Come il caldo estremo minaccia la salute riproduttiva degli uomini

Le notti tropicali e le ondate di calore stanno avendo un impatto significativo sulla salute sessuale e riproduttiva maschile, compromettendo la qualità degli spermatozoi.

Le temperature record di questa estate non rappresentano solo un disagio quotidiano, ma stanno avendo un impatto significativo sulla salute sessuale e riproduttiva maschile. Secondo Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto di ricerca Altamedica e presidente della Sidip (Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale), le prolungate ondate di calore stanno mettendo a dura prova la qualità degli spermatozoi.

Il fenomeno delle notti tropicali in cui le temperature rimangono elevate anche durante la notte, impedisce all’organismo di disperdere il calore accumulato. Questo ha conseguenze particolarmente gravi sull’apparato riproduttivo maschile, poiché i testicoli sono progettati per funzionare a una temperatura di 2-4 °C inferiore rispetto al resto del corpo.

L’impatto immediato sul desiderio sessuale

Nel breve termine, le conseguenze si manifestano sul piano dell’intimità. Molti uomini riferiscono un calo del desiderio sessuale e della performance, ma non è il testosterone a diminuire improvvisamente. Il problema nasce soprattutto dal fatto che si dorme peggio, aumenta lo stress, cresce la disidratazione e l’organismo è più affaticato. Tutti fattori che riducono libido ed efficienza sessuale.

Immediato Le cellule staminali che producono gli spermatozoi sono estremamente sensibili allo stress termico, che causa stress ossidativo e potenziali danni al Dna spermatico, riducendone numero, motilità e capacità fecondante.

Le conseguenze a lungo termine sulla fertilità

Il danno non si vede oggi, ma tra settembre e ottobre. La produzione di uno spermatozoo richiede circa tre mesi. Gli spermatozoi che saranno utilizzati in autunno sono quelli che oggi stanno subendo lo stress termico. Gli studi internazionali confermano che, a seguito di estati particolarmente calde, la concentrazione e la motilità degli spermatozoi possono subire un calo compreso tra il 20% e il 30%.

Contestualmente, si registra un aumento della frammentazione del Dna spermatico un parametro direttamente correlato a una minore probabilità di concepimento e a un maggior rischio di aborto precoce. Anche la temporanea riduzione del volume del liquido seminale, legata spesso alla disidratazione, rappresenta un segnale da non sottovalutare, per quanto transitorio rispetto al danno qualitativo.

Consigli per tutelare la salute riproduttiva

La buona notizia è che l’effetto è reversibile. Se il testicolo torna a lavorare a una temperatura normale, nell’arco di un ciclo completo di spermatogenesi, circa tre mesi, la fertilità tende a recuperare. Giorlandino fornisce alcuni consigli per tutelare la salute riproduttiva: garantire una corretta idratazione e un riposo notturno adeguato; evitare l’esposizione prolungata ad alte temperature, ambienti surriscaldati e saune; considerare la stagionalità della fertilità maschile, specialmente per le coppie che stanno programmando una gravidanza o un percorso di procreazione medicalmente assistita (Pma).

Scritto da Roberto Capelli

L’Oms lancia l’allarme, il virus West Nile cresce in Europa, 21 casi in Italia

Ottanta fiale di Fentanyl rubate: le indagini e le misure di sicurezza