Api, vespe e calabroni: cosa fare in caso di puntura e come prevenirle

Ogni estate, api, vespe e calabroni diventano protagonisti indesiderati. Scopri come affrontare le loro punture e proteggerti

Con l’arrivo dell’estate, api, vespe e calabroni diventano più attivi, aumentando il rischio di punture. Questi insetti, appartenenti alla famiglia degli imenotteri possono causare reazioni che vanno dal semplice fastidio a gravi complicazioni. L’8% degli italiani è allergico al loro veleno, e ogni anno dieci persone muoiono a causa di shock anafilattici.

Conoscere i sintomi e le misure immediate da adottare è fondamentale per affrontare queste situazioni con sicurezza. In questo articolo, esploreremo come riconoscere una reazione allergica, cosa fare in caso di puntura e come prevenire gli attacchi.

Riconoscere i sintomi di una puntura di imenottero

Le punture di api, vespe e calabroni possono causare sintomi variabili a seconda della sensibilità individuale. Nella maggior parte dei casi, si manifestano bruciorepruritorossore e un lieve gonfiore che si attenua nel giro di poche ore. Tuttavia, se l’infiammazione si estende a un diametro superiore ai 10 centimetri è probabile che si tratti di una reazione allergica locale.

In casi più gravi, possono comparire sintomi sistemici come orticariaformicolio alle estremità, problemi respiratorivertigini e perdita di coscienza. Questi segni indicano un shock anafilattico una condizione potenzialmente letale che richiede un intervento immediato.

Cosa fare in caso di shock anafilattico

Se si sospetta un shock anafilattico, è essenziale agire rapidamente. Allertare i soccorsi o recarsi al pronto soccorso è fondamentale per la somministrazione di adrenalina che può salvare la vita. Chi ha già avuto una reazione anafilattica dovrebbe consultare uno specialista per valutare l’immunoterapia specifica con veleno purificato, un trattamento che previene nuove reazioni sistemiche nel 95% dei casi.

Primo soccorso per punture di imenotteri

La prima cosa da fare in caso di puntura è verificare se il pungiglione è rimasto conficcato nella pelle. Questo accade principalmente con le api, che perdono il pungiglione e muoiono subito dopo. Utilizzare una pinzetta smussata per rimuoverlo con attenzione, evitando di rompere il sacco velenifero, può ridurre la quantità di veleno iniettata.

Successivamente, detergere la ferita e applicare del ghiaccio per ridurre il gonfiore. In caso di reazione allergica locale, è utile applicare una crema antistaminica o cortisonica eventualmente combinata con un antibiotico come la gentamicina e il betametasone per prevenire infezioni batteriche secondarie.

Prevenire le punture di imenotteri

Prevenire le punture di api, vespe e calabroni è possibile adottando alcune precauzioni semplici ma efficaci. Questi insetti sono attratti dai colori vivaci e dai profumi intensi quindi è consigliabile indossare abiti dai toni neutri ed evitare profumi, deodoranti o creme particolarmente profumate.

Durante picnic o pranzi all’aperto, è importante non lasciare scoperti alimenti come fruttasalumi e bevande zuccherate che attirano facilmente questi insetti. Inoltre, evitare di bere direttamente dalle lattine già aperte e controllare sempre la frutta raccolta dagli alberi prima di morderla, poiché una puntura in bocca o in gola può essere pericolosa anche per chi non è allergico.

Se ci si imbatte in un alveare o in un nido è fondamentale non cercare di rimuoverlo o distruggerlo. In caso di aggressione, la cosa migliore è allontanarsi con calma, evitando movimenti bruschi o il tentativo di scacciarli con le mani. Infine, è bene sapere che gli spray repellenti comunemente in commercio non sono efficaci contro gli imenotteri.

Scritto da Roberto Capelli

Dazi sui farmaci generici: Egualia avverte sui rischi per la salute pubblica

Lebbra, casi in aumento in Florida e l’armadillo torna sotto i riflettori