Come il giudizio esterno modifica le nostre scelte sentimentali: consigli e riflessioni

Scopri come il parere degli altri e il social vetting possono influenzare le tue relazioni amorose e come trovare un equilibrio tra approvazione sociale e desideri personali

Prima di accettare un appuntamento, molte persone cercano il parere di amici e familiari o indagano sui social media per raccogliere informazioni sul potenziale partner. Questo fenomeno, noto come social vetting è diventato una pratica comune nell’era digitale. Ma fino a che punto il giudizio esterno può influenzare le nostre scelte sentimentali e quando rischia di compromettere l’autenticità delle relazioni?

Per approfondire questa tematica, abbiamo intervistato il dottor Lorenzo Baccalari psicologo clinico a indirizzo sistemico relazionale e tutor di LeTueLezioni che ci ha offerto una prospettiva illuminante su come il parere degli altri può influenzare le nostre relazioni amorose.

Il social vetting: una pratica antica in versione moderna

Il social vetting rappresenta l’evoluzione contemporanea di una pratica antica: raccogliere informazioni su una persona prima di intraprendere una relazione. In passato, si chiedeva ai familiari e agli amici; oggi, grazie ai social media, possiamo esplorare i profili online del potenziale partner.

Secondo il dottor Baccalari, il problema non risiede nell’utilizzo di queste informazioni, ma nel peso che assumono nel processo decisionale. “Il social vetting può essere una risorsa se utilizzato come strumento di orientamento. Tuttavia, se sostituisce l’esperienza diretta e la conoscenza reciproca, rischia di impoverire la spontaneità dell’incontro. Le relazioni, per loro natura, richiedono sempre una quota di incertezza e di apertura all’altro che nessuna ricerca online potrà eliminare completamente.”

Quando il parere degli altri protegge e quando ci rende meno liberi

Il confronto con amici e familiari può essere una risorsa preziosa, soprattutto nella fase iniziale di una relazione. Tuttavia, il confine tra un consiglio utile e un’influenza negativa è sottile. “I gruppi di appartenenza hanno storicamente una funzione protettiva. Ci aiutano a vedere aspetti che potremmo trascurare, specie nella fase iniziale dell’innamoramento. Il confine viene superato quando il parere degli altri smette di essere un contributo e diventa un criterio sostitutivo della nostra esperienza diretta in amore.”

Il dottor Baccalari sottolinea l’importanza di porsi domande come: “Sto scegliendo ciò che sento giusto per me o quello che mi permetterà di mantenere l’approvazione del mio gruppo di riferimento?” Questo ci aiuta a distinguere tra un consiglio utile e un’influenza che potrebbe compromettere la nostra autonomia affettiva.

Il bisogno di approvazione e le proiezioni degli altri

Il bisogno di approvazione è una caratteristica intrinseca della natura umana. Quando percepiamo che una relazione non incontra il favore degli amici o della famiglia, può emergere una tensione tra il desiderio di seguire il proprio sentire e il bisogno di mantenere l’armonia con il sistema di appartenenza.

Il dottor Baccalari evidenzia che “ogni consiglio nasce all’interno della storia personale di chi lo offre. Questo non significa che sia necessariamente sbagliato o poco utile, ma che è importante ricordare che nessuno osserva una relazione da una posizione completamente neutrale.” È fondamentale distinguere tra un consiglio orientato al nostro benessere e una proiezione delle esperienze passate dell’interlocutore.

Per ritrovare la propria autonomia sentimentale, il dottor Baccalari suggerisce di ritagliarsi momenti di riflessione per chiedersi: “Che cosa provo io quando sono con questa persona?” e “Questa relazione mi permette di esprimere parti autentiche di me oppure mi sento costretto a interpretare un ruolo?”

È la capacità di ascoltare il proprio sistema di appartenenza senza delegare completamente il timone della propria vita affettiva.

Scritto da Camilla Pellegrini

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