Nuovo consiglio e priorità per la Fondazione Dieta Mediterranea nel triennio 2026-2029

Il rinnovamento della governance della Fondazione Dieta Mediterranea porta cambi di ruolo, conferme tecniche e l'obiettivo di rafforzare ricerca e diffusione del modello alimentare mediterraneo

La Fondazione Dieta Mediterranea ha completato il processo di rinnovo degli organi dirigenti, segnando un nuovo capitolo per la promozione del modello alimentare che ha radici profonde nel territorio di Brindisi e oltre. Il passaggio di testimone è stato organizzato con attenzione istituzionale e ha coinvolto figure provenienti da ambiti diversi, dalla nutrizione alla ricerca ambientale, passando per il settore turistico e la progettazione europea. In questo contesto, il ruolo simbolico e operativo della Fondazione viene riaffermato: la missione è proteggere e valorizzare il patrimonio nutrizionale e culturale legato alla Dieta Mediterranea, considerata un insieme di pratiche e saperi che meritano tutela.

Il nuovo assetto non riguarda soltanto nomi e incarichi: rappresenta una scelta strategica per impostare le attività del prossimo periodo e per completare la struttura di governance, inclusi il Comitato scientifico e le linee operative. Tra gli obiettivi dichiarati spiccano il rafforzamento della ricerca scientifica sul modello mediterraneo e la diffusione dei suoi principi, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni. La Fondazione, attiva da sedici anni e riconosciuta per il suo impegno nella promozione del patrimonio immateriale riconosciuto dall’UNESCO, punta ora a tradurre intenti in progetti concreti per il triennio 2026-2029.

La nuova composizione del Consiglio di amministrazione

Al vertice dell’ente è stato designato il professor Domenico Rogoli, professionista con formazione in biologia della nutrizione e con esperienza didattica nella scuola secondaria di secondo grado; Rogoli, già in precedenza impegnato come segretario generale, assume ora la presidenza con l’incarico di guidare l’azione strategica. A fianco del presidente figura il vicepresidente Bartolomeo D’Amico, figura nota nel settore turistico e presidente nazionale dell’Associazione dei Direttori d’Albergo, mentre il Consiglio si completa con l’avvocata Stefania Pasimeni, la dottoressa Sandra Lanza (presidente di Legambiente Ostuni) e l’ingegnera Fausta Cosentino, ricercatrice ENEA e presidente dell’associazione RiCreAzione.

I rappresentanti istituzionali

Nel Consiglio entra di diritto il Comune di Mesagne, rappresentato dal commissario prefettizio Maria Antonietta Olivieri e affiancato dal subcommissario Giovanni Grassi, a sottolineare il legame tra istituzioni locali e attività della Fondazione. A supporto operativo è stato nominato segretario generale il dottor Antonio Caso, professionista tarantino con competenze nella progettazione europea e nella gestione degli enti del terzo settore, ruolo chiave per la programmazione e la ricerca di finanziamenti esterni.

Conferme e funzioni di controllo

La struttura di controllo interno resta nelle mani di professionisti confermati: il Collegio dei revisori viene presieduto da Giampaolo Zeni e completato dai componenti Cosimo Palmisano e Giuseppe Zurlo. Questa continuità punta a garantire trasparenza e solidità gestionale, elementi indispensabili per sostenere progetti di lunga durata e collaborazioni intersettoriali. Il nuovo Consiglio ha inoltre voluto esprimere un ringraziamento pubblico alla presidente uscente, la professoressa Stefania Maggi, e ai consiglieri uscenti per l’impegno dedicato negli anni precedenti.

Ruolo del controllo nella strategia

Il mantenimento di un Collegio dei revisori saldo è considerato fondamentale per affrontare sfide complesse come la definizione del piano strategico e la gestione di progetti comunitari o nazionali. La presenza di revisori esperti consente alla Fondazione di dialogare con istituzioni e operatori del settore in modo credibile, favorendo collaborazioni con università, centri di ricerca e soggetti privati interessati alla tutela del patrimonio alimentare e culturale.

Priorità operative e prossimi passi

Tra le linee guida anticipate dal presidente Rogoli emergono due direttrici principali: consolidare la capacità di ricerca scientifica sul modello mediterraneo e sviluppare programmi formativi per coinvolgere le nuove generazioni. La Fondazione intende quindi potenziare attività di studio, monitoraggio e comunicazione scientifica, promuovendo iniziative con partner accademici, istituzionali e operatori del settore agroalimentare e turistico. Questa impostazione vuole trasformare il patrimonio culturale della Dieta Mediterranea in un fattore di sviluppo sostenibile e di educazione alimentare.

Organizzazione del periodo 2026-2029

Nei prossimi giorni il Consiglio di amministrazione si riunirà per definire in modo ufficiale il piano strategico e le linee programmatiche per il triennio 2026-2029, completando la governance con la nomina del Comitato scientifico e le strutture operative mancanti. L’obiettivo è passare rapidamente da una fase di definizione a una fase di azione, attivando progetti che possano avere impatto locale e nazionale, e rinforzare il ruolo della Fondazione come punto di riferimento per la tutela del patrimonio nutrizionale e culturale mediterraneo.

Scritto da Staff

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