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Creme e rimedi naturali per il fuoco di sant’Antonio

fuoco di sant'antonio

Il fuoco di Sant’Antonio può essere una malattia piuttosto fastidiosa. Come si cura? Si può placare il dolore e come si fa? E’ possibile farlo attraverso il metodo naturale, ma anche tramite alcuni farmaci. Vediamo, infine, che tipo di creme lenitive possiamo utilizzare per migliorare la situazione.

Come si cura il fuoco di sant’Antonio

Il fuoco di sant’Antonio è chiamato anche come Herpes Zoster. E’ della stessa famiglia della varicella: infatti, è considerato proprio come una recidiva di essa. In genere compare con l’aumentare dell’età, perché in questo periodo si riducono le nostre difese immunitarie. Quando il fuoco di sant’antonio si riattiva, ripercorre il nervo che aveva già attraversato durante la varicella. Appaiono sulla pelle delle vescicole molto simili a quelle della varicella.

Queste possono avere anche differenti sintomi, a seconda della zona colpita. E’ il liquido contenuto in queste vescicole che contiene il virus. Può contagiare i soggetti che non hanno avuto la varicella, ma in genere dobbiamo considerare che la sua trasmissione non è così semplice.

Sintomi e rimedi

Queste vescicole, da sole regrediscono spontaneamente, in genere nella durata di quattro o cinque giorni.

Dopo questo periodo, si trasformano in croste, esattamente come accade nella varicella. Assieme alla comparsa delle vescicole, ci sono spesso bruciore, dolore, prurito e ipersensibilità a livello locale. Il trattamento prevede spesso l’uso per via sistemica di farmaci antivirali, ad esempio l’Aciclovir.

Poi si possono assumere anche dei sedativi del dolore e degli analgesici, per ridurre quest’ultimo. In alcuni casi, in via sperimentale, si somministrano immunoglobuline specifiche. E’ stato dimostrato che queste sono più utili in fase di profilassi, anziché terapia.

Esclusivamente sotto stretto controllo medico, si possono assumere dei cortisonici come antiinfiammatorio, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, ovvero i primi 3 o 4 giorni. Queste riducono la ricorrenza di nevralgia post-herpetica, che spesso riguarda il 10% dei casi, apportando sofferenze gravi nei pazienti. Alcuni, inoltre, spesso ricorrono a specifici centri per la terapia del dolore.

Stadi iniziali della malattia

Oltre al dolore, dobbiamo considerare che esiste tutta una serie di sintomi del fuoco di Sant’Antonio.

Questi possono essere:

  • la febbre;
  • malessere diffuso;
  • mal di test;
  • prurito e sensazioni di bruciore;
  • ipersensibilità in alcune zone;
  • formicolii e pizzicori.

Il dolore può essere intenso o no, ma spesso sembra essere di tipo trafittivo. Si associa, a volte, anche linfoadenopatia. L’herpes zoster è meno aggressivo nei bambini, rispetto agli adulti. La malattia può diventare più grave in caso di anzianità.

Il rash cutaneo, nei casi più gravi, può avvenire anche sul viso o sugli occhi. In questi casi la malattia è un po’ più grave. Esiste, inoltre, un tipo particolare di zoster che viene definito che zoster sine herpete. Ciò vuol dire che un paziente può presentare tutti i sintomi di questa malattia, tranne l’eruzione cutanea. Non è, però, particolarmente frequente.

Il rash diventa poi vescicolare e si formano le vesciche che sono piene di un essudato composto di siero. Le vesciche, successivamente, si vanno a riempire di sangue e si andrà a formare una crosta intorno a 10-15 giorni dall’esordio della malattia.

La pelle guarirà una volta che le croste saranno cadute.

Herpes oftalmico

Spesso, però, in seguito alla presenza di vesciche grandi, possono rimanere casi di cicatrici o di pelle scolorita. Nel caso in cui l’herpes colpisca gli occhi si tende a parlare di herpes oftalmico. Non è troppo frequente: si verifica, infatti, in circa il 10-25% dei casi. In genere è provocato dal virus che si riattiva nella zona del nervo trigemino.

In questi casi, si può andare incontro a cheratite, congiuntivite, uveite oppure la paralisi del nervo ottico, con tanto di infiammazione oculare cronica. Altri casi invece, l’herpes va a coinvolgere l’orecchio. Allora si parla di Herpes zoster oticus, che è la diffusione del virus al nervo vestibolococleare. In determinati casi si assiste a perdita di udito e di vertigini.

Come placare il dolore in modo naturale

Placare il dolore in modo naturale, anziché grazie all’uso dei farmaci, è senza dubbio possibile. Ma come fare? Esistono molti rimedi “della nonna” che possono placare il dolore.

Uno di questi è quello di applicare un bendaggio umido sulle vescicole in stato avanzato.

Bendaggio umido

Dobbiamo prendere un asciugamano e bagnarlo in acqua ben fredda, lo strizziamo e lo teniamo in posa per qualche minuto, fino a che non raggiungerà la temperatura ambiente, esattamente come avviene per le spugnature in caso di febbre alta.

Farina d’avena

Un altro rimedio, molto usato anche per i bambini, ad esempio per le irritazioni cutanee, è quello di mettere un po’ di farina d’avena o di amido di mais nell’acqua della vasca da bagno.

  • riempite le vasca da bagno con acqua ben calda e ponetevi farina d’avena o amido di mais
  • immergetevi nell’acqua per circa 20 minuti, meglio se prima di andare a dormire.

Questo rimedio allevia di moltissimo il prurito.

Altri rimedi naturali

Tra gli ulteriori rimedi segnaliamo i seguenti:

  • versare acqua ossigenata pura, quindi non diluita, su ogni bolla. Se le bolle sono ancora infette, però, meglio aiutarsi con cotone idrofilo oppure di un contagocce.
  • porro fresco oppure il miele: entrambi alleviano il bruciore e il prurito.
  • bollire mezzo etto di verbena in un bicchiere d’acqua.

    Versiamo su un panno e applichiamo sulla pelle, avendo cura di ripetere la procedura ogni volta che il panno si sarà asciutto.

  • tea tree oil su un po’ di cotone idrofilo e andiamo a passarlo sull’area colpita. Il prodotto può essere acquistato in maniera sicura su Amazon. Ricevrete il concetrato in pochissimi giorni grazie al corriere espresso.
  • piantaggine: preparare un decotto di questa erba e la facciamo raffreddare. Imbeviamo un batuffolo di cotone nel liquido e lo andiamo a posizionare sulla zona infetta. La stessa cosa la possiamo fare con le foglie di bardana, che hanno un effetto molto simile alla piantaggine. Imbeviamo il cotone nel liquido e lo applichiamo poi sull’area interessata, lasciando agire per circa mezz’ora.
  • dente di leone: ne facciamo bollire un pugno per cinque minuti in un litro d’acqua e andiamo a bere tre tazze al giorno di questo infuso. Se non siete amanti degli infusi potrete assumere questo eccezionale rimedi in capsule comodamente acquistabili su Amazon in maniera affidabile e sicura. La confezione di Tarassaco Bio – Dente di leone contiene solamente ingredienti biologici e certificati al 100%.
  • foglie di acetosa: dopo aver portato a bollore le foglie è opportuno creare impacchi mettendo un panno sulle bolle.

Altri rimedi naturali che potrete attuare direttamente a casa vostra sono:

  • infuso di melissa, nota per le sue proprietà antivirali. Possiamo conservare poi anche le bustine per metterle fredde sulle bolle, per avere maggiore efficacia.
  • aloe vera abbinata con una crema composta di semi di peperoncino piccante e il suo gel, può essere lenitiva.
  • la capsaicina è utile anche per bocca: inserite il peperoncino nella vostra dieta giornaliera. Infine, consideriamo anche un’altra pianta medicinale che può fare al caso vostro. Si tratta dell’uncaria tomentosa, che viene anche chiamata con il nome di unghia di gatto. Si prepara un infuso con questa erba e andiamo poi a berne alcune tazze. E’ un potente antivirale, ma vanta anche proprietà di tipo infiammatorio. E’ sconsigliata, però, alle donne in gravidanza.

Creme lenitive

Esistono diverse creme lenitive che possono essere utilizzate per migliorare i sintomi dell’herpes zoster, comunemente chiamato fuoco di Sant’Antonio. I pazienti possono, ad esempio, applicare delle creme a base di calamina.

La calamina è un ossido di zinco che permette di far essiccare le vescicole e di lenire il bruciore della pelle. Alcune creme lenitive possono essere quelle a base di Difenidramina, ovvero il Benadryl, un farmaco che ha una potente azione antistaminica. Questa può essere di grande sollievo, oltre a favorire il riposo dei pazienti. Le pomate a base di ossido di zinco possono essere molto valide nella cura e nel trattamento di questo problema.

Il fuoco di sant’antonio non è una malattia grave e non provoca, a meno di complicazioni, grossi danni alla persona. Si stima che chi ha contratto la varicella abbia una grande possibilità nel corso della vita di veder riattivare tale tipo di Herpes. Chi non ha avuto la varicella, invece, non è a rischio nella contrazione.

Vaccino contro l’herpes

Esiste, inoltre, un vaccino per evitare l’epidemia di fuoco di sant’antonio. E’ in grado di ridurre l’incidenza della malattia in quasi il 50% dei casi. Generalmente si consiglia il vaccino agli individui con età superiore ai sessanta. Non è consigliato per il trattamento di herpes zoster attivi, oppure nella sindrome post-erpetica, che avviene dopo la scomparsa del rash.

Non esiste una cura definitiva per l’Herpes: una volta introdotto con la varicella, il virus non verrà mai completamente debellato dal nostro corpo. Rimarrà, infatti, silente grazie al nostro sistema immunitario, che lo terrà sotto controllo.

Al primo calo di difese immunitarie, questo potrebbe ritornare a fare capolino. Il metodo migliore per evitare la riattivazione del virus è la prevenzione. Dobbiamo migliorare le nostre abitudini, abbandonando vizi pericolosi. Basta a fumo, l’alcol e la vita sedentaria, cercando di avere uno stile di vita sano ed equilibrato, magari con una dieta varia e ricca.

Lo stress è una delle cause scatenanti della riattivazione del fuoco di sant’antonio: cercate, quindi, di non essere troppo stressati.

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