Le conseguenze della mancanza di sonno sulla salute secondo gli esperti

La premier giapponese Sanae Takaichi ha rivelato di dormire solo due-tre ore a notte. Ma quali sono le conseguenze di un sonno così ridotto?

La dichiarazione della premier giapponese Sanae Takaichi, che ha ammesso di dormire solo due-tre ore a notte, ha acceso un dibattito sulla reale necessità di riposo. In un mondo sempre più frenetico, dove la produttività è spesso associata a lunghe ore di lavoro, ci si chiede: è davvero possibile privarsi del sonno senza conseguenze?

Il sonno è un processo biologico fondamentale per tutti i mammiferi, come spiega il professor Luigi Ferini Strambi, docente di neurologia all’Università Vita-salute San Raffaele e direttore del Centro di Medicina del Sonno presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. Durante il riposo notturno, il corpo si rigenera e produciamo ormoni essenziali come il GH, la melatonina, la prolattina e il testosterone.

Gli effetti immediati della privazione del sonno

La mancanza di sonno ha effetti immediati sull’umore e sulle capacità cognitive. Chi dorme poco e male può andare incontro ad ansia, depressione e sonnolenza diurna. Questi sintomi si manifestano con sbadigli frequenti, mancanza di energie, difficoltà di concentrazione e cali di attenzione. Inoltre, la privazione del sonno può compromettere la capacità di apprendimento e rallentare i riflessi nervosi, aumentando il rischio di incidenti stradali e sul lavoro.

Le conseguenze a medio e lungo termine

Restare svegli a suon di caffè o energy drink può causare danni irreversibili all’organismo. A medio e lungo termine, la mancanza di sonno adeguato ha un impatto negativo su tutto il sistema-salute. L’insonnia cronica e i disturbi del sonno sono direttamente responsabili dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, con un aumento significativo di ictus e infarto del miocardio (circa il 40 per cento in più rispetto a chi dorme bene).

Inoltre, la mancanza di sonno può alterare i meccanismi neuroendocrini che regolano l’appetito e il senso di sazietà, portando a sovrappeso e obesità. Un sonno insufficiente può anche compromettere le connessioni cerebrali, accelerando il declino delle funzioni cognitive e aumentando il rischio di patologie neurodegenerative come il Morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

Il ruolo del sistema glinfatico

Durante il riposo notturno, si attiva il sistema glinfatico, una rete di canali presente nel cervello che serve a eliminare le scorie accumulate. Questo processo è fondamentale per proteggere il sistema nervoso centrale e prevenire l’accumulo della proteina beta-amiloide, una delle principali cause delle malattie neurodegenerative della terza età.

La scelta di sacrificare il sonno in nome della produttività può avere conseguenze gravi e durature sulla salute.

Scritto da Roberto Capelli

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