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Prezzo carburanti sotto tetto: Eni limita benzina a 1,99 € e diesel a 2,19 €

Eni istituisce un price cap per benzina e diesel, riduce lo sconto sulle accise e scatena reazioni su governo, sindacati e consumatori.

L’azienda energetica italiana ha annunciato, a partire dal 28 settembre, l’introduzione di un price cap sui due principali carburanti: la benzina non potrà costare più di 1,99 € al litro, mentre il diesel avrà un tetto di 2,19 € al litro. L’iniziativa, valida per 30 giorni con possibilità di proroga fino a fine anno, è stata presentata come “contributo di solidarietà al Paese” e si inserisce in un contesto di prezzi alti alimentati dalla guerra in Medio Oriente e dall’instabilità dei mercati internazionali.

Dettagli del tetto di prezzo e modalità di applicazione

Il limite di 1,99 € per la benzina e 2,19 € per il diesel si applica alle stazioni di Enilive rete controllata per il 70% da Eni. Le tariffe verranno mantenute entro questi valori sia nelle aree urbane sia lungo le autostrade, dove i prezzi medi avevano superato i 2,15 € (benzina) e i 2,42 € (diesel) poco prima dell’annuncio. Se il mercato dovesse spingere al rialzo i costi di produzione o di approvvigionamento, il tetto potrà essere rivisto al rialzo, ma la decisione sarà presa in sede congiunta dal Ministero dell’Economia e le principali raffinerie.

Origini e precedenti dell’iniziativa

Il meccanismo richiama la campagna “Riparti con Eni” del 2012, quando l’azienda aveva offerto sconti di circa 20 centesimi al litro per stimolare i consumi. Allora, la mossa generò una guerra dei prezzi che trascinò l’intero mercato sotto la soglia psicologica dei due euro. Oggi l’approccio è più circoscritto, ma l’obiettivo rimane lo stesso: dare sollievo alle famiglie italiane e contenere l’inflazione legata ai trasporti.

Riduzione dello sconto sulle accise del diesel a partire dal 5 ottobre

Parallelamente al price cap il governo ha deciso di dimezzare lo sconto sulle accise applicato al diesel, passando da 12,2 a 6,1 centesimi di euro per litro. La misura, prevista dal decreto del 16 settembre, entrerà in vigore il 5 ottobre. Prima dell’adeguamento, con lo sconto pieno, il diesel si aggirava intorno a 2,34 € al litro sulla rete stradale; senza la riduzione, i prezzi dovrebbero avvicinarsi ai 2,40 € e, in autostrada, superare i 2,48 €.

Impatto sul costo al distributore

Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, il dimezzamento dello sconto porterà il prezzo medio del diesel a circa 2,40 € su strada e a poco meno di 2,50 € in autostrada. Con il price cap di 2,19 €, il consumatore potrebbe risparmiare fino a 30 centesimi al litro, corrispondenti a un beneficio di 10,4 € su un pieno standard di 50 litri. Per la benzina, il risparmio stimato è di 11,2 € per pieno, grazie al tetto di 1,99 €.

Reazioni istituzionali, sindacali e dei consumatori

Il provvedimento ha suscitato applausi da parte di associazioni come l’Unione Nazionale Consumatori e il Codacons, che lo definiscono “ottima notizia” per le famiglie. Il vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, ha elogiato l’azione, sottolineando che è un esempio di come istituzioni e grandi imprese debbano collaborare senza ricorrere a “interventi dirigisti” o nuove tassazioni sugli extraprofitti. Al contrario, il presidente del PD, Francesco Boccia, ha invitato il governo a fornire una strategia chiara, chiedendo perché sia stata lasciata a Eni l’onere di calmierare i prezzi.

Posizione dei sindacati e delle regioni

Il segretario CGIL, Maurizio Landini, ha rimarcato l’assenza di un intervento strutturale sulle accise, chiedendo una riduzione stabile e non episodica. Le regioni hanno risposto con iniziative proprie: il Friuli Venezia Giulia aumenterà di 5 centesimi lo sconto regionale sui carburanti, mentre la Sicilia ha stanziato 15 milioni di euro per sostenere gli autotrasportatori, categoria particolarmente colpita dai rincari. La presidente di Assotir, Anna Vita Manigrasso, ha escluso per ora uno sciopero, ma ha avvertito che, senza un intervento governativo, i trasportatori potrebbero arrivare a bloccare le consegne.

Scritto da Roberto Capelli

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