Salta al contenuto
29 Ottobre 2026

Le conseguenze della mancanza di sonno sulla salute secondo gli esperti

La premier giapponese Sanae Takaichi ha rivelato di dormire solo due-tre ore a notte. Ma quali sono le conseguenze di un sonno così ridotto?

Le conseguenze della mancanza di sonno sulla salute secondo gli esperti

La dichiarazione della premier giapponese Sanae Takaichi, che ha ammesso di dormire solo due-tre ore a notte, ha acceso un dibattito sulla reale necessità di riposo. In un mondo sempre più frenetico, dove la produttività è spesso associata a lunghe ore di lavoro, ci si chiede: è davvero possibile privarsi del sonno senza conseguenze?

Il sonno è un processo biologico fondamentale per tutti i mammiferi, come spiega il professor Luigi Ferini Strambi, docente di neurologia all’Università Vita-salute San Raffaele e direttore del Centro di Medicina del Sonno presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. Durante il riposo notturno, il corpo si rigenera e produciamo ormoni essenziali come il GH, la melatonina, la prolattina e il testosterone.

Gli effetti immediati della privazione del sonno

La mancanza di sonno ha effetti immediati sull’umore e sulle capacità cognitive. Chi dorme poco e male può andare incontro ad ansia, depressione e sonnolenza diurna. Questi sintomi si manifestano con sbadigli frequenti, mancanza di energie, difficoltà di concentrazione e cali di attenzione. Inoltre, la privazione del sonno può compromettere la capacità di apprendimento e rallentare i riflessi nervosi, aumentando il rischio di incidenti stradali e sul lavoro.

Le conseguenze a medio e lungo termine

Restare svegli a suon di caffè o energy drink può causare danni irreversibili all’organismo. A medio e lungo termine, la mancanza di sonno adeguato ha un impatto negativo su tutto il sistema-salute. L’insonnia cronica e i disturbi del sonno sono direttamente responsabili dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, con un aumento significativo di ictus e infarto del miocardio (circa il 40 per cento in più rispetto a chi dorme bene).

Inoltre, la mancanza di sonno può alterare i meccanismi neuroendocrini che regolano l’appetito e il senso di sazietà, portando a sovrappeso e obesità. Un sonno insufficiente può anche compromettere le connessioni cerebrali, accelerando il declino delle funzioni cognitive e aumentando il rischio di patologie neurodegenerative come il Morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

Il ruolo del sistema glinfatico

Durante il riposo notturno, si attiva il sistema glinfatico, una rete di canali presente nel cervello che serve a eliminare le scorie accumulate. Questo processo è fondamentale per proteggere il sistema nervoso centrale e prevenire l’accumulo della proteina beta-amiloide, una delle principali cause delle malattie neurodegenerative della terza età.

La scelta di sacrificare il sonno in nome della produttività può avere conseguenze gravi e durature sulla salute.