Roma sta compiendo un passo significativo verso un futuro più sano e sostenibile per i suoi giovani studenti. Con un bando quadriennale da 766 milioni di euro, la Capitale ha deciso di rivoluzionare le mense scolastiche, puntando su qualitàsostenibilità e benessere.
Il nuovo bando, presentato in Campidoglio, garantirà quasi 24 milioni di pasti all’anno in 816 scuole e servizi educativi della città. Il costo di ciascun menù, a carico del Comune, sarà fisso ma diverso in ciascun municipio, per una media cittadina pari a 6,53 euro.
Un pasto sano e sostenibile per i bambini di Roma
Addio a merendine e cibi industriali, spazio a un’alimentazione sana con più legumipesce frescofrutta di stagione e prodotti dell’agricoltura sociale. Il bando dice addio ai piatti di plastica e agli alimenti ultraprocessati per spalancare le porte ai prodotti biologiciDop e Igp della filiera corta locale.
Per evitare sprechi, verrà prevista una premialità per le aziende virtuose che riutilizzeranno il cibo in più per progetti sociali e che acquisteranno generi alimentari provenienti dalle terre confiscate alle mafie e dalla Rete del lavoro agricolo di qualità. Inoltre, verranno finanziati corsi di formazione per gli addetti alle mense su come rendere le portate più appetibili per le nuove generazioni.
La mensa come strumento educativo e sociale
L’iniziativa affronta la refezione scolastica non come una semplice risposta organizzativa ma come uno strumento strategico contro le disuguaglianze sociali e l’abbandono educativo. Sarà introdotto un punteggio premiale per le imprese che apriranno le cucine scolastiche al territorio per laboratori e attività.
«Il cibo non è solo ciò che mettiamo nel piatto ma è una politica pubblica che tiene insieme salute, educazione, lavoro, sostenibilità e giustizia sociale», spiega l’assessora alla Scuola, Claudia Pratelli. «Il pranzo a scuola è parte del percorso educativo, rende possibile il tempo pieno e, per molti bambini e bambine, è anche l’unico pasto proteico della giornata».
Transizione ecologica e tutela del lavoro
Un occhio di riguardo sarà dedicato alla transizione ecologica del comparto agroalimentare romano e alla promozione di una cultura ambientale tra i giovani. «Investire sulle mense scolastiche pubbliche significa non solo migliorare la salute di bambini e ragazzi ma anche portare il diritto al cibo sano e la cultura alimentare e della sostenibilità ambientale», precisa l’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi.
Sul fronte occupazionale, verranno blindate la continuità lavorativa del personale impiegato, il divieto di subappalto e l’applicazione del contratto collettivo nazionale. Per compensare le criticità del lavoro part-time ciclico nei mesi estivi di chiusura dei plessi, nascerà un voucher annuale da 500 euro per gli operatori del settore.
«È la dimostrazione che le mense scolastiche possono essere uno dei più rilevanti strumenti di politica pubblica per costruire una città più giusta e sostenibile», dichiara il presidente del Consiglio del Cibo, Fabio Ciconte.


