La procrastinazione è un fenomeno diffuso che colpisce molte persone, rendendo difficile gestire il tempo e raggiungere gli obiettivi prefissati. Secondo Franco Fraccaroli, docente di psicologia delle Organizzazioni all’Università di Trento e autore di “Sapersi organizzare. Piani, obiettivi, traguardi e altre sfide quotidiane” (ed. Il Mulino), la tendenza a rimandare può dipendere da vari fattori, sia interni che esterni.
In un mondo pieno di stimoli e distrazioni, è fondamentale riappropriarsi della capacità di modulare pensieri, emozioni e comportamenti per portare a termine i compiti in maniera efficace. La pianificazione è un elemento chiave per trasformare le intenzioni in azioni concrete, evitando di lasciarsi distrarre o scoraggiare.
Le cause della procrastinazione
La procrastinazione può avere diverse origini. Alcune persone tendono a evitare compiti spiacevoli o impegnativi, mentre altre cercano costantemente il piacere, trascurando attività meno gradevoli. Un altro fattore comune è l’incapacità di definire le priorità, soprattutto in periodi intensi. Inoltre, il perfezionismo, l’esaurimento delle energie e la sfida nei confronti delle scadenze possono contribuire a rimandare i compiti.
«In alcuni casi scattano manovre di evitamento, cioè il rifiuto istintivo di fare cose spiacevoli, faticose e impegnative sebbene indispensabili», spiega Fraccaroli. «In altri, scatta la ricerca del piacere si organizza il tempo in modo edonistico, mettendo al primo posto ciò che genera sensazioni positive, mentre si trascurano o posticipano esperienze meno gradevoli».
Strategie per gestire il tempo
Per combattere la procrastinazione, è essenziale acquisire consapevolezza dei propri comportamenti e delle proprie emozioni. Preparare una lista delle priorità, assicurarsi pasti e ritmi di vita regolari, nonché ore di sonno a sufficienza, può aiutare a mantenere la concentrazione. «La premessa è l’attivazione piena della persona, un engagement di quei processi cognitivi ed emotivi che permettono di regolare il nostro rapporto con l’ambiente esterno», afferma il professor Fraccaroli.
Una volta stabilite le azioni da intraprendere, è importante restare concentrati e motivati. Visualizzare la meta finale può essere utile per mantenere alta la motivazione. Inoltre, chiedere aiuto alle persone vicine può fornire il supporto necessario per portare a termine un progetto impegnativo.
Consigli pratici
Il libro “Piccolo manuale degli obiettivi realistici” (BUR Rizzoli), scritto dagli studiosi nordeuropei Mikael Krogerus e Roman Tschäppeler, offre 41 strategie per affrontare un percorso, partire da zero e superare gli ostacoli. Ecco alcune di queste strategie:
Compila la lista: Non pianificare solo quello che devi fare, ma anche il momento della giornata in cui affrontarlo, assegnando a ciascun compito della lista un preciso arco di tempo. Organizza i passi sulla base delle priorità e del tipo di impegno: quelli che richiedono più tempo e risorse vanno in cima alla lista.
Il kanban: È un metodo di pianificazione che prevede di dividere un foglio in tre colonne verticali dal titolo “Da fare”“In corso”“Fatto”. Scrivi ogni compito su post-it che, con l’avanzare del lavoro, sposterai da sinistra a destra. Fissare visivamente il suo progredire aiuta a restare focalizzati.
Cura il contesto: Scegli un luogo preciso dove svolgere il compito più impegnativo, rendilo piacevole e introduci l’attività con un’azione rituale. Così al cervello arriva un segnale preciso: qui, adesso, si comincia a lavorare.
Concentrati di più: Immagina che la tua giornata sia una cassettiera: ogni cassetto una cosa da fare. Se ne tieni aperto più di uno fai confusione e non concludi niente. Aprili uno alla volta e chiudili soltanto quando hai finito davvero.
Sposta il cellulare in un’altra stanza e silenzia le notifiche, oppure metti la modalità aereo e aziona il timer. Per lavorare concentrati due ore di fila bisogna suddividere il tempo in blocchi da 4, con 25 minuti di attività continuativa e 5 di pausa.
La scienza dietro la procrastinazione
Un recente studio pubblicato su Current Biology mostra che quando un compito è impegnativo, anche se gratificante, il cervello attiva un freno motivazionale. Gli studiosi hanno osservato il comportamento dei macachi: pur sapendo che avrebbero ricevuto una ricompensa alla fine di un’azione, se c’era di mezzo un evento fastidioso come un getto d’aria in viso, temporeggiavano. Annullando, con sostanze farmacologiche, il meccanismo che trasforma la previsione del disagio in un rallentamento dell’azione, i macachi agivano nonostante i getti d’aria.
Comprendere questi meccanismi può aiutare a sviluppare strategie più efficaci per gestire il tempo e combattere la procrastinazione. Con la giusta pianificazione e motivazione, è possibile raggiungere i propri obiettivi e migliorare la propria produttività.


