Riforma della distribuzione: come la farmacia territoriale cambia l’accesso ai farmaci

Un resoconto dettagliato dell'incontro ministeriale del 26 marzo che ha fatto il punto sui risparmi, le sfide gestionali e i prossimi passi per estendere la distribuzione convenzionata

Il 26 marzo, nell’Auditorium Cosimo Piccinno del Ministero della Salute, si è svolto l’incontro intitolato Farmaco accessibile: la rivoluzione gentile della prossimità, promosso dal sottosegretario Marcello Gemmato. L’evento ha segnato un momento di verifica a due anni dall’avvio della riforma introdotta con la Legge di Bilancio 2026, che prevede il trasferimento progressivo dalla distribuzione diretta ospedaliera alla distribuzione convenzionata sul territorio.

Il confronto ha riunito istituzioni, AIFA, rappresentanti regionali, professionisti e associazioni di pazienti per discutere risultati concreti e criticità. Tra i temi emersi: dati economici, impatto sulla sicurezza delle forniture, ruolo della farmacia dei servizi nella presa in carico e l’importanza degli strumenti digitali per integrare i percorsi di cura.

Numeri che confermano il risparmio e il valore della prossimità

Gli effetti economici della riclassificazione di alcune categorie di medicinali sono stati al centro della discussione. In particolare, lo spostamento delle gliflozine dal canale ospedaliero a quello convenzionato ha generato un risparmio di 9,2 milioni di euro nel trimestre settembre-novembre 2026, con una proiezione annua di circa 36,5 milioni di euro. Il dato si riferisce a circa 3,4 milioni di confezioni distribuite, a conferma che il cambiamento non ha impattato negativamente sui consumi attesi.

Sicurezza delle scorte e costi indiretti

Oltre al risparmio diretto, il trasferimento ha ridotto oneri logistici e rischi legati alla gestione ospedaliera: costi di stoccaggio, movimentazione e controllo delle scorte. Sono stati citati episodi di furti nelle farmacie ospedaliere, con valori economici rilevanti (ad esempio circa 8,6 milioni nel 2026 su 21 episodi, e dati simili per il 2026), elementi che evidenziano come la razionalizzazione dei canali possa incidere anche sulla sicurezza delle forniture.

La farmacia come nodo della presa in carico territoriale

Il passaggio non è stato considerato un semplice trasferimento logistico ma un cambiamento di paradigma orientato al paziente. Secondo il presidente di AIFA, Robert Nisticò, avvicinare il farmaco alla farmacia sotto casa significa intercettare i bisogni delle persone con patologie croniche e migliorare l’aderenza terapeutica, con ricadute positive su esiti clinici e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Anche la comunità scientifica ha richiamato il valore della farmacia come presidio attivo nel monitoraggio clinico.

Ruolo dei professionisti e governi regionali

Esperti e dirigenti regionali hanno sottolineato l’importanza di un forte governo dei consumi per evitare prescrizioni inappropriate. Giovanna Scroccaro (Direzione farmaceutica Regione Veneto) ha evidenziato la necessità di politiche regionali per governare i flussi prescrittivi, mentre Arturo Cavaliere (SIFO) ha richiamato l’attenzione sulla tutela delle competenze della farmacia ospedaliera, auspicando tavoli tecnici per evitare disallineamenti clinici tra canali erogativi.

Digitalizzazione e integrazione per non spostare i pazienti

L’integrazione tra prossimità fisica e strumenti digitali è stata indicata come condizione per il successo della riforma. Angelo Tanese, neo direttore generale di AGENAS, ha evidenziato che il Fascicolo Sanitario Elettronico e la telemedicina sono leve indispensabili per far «spostare i dati e non i pazienti», garantendo continuità assistenziale tra ospedale, farmacia convenzionata e territorio. Erika Mallarini di SDA Bocconi ha invece invitato a valutare il costo complessivo del percorso di cura, non solo il prezzo del singolo farmaco.

Prossimi passi e scenari futuri

La cosiddetta rivoluzione gentile prosegue: come annunciato dal sottosegretario Gemmato, la Commissione Scientifico-Economica di AIFA sta valutando ulteriori riclassificazioni di medicinali, con attenzione particolare alle patologie croniche ad alta prevalenza. L’obiettivo rimane il bilanciamento tra appropriatezza clinica, sostenibilità economica e diritto all’accesso, promuovendo la farmacia convenzionata come snodo fondamentale dell’assistenza territoriale.

Scritto da Staff

Disturbo ossessivo e dipendenza da Stilnox: comprendere i meccanismi e trovare alternative

Leggi anche