I 90 anni dello Spallanzani e la sfida delle infezioni emergenti

Scopri i progetti e le priorità dello Spallanzani per affrontare virus emergenti, eradicare malattie prevenibili e contenere la resistenza agli antibiotici

L’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani ha fatto il punto sul proprio ruolo nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni a margine delle celebrazioni per due ricorrenze importanti: il novantesimo anniversario della sua fondazione e il trentesimo riconoscimento come IRCCS. In questo contesto sono stati presentati progetti strutturali e operativi volti a rafforzare la risposta a virus nuovi o riemergenti, ma anche a completare interventi mirati alle patologie eliminabili e alla gestione della resistenza antimicrobica. Il quadro presentato combina investimenti in infrastrutture, attività di ricerca e azioni sul territorio.

Accanto agli aspetti tecnici, l’istituto ha previsto soluzioni logistiche per i familiari dei pazienti, come una foresteria dedicata a parenti e caregiver, segno di un approccio che fonde assistenza clinica e supporto sociale. Le parole dei vertici scientifici e amministrativi hanno sottolineato la continuità della missione: curare, studiare e promuovere la prevenzione, adattandosi a nuove minacce e alle esigenze della comunità.

Prepararsi alle emergenze virali

Uno dei punti chiave è il potenziamento dei laboratori di alto biocontenimento, strutture che consentiranno di studiare e diagnosticare agenti patogeni ad alto rischio in condizioni di massima sicurezza. Il direttore scientifico ha illustrato come questi spazi saranno pensati per lavorare su infezioni emergenti, prendendo come esperienza utile lo scenario della pandemia da Covid-19 senza però limitarsi a un singolo modello. La visione è quella di diventare un centro di riferimento non solo nazionale ma connesso a reti internazionali, in modo da poter rispondere rapidamente a focolai nella regione mediterranea e oltre.

Ricerca collaborativa e antivirali a largo spettro

Per aumentare la prontezza operativa, lo Spallanzani partecipa a consorzi europei impegnati nello sviluppo di farmaci antivirali efficaci su un ampio spettro di virus. L’obiettivo è disporre di terapie che possano essere impiegate tempestivamente in caso di nuovi focolai: un approccio che combina ricerca di laboratorio, studi clinici e capacity building. In questo quadro, il termine ampio spettro indica molecole o strategie terapeutiche con attività contro più agenti virali, riducendo i tempi necessari per una risposta terapeutica efficace.

Eliminare malattie prevenibili e contenere la resistenza

Fra le priorità permanenti dell’istituto rientrano anche l’eradicazione e il controllo di malattie che oggi possono essere prevenute o trattate efficacemente, come Hiv, tubercolosi, epatiti virali e le infezioni prevenibili con i vaccini. Nonostante i progressi, è stato ribadito che resta ancora lavoro da fare soprattutto nell’ambito della diagnosi precoce, dell’offerta di test e delle campagne di informazione mirate. L’approccio integrato punta a ridurre non solo la circolazione di agenti infettivi ma anche gli impatti sociali e lo stigma legato ad alcune condizioni.

Antibiotici, formazione e reparti dedicati

Un tema parallelo è la lotta alla resistenza agli antibiotici e la prevenzione delle infezioni nosocomiali. La Regione Lazio ha avviato un vasto programma formativo per operatori sanitari sull’uso appropriato degli antibiotici, nel quale l’istituto romano svolge un ruolo operativo centrale. A supporto di questa strategia è stato aperto un nuovo reparto dedicato alle infezioni correlate a procedimenti chirurgici, pensato per ridurre i tempi di diagnosi e migliorare i percorsi di cura. Qui il concetto di uso appropriato significa impiegare antibiotici solo quando necessari, con dosaggi e durate ottimali per limitare la selezione di ceppi resistenti.

Prevenzione come investimento

Il rafforzamento della formazione e delle strutture ospedaliere è concepito come un investimento a lungo termine: limitare le infezioni in ambito sanitario e promuovere test e vaccini riduce costi e carico assistenziale. L’istituto ha ribadito il proprio impegno a partecipare a campagne informative rivolte sia ai professionisti sia alla popolazione generale per favorire comportamenti preventivi e l’adesione agli screening.

Missione, impatto sociale e prospettive

Infine, la direttrice generale ha richiamato la continuità della missione: prendersi cura dei pazienti e produrre conoscenza rimangono i capisaldi dell’azione istituzionale, sia nelle fasi di crisi sia nella pratica quotidiana. Il presidente della Regione ha sottolineato il contributo culturale dell’istituto nella lotta allo stigma, richiamando momenti passati come la gestione dell’Aids e l’importanza del cambiamento di mentalità che ne è derivato. La combinazione di ricerca avanzata, infrastrutture adeguate e attenzione alla dimensione umana è presentata come la via per affrontare le sfide future in ambito di salute pubblica.

Scritto da Staff

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