Mela Annurca, rosmarino e Serenoa: cosa dicono gli studi sulla caduta dei capelli

La caduta dei capelli è un problema comune che può avere diverse cause. Scopri quali rimedi naturali potrebbero aiutare e quali sono i loro limiti

La caduta dei capelli è un problema che affligge molte persone, soprattutto a causa dell’alopecia androgenetica una condizione geneticamente determinata che colpisce sia uomini che donne. Mentre i trattamenti farmacologici come la finasteride e il minoxidil sono ampiamente riconosciuti, sempre più persone si rivolgono a rimedi naturali alla ricerca di soluzioni meno invasive.

Tra i rimedi naturali più studiati troviamo la mela Annurca il rosmarino e la Serenoa repens. Questi ingredienti, noti per le loro proprietà benefiche, sono stati oggetto di numerosi studi clinici che ne hanno valutato l’efficacia nel contrastare la caduta dei capelli. Tuttavia, è importante comprendere i loro limiti e il ruolo che possono svolgere nel trattamento dell’alopecia androgenetica.

La mela Annurca e le procianidine

La mela Annurca, una varietà tipica della Campania, è particolarmente ricca di polifenoli e procianidine composti che potrebbero favorire la crescita dei capelli. Uno studio condotto dall’Università Federico II di Napoli ha evidenziato che un estratto polifenolico di mela Annurca ha mostrato miglioramenti nella crescita, nel numero e nella qualità dei capelli. Le procianidine, in particolare la procianidina B2, potrebbero stimolare le cellule della papilla dermica e mantenere il follicolo nella fase di crescita.

Tuttavia, gli studi clinici indipendenti e di lunga durata sono ancora pochi, e non è chiaro se l’estratto di mela Annurca possa arrestare realmente la progressione dell’alopecia androgenetica. Inoltre, mangiare regolarmente mele Annurche non equivale ad assumere la quantità standardizzata di polifenoli presente nei prodotti sperimentali. È importante non trasformare un alimento salutare in una terapia dimostrata contro la calvizie.

Il rosmarino: un confronto con il minoxidil

Il rosmarino, noto anche come Salvia rosmarinus è uno dei rimedi vegetali più citati per il trattamento della caduta dei capelli. Uno studio randomizzato ha confrontato l’olio di rosmarino con il minoxidil al 2% su 100 persone con alopecia androgenetica. Dopo sei mesi, entrambi i trattamenti hanno mostrato un aumento del numero dei capelli, senza differenze significative tra i due gruppi. Tuttavia, il prurito era più frequente nel gruppo che utilizzava il minoxidil.

Questi risultati sono spesso riassunti affermando che il rosmarino ‘funziona come il minoxidil’. Tuttavia, lo studio era relativamente piccolo e non prevedeva un gruppo placebo. Inoltre, l’olio essenziale puro di rosmarino non dovrebbe essere applicato direttamente sul cuoio capelluto, in quanto può provocare irritazione o dermatite da contatto. È importante utilizzare formulazioni opportunamente diluite.

La Serenoa repens e il suo effetto sul DHT

La Serenoa repens o saw palmetto, contiene acidi grassi e fitosteroli che potrebbero interferire con la 5-alfa-reduttasi l’enzima che trasforma il testosterone in diidrotestosterone (DHT). Questo meccanismo ricorda quello della finasteride, ma con potenza, assorbimento e standardizzazione degli estratti molto diversi. Piccoli studi hanno riportato una riduzione della caduta o un miglioramento della densità dei capelli, soprattutto negli uomini.

Tuttavia, le evidenze rimangono limitate e meno solide di quelle disponibili per la finasteride. Inoltre, gli integratori di Serenoa possono causare disturbi gastrointestinali, cefalea e possibili interazioni farmacologiche. È necessaria prudenza in gravidanza, durante l’allattamento, prima di un intervento e nelle persone che assumono anticoagulanti o terapie ormonali.

Altri rimedi naturali: ortica, equiseto e aloe

L’ortica è spesso citata per le sue proprietà seboregolatrici e antinfiammatorie, ma gran parte delle prove deriva da studi di laboratorio o da preparazioni contenenti più ingredienti. Non esistono dati clinici robusti che dimostrino la capacità dell’ortica, da sola, di arrestare l’alopecia androgenetica.

L’equiseto ricco di silice, viene proposto per rinforzare il fusto del capello. Tuttavia, un capello meno fragile non equivale alla riattivazione di un follicolo miniaturizzato. Inoltre, l’assunzione prolungata e non controllata è sconsigliabile per i possibili effetti diuretici e le interazioni.

L’aloe vera può idratare e lenire un cuoio capelluto irritato, ma non è stato dimostrato che contrasti il DHT o inverta la miniaturizzazione follicolare. Questi rimedi possono contribuire al benessere del cuoio capelluto o del fusto, ma non dispongono di prove adeguate contro il meccanismo ormonale della malattia.

Le cure con le prove più solide

Il trattamento con maggiore esperienza clinica per entrambi i sessi resta il minoxidil topico che prolunga la fase di crescita del follicolo. Nelle prime settimane può comparire un aumento transitorio della caduta, mentre i risultati richiedono generalmente diversi mesi e tendono a perdersi dopo la sospensione.

Negli uomini può essere utilizzata la finasteride orale che riduce la formazione di DHT. Deve essere prescritta dopo una valutazione medica e dopo aver discusso i possibili effetti indesiderati, soprattutto sessuali e riproduttivi. Finasteride topica, minoxidil orale a basse dosi, dutasteride, laser a bassa intensità e infiltrazioni di plasma ricco di piastrine vengono impiegati in casi selezionati, con indicazioni e livelli di evidenza differenti.

Nelle donne la scelta dipende anche da età, menopausa, eventuali segni di iperandrogenismo e possibilità di gravidanza. Gli antiandrogeni richiedono particolare cautela e controllo specialistico.

Prima di assumere integratori serve la diagnosi

Non tutte le cadute sono alopecia androgenetica. Un diradamento rapido può dipendere da carenza di ferro, disturbi tiroidei, farmaci, dimagrimento, parto, febbre, malattie sistemiche, dermatiti oppure alopecia areata.

La visita dermatologica con dermatoscopia permette di riconoscere la miniaturizzazione dei follicoli e di escludere altre cause. In presenza di un sospetto clinico possono essere richiesti esami come emocromo, ferritina e funzione tiroidea.

Mela Annurca, rosmarino e Serenoa rappresentano Ortica, equiseto e aloe possono contribuire al benessere del cuoio capelluto o del fusto, ma non dispongono di prove adeguate contro il meccanismo ormonale della malattia.

Nell’alopecia androgenetica il tempo conta: intervenire quando i follicoli sono ancora vitali offre possibilità maggiori rispetto al tentativo di recuperare aree ormai prive di attività. Il rischio più concreto dei rimedi naturali non è soltanto che funzionino poco, ma che facciano perdere mesi preziosi a una condizione progressiva.

Scritto da Roberto Capelli

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