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Lasindrome di Gulloè una condizione clinica caratterizzata da un aumento persistente e variabile degli enzimi pancreatici, in particolareamilasielipasi, in soggetti asintomatici e privi di malattie pancreatiche. Sebbene i valori di questi enzimi possano superare notevolmente i limiti normali, la condizione è considerata benigna e non comporta complicazioni.
Scoperta nel 1986 dal ProfessorLucio Gullo, la sindrome può manifestarsi in forme sporadiche o familiari. L’importanza di questa sindrome risiede nella sua natura asintomatica, che rende la diagnosi particolarmente difficile e spesso incidentale durante controlli di routine.
Caratteristiche della sindrome di Gullo
La sindrome di Gullo si distingue per unafluttuazionedei livelli di amilasi e lipasi, i quali possono variare notevolmente anche da un giorno all’altro. I valori degli enzimi possono superare da1,5 a 4 voltela norma e, in rari casi, arrivare fino a 10-15 volte oltre il limite.
Incidenza e variabilità
In circa il95%dei casi, si osserva un aumento simultaneo di entrambi gli enzimi, mentre solo nel restante5%si nota un innalzamento isolato di uno di essi. Questa condizione genera un quadro clinico piuttosto singolare, in cui la normalità coesiste con valori elevati di enzimi, creando confusione sia nei pazienti che nei medici.
Origini della sindrome di Gullo
La scoperta della sindrome è avvenuta quando il Professor Gullo, osservando un paziente con valori elevati di enzimi pancreatici, ha notato che, nonostante l’innalzamento, il soggetto non presentava alcun segno di malattia. Questo ha portato a identificare un gruppo di pazienti con caratteristiche simili, dando così vita alla definizione diiperenzimemia pancreatica benigna.
Nel corso degli anni, il Professor Gullo ha distinto due varianti della sindrome: quella sporadica, che colpisce pazienti singoli, e quella familiare, che può interessare più membri della stessa famiglia, suggerendo una possibile predisposizione genetica.
Diagnosi e follow-up
La diagnosi della sindrome di Gullo è un processo di esclusione. Non esiste un test specifico per confermarla; Questo è particolarmente importante per pazienti di età superiore ai60 anni, nei quali il rischio di patologie pancreatiche è maggiore.
Procedure diagnostiche
Il follow-up è essenziale per confermare la diagnosi. È necessario monitorare i livelli enzimatici per almeno un anno, verificando che non ci siano variazioni significative e che i test di imaging non mostrino anomalie. Durante questo periodo, è fondamentale ripetere gli esami di laboratorio e altre indagini diagnostiche per garantire l’assenza di patologie sottostanti.
È consigliato anche eseguire screening per i familiari di primo e secondo grado, considerato il potenziale aspetto ereditario della condizione. La sfida principale post-diagnosi è rassicurare i pazienti che, nonostante i valori elevati degli enzimi, non sono affetti da una malattia grave.
Domande frequenti sulla sindrome di Gullo
Molti pazienti si chiedono se la sindrome di Gullo possa causare sintomi. La risposta è negativa: essendo asintomatica, non comporta dolori o disturbi digestivi. Spesso, l’iperenzimemia viene scoperta per caso durante esami del sangue di routine.
Scoperta nel 1986 dal ProfessorLucio Gullo, la sindrome può manifestarsi in forme sporadiche o familiari. L’importanza di questa sindrome risiede nella sua natura asintomatica, che rende la diagnosi particolarmente difficile e spesso incidentale durante controlli di routine.0



