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Euforbia per curare i tumori della pelle

Euforbia

L’euforbia è un genere di piante che comprende numerosissime dicotiledoni che appartengono alla famiglia Euphotbiaceae. Sia a carattere erbaceo sia legnoso. Al genere euforbia appartengono alberi, arbusti, rampicanti e piante erbacee, oltre a un buon numero di piante grasse. Le infiorescenze delle euforbie sono molto particolari in quanto sono formate da un fiore femminile circondato da un gruppo di fiori maschili. Le euforbie contengono un lattice velenoso, mentre alcune sono dotate di spine. Alcune euforbie sono in grado di fornire principi attivi con caratteristiche antiemetiche e catartiche. L’euforbia è generalmente diffusa nelle aree tropicali in Africa e America, ma anche in molte zone con clima temperato. Alcune specie di euforbie si sono sviluppate nel bacino del Mediterraneo, le specie succulente hanno origine in Africa.

Cosa sono i tumori alla pelle?

Numerosi tumori possono colpire la pelle, che rappresenta l’organo più esteso del nostro corpo ed è formata da tre strati: l’epidermide (strato superficiale), il derma (strato intermedio) e il tessuto sottocutaneo (strato profondo).

L’epidermide, a sua volta, è formata da diverse cellule: i melanociti, che hanno il compito di produrre la melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari, e i cheratinociti che rappresentano le cellule più numerose di questo strato.

I cheratinociti presenti nello strato più esterno dell’epidermide prendono il nome di cellule squamose e, quando vanno incontro a trasformazione tumorale, prendono il nome di carcinomi spinocellulari.

I cheratinociti dello strato più profondo sono invece chiamati cellule basali e possono dare origine ai carcinomi basocellulari. Entrambi sono tumori cutanei non melanomatosi, cioè tumori della pelle diversi dai melanomi, che invece originano dai melanociti.

Prevenzione

La strategia di prevenzione più efficace per ridurre il rischio di carcinomi basocellulari e spinocellulari consiste senza dubbio nel proteggersi dai raggi ultravioletti. Ciò significa evitare di esporsi al sole nelle ore più calde (tra le 10 e le 16) e, quando ci si espone, indossare sempre cappello e occhiali scuri e utilizzare una protezione solare adeguata per il proprio tipo di pelle, applicandola più volte per garantire una copertura completa e continua. Tutti questi accorgimenti valgono soprattutto per i bambini la cui pelle è molto più sensibile ai danni prodotti dal sole.

Ai fini della prevenzione è importante evitare sostanze chimiche dannose come l’arsenico. Inoltre, è molto utile controllare periodicamente l’aspetto della propria pelle, idealmente in una stanza ben illuminata, di fronte a uno specchio e facendosi aiutare da altri per controllare le aree non raggiungibili con il proprio sguardo.

Come si cura

I carcinomi basocellulari e spinocellulari, se trattati nelle fasi iniziali, guariscono nella quasi totalità dei casi e spesso possono essere curati completamente grazie alla chirurgia o a trattamenti di tipo locale.

La chirurgia rappresenta in genere il trattamento di prima scelta per questi tumori.

In alcuni casi un intervento in anestesia locale, che somiglia molto a una semplice biopsia cutanea, è sufficiente per asportare completamente il carcinoma spinocellulare. Questo tumore, che coinvolge gli strati più superficiali dell’epidermide, può essere curato anche con il curettage e l’elettroessicazione: il tumore viene raschiato con uno strumento apposito e poi l’area viene trattata con un ago elettrico che distrugge le cellule tumorali rimaste. La chirurgia di Mohs consente invece di eliminare strati sottilissimi di tessuto che vengono poi osservati al microscopio: se sono presenti cellule tumorali si procede con l’asportazione di un altro strato, altrimenti ci si ferma. Con questo tipo di approccio si migliora notevolmente l’aspetto estetico dell’intervento. Infine, la chirurgia laser viene utilizzata per vaporizzare le cellule del carcinoma spinocellulare e di quello basocellulare molto superficiale.

Le terapie

Tra le terapie locali (dette anche topiche), la crioterapia è utilizzata soprattutto nei tumori in fase iniziale e consiste nel bruciare le cellule tumorali con il freddo.

Applicando sul tumore azoto liquido. In alcuni casi si decide invece di applicare direttamente sul tumore farmaci chemioterapici. Come il 5-fluorouracile in forma di crema o unguento. Oppure farmaci che stimolano il sistema immunitario contro il tumore come, per esempio, l’Imiquimod usato soprattutto nei tumori in fasi molto precoci.

La terapia fotodinamica. Consiste infine nell’applicare sul tumore un farmaco liquido che, in poche ore, si accumula all’interno delle cellule cancerose rendendole sensibili a certi tipi di luce. A questo punto si colpisce con una luce apposita l’area interessata, distruggendo così le cellule tumorali.

Radioterapia e chemioterapia sistemica. Non sono utilizzate molto frequentemente nel carcinomi della pelle. Mentre la chemioterapia è utile nei casi in cui il tumore ha raggiunto i linfonodi.

Nei rarissimi casi di carcinoma basocellulare in fase avanzata. O che ritorna dopo una prima terapia, si può puntare oggi anche sulle terapie mirate. Che agiscono in modo specifico contro i meccanismi molecolari alterati in molti di questi tumori.

La ricerca

L’Euforbia è un nemico dei tumori alla pelle.

A dirlo sono i ricercatori del Queensland Institute of Medical Research. Secondo i quali l’estratto della sopracitata pianta può agire come una cura naturale contro i tumori della pelle. Le caratteristiche virtuose di questa antica pianta officinale erano già conosciute agli scienziati e ai medici. Perché la sua linfa è utilizzata da tempo per rimuovere più facilmente (e in modo naturale) le verruche; ma a quanto pare – oltre alle verruche – sembrerebbe poter estirpare anche qualcosa di più serio per la pelle e la salute umana: il tumore cutaneo appunto. Melanoma compreso.

La ricerca è stata svolta su 36 volontari colpiti dal cancro della pelle, ai quali è stato applicato l’estratto una volta al giorno per tre giorni. Quindici giorni dopo, il 65% dei tumori non era più comparso, arrivando alla guarigione su 41 lesioni su 48. Ovviamente prima di cantar vittoria è necessario che i ricercatori compiano ulteriori studi in merito, sperando che siano positivi.

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