Il numero uno del mondo ha comunicato, il 3 ottobre, la decisione di sospendere la propria stagione 2026. Il problema è emerso per la prima volta a Wimbledon dove la finale del 12 luglio ha mostrato al primo assoluto un fastidio al ginocchio destro. Da allora il disagio è peggiorato, costringendo l’atleta a saltare l’intera estate americana e a rinunciare al Masters 1000 di Shanghai nonché alle successive ATP Finals di Torino e alle vere e proprie fasi finali della Coppa Davis. Con l’appoggio del suo staff medico, Sinner ha optato per una pausa prolungata, mirando al ritorno nel 2027.
Il fermo della stagione: decisione e impatti sulle competizioni
La scelta di mettere a muro la calendario sportivo nasce da una valutazione di rischio a lungo termine. Dopo tre mesi senza competizioni, le cedole alla squadra italiana avrebbero subito un vuoto sia in termini di punti ATP sia di leadership nella Coppa Davis. L’ATP ha confermato che il motivo dell’assenza è una “right knee injury” e ha indicato che il tennista non potrà schierarsi neanche nei tornei di Peichino previsti per l’estate del 2027. L’obiettivo dichiarato è quello di permettere al ginocchio di completare un ciclo di cure mirate, evitando ricadute che potrebbero compromettere la carriera.
Tendinopatia rotulea: definizione, sintomi e cause negli sport ad alta intensità
La tendinopatia rotulea comunemente nota come “ginocchio del saltatore”, è una patologia infiammazione-degenerativa del tendine che collega la rotula alla tibia. Nei tennisti, i continui scatti, i rapidi arresti e i frequenti cambi di direzione sovraccaricano il tessuto tendineo, provocando microlesioni che, se non risolte, evolvono in dolore cronico. I sintomi tipici includono una fitta localizzata sotto la rotula, peggiorata alla pressione, rigidità mattutina che si attenua col riscaldamento e una progressiva perdita di forza durante piegamenti e salti. Le cause più ricorrenti sono il overuse dovuto a volumi di gioco elevati, la variabilità delle superfici (terra, erba, cemento) e gli squilibri muscolari nella catena cinetica, in particolare la rigidità del quadricipite e la debolezza dei glutei.
Meccanismi di sovraccarico specifici per il tennis
Il tennis richiede accelerazioni improvvise, frenate brusche e cambi di direzione (il classico “running cut”). Questi gesti sollecitano il tendine estensore – composto dal tendine quadricipitale, da quello rotuleo e dalla rotula stessa – con carichi simili a quelli di un salto monopodalico. Quando tali sollecitazioni si susseguono centinaia di volte durante un match, il tendine può entrare in uno stato di stress cronico, tipico della tendinopatia del saltoatore.
Percorso di riabilitazione: terapie adottate e tempi di recupero previsti
Il protocollo seguito da Sinner prevede una fase di riposo funzionale eliminando ogni carico ad alto impatto per consentire la guarigione delle microlesioni. Parallelamente, è stata inserita la fisioterapia con esercizi eccentrici e isometrici, volti a stimolare la sintesi di nuovo collagene e a rinforzare la struttura tendinea. Tra le tecnologie impiegate, il J Medical di Torino ha utilizzato la terapia a onde d’urto (ESWT) spesso raccomandata per le tendinopatie rotulee. Sebbene la letteratura mostri risultati eterogenei, le onde d’urto favoriscono la vascolarizzazione e la riduzione dell’infiammazione.
In caso di persistenza dei sintomi, la medicina rigenerativa può introdurre infiltrazioni di PRP (plasma ricco di piastrine) o di acido ialuronico, mirando a una più rapida rigenerazione del tessuto. La fase finale del percorso prevede la riprogrammazione biomeccanica correzione dei gesti atletici, stretching delle catene muscolari contratte e potenziamento dei muscoli stabilizzatori dell’anca e del core. Gli studi indicano che un programma di progressive tendon-loading richiede circa 24 settimane per portare a un recupero completo, spiegando perché Sinner abbia deciso di attendere fino al 2027 prima di tornare in campo.
Quando il ginocchio è clinicamente guarito ma non ancora pronto per la gara
A fine settembre il tennista è stato descritto come “clinicamente guarito” dall’infiammazione, ma ancora impegnato in un percorso di riposizionamento ai carichi agonistici. La differenza è cruciale: la scomparsa del dolore nelle attività quotidiane non equivale alla capacità di sopportare le sollecitazioni estreme tipiche di un match di alto livello. La precedente esperienza di Sinner dimostra che la riabilitazione di una tendinopatia cronica richiede non solo la risoluzione della sintomatologia, ma anche la verifica della capacità del tendine di immagazzinare e rilasciare energia in modo efficiente.
Con la decisione di interrompere la stagione, Jannik Sinner dimostra una maturità rara nei giovani sportivi di élite, puntando a preservare la propria longevità professionale. Il percorso terapeutico in atto, supportato da specialisti dell’ATP e da strutture di eccellenza come il J Medical di Torino, dovrebbe consentirgli di rientrare, se non più forte, almeno al livello competitivo nel 2027.


