Terapia per detenuti con disturbi mentali riduce recidive e costi

Un nuovo studio dimostra che trattare i disturbi di salute mentale nei detenuti non solo riduce le recidive, ma genera anche risparmi significativi per la società.

In un sistema penitenziario spesso criticato per la sua inefficacia, emerge una luce di speranza. Un recente studio condotto dal King’s College di Londra ha dimostrato che trattare i disturbi di Salute mentale nei detenuti non solo migliora la loro condizione, ma riduce anche le recidive e i costi per la società. La ricerca, pubblicata su PLOS ONE e finanziata dal National Institute for Health and Care Research (NIHR) ha analizzato l’impatto della Terapia basata sulla mentalizzazione (MBT) combinata con i servizi di probazione tradizionali.

La sfida del Disturbo antisociale di personalità

Il Disturbo antisociale di personalità (ASPD) è uno dei quadri clinici più complessi da gestire all’interno del sistema giudiziario. Caratterizzato da un elevato tasso di recidiva e da una scarsa risposta ai percorsi riabilitativi tradizionali, questo disturbo rappresenta una sfida significativa per le autorità penitenziarie. La terapia MBT, che potenzia la capacità di comprendere gli stati mentali propri e altrui, si è rivelata efficace nel ridurre l’aggressività e il rischio di reiterare il reato.

I risultati dello studio

Seguendo i partecipanti per 24 mesi, i ricercatori hanno rilevato una marcata riduzione dell’aggressività e del rischio di recidiva nei soggetti sottoposti alla terapia combinata. Inoltre, si è registrato un minore impatto complessivo sul sistema sanitario e giudiziario, grazie al calo dei tempi di custodia cautelare e dei costi associati alla gestione di nuovi crimini. Dal punto di vista economico, l’erogazione della terapia MBT richiede un costo medio di circa 826 sterline a partecipante, ma questa spesa iniziale viene completamente compensata dai risparmi generati a lungo termine.

L’analisi costi-benefici

L’analisi costi-benefici ha calcolato un risparmio netto potenziale per la società di circa 93 sterline a persona rispetto alla sola assistenza della probazione ordinaria. Questo risparmio è dovuto ai minori costi legati alla detenzione in carcere, ai procedimenti giudiziari e agli interventi di emergenza. “I nostri risultati dimostrano che l’integrazione di trattamenti psicologici specifici non rappresenta un costo a fondo perduto, ma una misura di sicurezza pubblica capace di ripagarsi da sola”, hanno evidenziato gli autori della ricerca.

Elizabeth Simes dell’University College London (UCL) ha concluso che questi dati forniscono per la prima volta prove di alta qualità sull’efficacia clinica e sulla sostenibilità economica di interventi psicologici mirati rivolti a popolazioni con bisogni complessi. La terapia MBT non solo migliora la qualità della vita dei detenuti, ma contribuisce anche a creare una società più sicura e meno costosa.

Scritto da Roberto Capelli

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