questo signore qui in Italia e secondo le indicazioni dell'Oms e del nostro ministero è libero di andare, di tornarsene a casa". Per il 60enne invece adesso scatteranno controlli periodici per tutto il periodo della quarantena. I test saranno eseguiti una volta alla settimana, a meno a che il paziente durante questo periodo non presenti dei sintomi compatibili con hantavirus. "Non essendo malato né positivo e non avendo viremia in corso dovrà semplicemente pazientare fino al 6 giugno – ha spiegato Bertolaso -. L'auspicio è che non si manifesti nessun sintomo". Le condizioni del turista britannico "in questo momento sono assolutamente buone – ha confermato Gori -, è asintomatico e tutti gli esami sono negativi. Questo vuol dire quindi che al momento non è contagioso e non lo è stato fino ad adesso. Quindi non ci sono problemi per le persone che ha potuto incontrare nei giorni scorsi. Poiché la latenza di questo virus è lunga dovrà continuare la quarantena e farà esami periodici per confermare la negatività nel tempo, ma vorrei ripetere che non è contagioso. Tant'è vero che la persona che stava insieme a lui può tornarsene tranquillamente a casa senza nessun rischio né per lui né per tutti noi". Quanto al B&B, "le persone sono state rassicurate ovviamente e sono state informate della negatività della persona", ha detto Gori.
E' dunque possibile, ha rimarcato Bertolaso, "fugare tutte le preoccupazioni, i timori, i dubbi di tutti gli italiani che in questi giorni sono stati bombardati di notizie" sul rischio hantavirus. "Nessuno può essere a rischio di contagio perché il paziente è negativo e ora è in isolamento e fino al 6 giugno lo teniamo sotto controllo. Se dovesse malaguratamente diventare positivo non avrebbe infettato nessuno e verrebbe messo sotto terapia e sotto assistenza sanitaria. Non ci sono problemi da questo punto di vista, né pericoli per chi possa aver incontrato questa persona fino ad oggi".
Quanto al tempo che è stato necessario per allertare l'Italia sulla presenza di un contatto a rischio, da quando l'uomo è atterrato in Sud Africa il 25 aprile e quando poi il 4 maggio è stata confermata la positività della donna deceduta, "se c'è stata qualche falla" nel sistema di tracciamento internazionale "non credo che possiamo essere come Paese considerati responsabili di questa falla – ha osservato Bertolaso -. Anzi, noi alle 14 abbiamo saputo di questa vicenda e siamo intervenuti immediatamente. Quello che è accaduto prima dovremmo chiederlo eventualmente agli inglesi e a tutte quelle autorità internazionali che avrebbero dovuto forse comunicarci tempestivamente questa vicenda, ma nulla può essere ascritto al nostro Paese, al nostro governo o alla nostra organizzazione, che si è dimostrata efficace ed efficiente".
Un'ipotesi di rimpatrio del turista non è stata presa in considerazione perché, ha motivato l'assessore, "comporterebbe rischi, anche se fosse sotto controllo e protetto, e le normative prevedono che debba rimanere qui. Sarà dunque nostro ospite fino al 6 giugno". "E non siamo preoccupati per uno sviluppo e un allargamento epidemico su più ampia scala in questo momento – ha concluso Gori -. Sappiamo che il virus si trasmette da contatti molto stretti. La differenza in questo caso la fa la lunghezza del contatto e la vicinanza. E infatti si sono infettate le persone che stanno molto tempo vicine, come marito e moglie" nel caso dei primi due deceduti. "È difficile che ci sia una trasmissione da uomo a uomo con l'hantavirus, anche con questo ceppo Andes". In altre parole, "non è un nuovo Covid", ha chiosato Bertolaso.
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