Tumore alla prostata: come riconoscerlo

Un team di medici britannici ha inventato uno strumento in grado di diagnosticare tumori alla prostata e alla vescica analizzando l'urina.

Il tumore alla prostata puzza. E impregna l’urina, al punto da poter indicare se un uomo ce l’ha. Tu non puoi sentirlo, ma il tuo amico a quattro zampe sì. Ecco perché alcuni dottori britannici si sono affidati a Fido.

Hanno creato una tecnologia che può “fiutare” il tumore alla prostata e alla vescica dall’urina. Si chiama Odoreader e, come suggerisce il nome, cerca i composti che danno all’urina quell’odore. È veloce: impiega 30 minuti. E non invasivo. Potrebbe cambiare i test diagnostici come li conosciamo.

Tumore alla prostata e Odoreader

I medici prendono un campione dell’urina del paziente. La versano nell’Odoreader che ha una colonna di 30 metri che permette ai composti dell’urina di viaggiare nel tubo a diverse velocità.

I sensori gascromatografi (GC) separano i composti che danno all’urina quell’odore distintivo. I sensori “odorano” i composti e fanno un’“istantanea” dello schema che creano. I medici possono determinare la presenza di un tumore alla vescica o alla prostata semplicemente leggendo quegli schemi.

Per provarlo, i dottori britannici hanno raccolto 155 campioni di urina di pazienti di varie cliniche urologiche. 58 di essi avevano un tumore alla prostata; 24 alla vescica.

I restanti 73 non avevano alcun tumore anche se avevano qualche sintomo. Lo studio ha mostrato che il sensore GC ha “fiutato” il cancro nell’urina di tutti gli uomini che ce l’avevano.

I risultati sono stati pubblicati all’inizio di febbraio nel Journal of Breath Research. Chris Probert, professore all’ Institute of Translational Medicine dell’Università di Liverpool, è l’inventore dell’Odoreader. Lui e il suo team lo hanno usato per la prima volta per diagnosticare tumori del tratto digerente.

“In quanto gastroenterologo, ero consapevole che l’odore delle feci cambia quando ci sono malattie gastrointestinali”, ha scritto Probert via mail. “Lo abbiamo utilizzato per le feci per un po’, finché un collega, Raj Persad, non ha chiesto se avessimo preso in considerazione i tumori urologici”.

L’odore dell’urina

Probert e il suo team non avevano mai considerato questa possibilità. Ma notarono che c’erano già metodi già basati sull’odore dell’urina. Il test dell’antigene prostatico specifico (PSA) controlla la presenza di proteine che crescono con il tumore alla prostata. Ma spesso non coglie nel segno in altre aree. “Il PSA è abbastanza preciso, specialmente nel monitorare malattie già diagnosticate, ma può mancare di specificità e sensibilità”, afferma Probert.

In altre parole, in alcuni casi il test diagnostica la malattia in modo errato o non la diagnostica affatto. Tutto questo può portare a biopsie non necessarie, traumi emozionali e infezioni. Probert afferma che non solo l’Odoreader elimina questi rischi, ma dà anche risultati più accurati.

Risultati incredibili

“Con questa tecnologia possiamo diagnosticare circa il 90% di tumori alla prostata e oltre il 95% di quelli alla vescica negli uomini. È un risultato di molto migliore rispetto alle tecniche già utilizzate. Il PSA è accurato solo tra il 65 e il 75% dei casi.”


“È molto efficace anche per evitare diagnosi non necessarie. Nel tumore alla vescica non c’è un biomarcatore, e chiunque abbia sangue nelle urine è sottoposto a controlli invasivi”, aggiunge. Ed è proprio per questo che Probert spera di mettere questa tecnologia in commercio. Molti uomini, che evitano i test tradizionali alla prostata perché li imbarazzano, sono invasivi o li mettono a disagio, forse darebbero una possibilità all’Odoreader.

In questo momento, i ricercatori stanno pianificando studi e raccogliendo fondi per una prova su larga scala. Dopodiché, cercheranno dei partner per commercializzare il prodotto. Ma potrebbero volerci ancora molti anni prima che ciò accada. Probert e il suo team hanno stabilito il 2020-21 come data plausibile.

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