Ritenzione idrica: quando può causare un edema?

ritenzione idrica

Il corpo umano è composto approssimativamente dal 60% d’acqua. Questa è essenziale per quasi tutti i processi vitali. A volte, però, si può verificare un disturbo detto ritenzione idrica. In questi casi, i liquidi (soprattutto l’acqua appunto) che entrano nel corpo sono maggiori di quelli che escono.

Le cause delle ritenzione idrica

La causa principale della ritenzione idrica è l’insufficienza cardiaca, una patologia nella quale il muscolo cardiaco perde la sua capacità di pompare adeguatamente il sangue al resto del corpo. Le pulsazioni del cuore (battiti) diventano più deboli e meno efficaci nel trasferire fuori il sangue che entra nel cuore. Perciò, il plasma resta nelle vene causando accumuli nei tessuti corporei.

Anche la capacità dei reni di eliminare gli eccessi di sodio e acqua è compromessa dalla ritenzione idrica, che aumenta la quantità di liquidi nel corpo.

L’eccesso di liquidi può avvenire come risultato di altri disturbi, compresi malattie renali e del fegato. Inoltre, può essere un effetto collaterale di alcuni farmaci.

Localizzazione della ritenzione idrica

La ritenzione idrica può verificarsi in diverse parti del corpo, causando una sindrome detta edema.

Si tratta di un rigonfiamento che si manifesta generalmente in piedi, caviglie e gambe. In questo caso è definito edema periferico. Se si presenta nei polmoni viene detto edema polmonare, e nell’addome, ascite.

L’accumulo di liquidi può anche aumentare la fatica. Si può iniziare a sentirsi stanchi dopo aver effettuato semplici attività quotidiane o dopo aver fatto brevi tratti a piedi. Quando la ritenzione idrica non è troppo grave, può essere curata con diete e cambiamenti nello stile di vita.

L’insufficienza cardiaca si manifesta prevalentemente negli anziani, ma può colpire persone di qualsiasi età. Non sorprende che, dato l’aumento del numero di anziani in America, anche le diagnosi annuali di insufficienza cardiaca siano aumentate del 10% circa.

Questo disturbo può essere caratterizzato dall’indebolimento di un lato del cuore. Per questo motivo, i pazienti possono sviluppare un edema in diverse parti del corpo. Quando si indebolisce la parte destra del cuore, il sangue povero di ossigeno tende a fermarsi nelle vene.

Ne consegue un accumulo di liquidi nella parte inferiore del corpo (gambe e piedi) e, a volte, nell’addome. Quando è la parte sinistra ad essere indebolita, il sangue ricco di ossigeno tende a fermarsi nei polmoni causando un accumulo di liquidi.

Sintomi dell’edema

In passato, quando si presentavano rigonfiamenti nella parte inferiore delle gambe, nelle caviglie o nei piedi, si parlava di “idropsia”. Oggi, invece, si parla di edema. E’ importante notare che l’edema non è una malattia ma il sintomo di un disturbo che ne è alla base, come la ritenzione idrica o l’insufficienza cardiaca.

L’edema, generalmente, inizia con la perdita di liquidi dai vasi sanguigni più piccoli, nei tessuti vicini. Quando il corpo percepisce questa perdita, segnala ai reni di trattenere più liquidi, aumentando il loro volume nei vasi sanguigni, causando, così, ulteriori perdite.

Si può verificare un edema quando si sta seduti o in piedi troppo a lungo nello stessa posizione.

La causa è la gravità che spinge l’acqua in basso verso le gambe e i piedi. Le vene delle gambe hanno piccole valvole che evitano che il sangue scorra velocemente giù verso i piedi tra un battito e l’altro. Se queste valvole non funzionano correttamente, può svilupparsi un edema nelle gambe. Possono avere degli edemi: donne in dolce attesa e persone che seguono diete ricche di sodio (sale). Alcune condizioni, come malattie a fegato e reni, possono causare edemi o peggiorarli.

Segni di edema sono:

  • Pelle tesa e lucida sull’area rigonfia;
  • Rigonfiamento dell’addome (ascite);
  • Fiato corto o difficoltà a respirare (edema polmonare);
  • Gioielli, vestiti o accessori iniziano ad essere stretti;
  • Flusso urinario scarso, anche quando si beve normalmente;
  • Increspamento della pelle che copre l’area gonfia che persiste per alcuni secondi dopo aver esercitato una leggera pressione.

Sintomi di edema più serio (come quello polmonare) sono:

  • Difficoltà a respirare;
  • Fiato corso da sdraiati;
  • Tosse;
  • Mani e piedi freddi.

Diagnosi e trattamento di edema e ritenzione idrica

Il vostro medico sarà in grado di ottenere la vostra storia clinica dettagliata e condurre esami completi.

Ausculterà i polmoni con lo stetoscopio per individuare la presenza di liquidi (indicatore di edema polmonare) e guarderà le vene del vostro collo.

Potrà, inoltre, prescrivere dei test per verificare la diagnosi. I risultati di analisi del sangue e delle urine sono utili per la diagnosi di alcuni tipi di ritenzione idrica legati a malattie del fegato e dei reni. Il vostro medico può anche prescrivere dei test per anomalie nell’attività elettrica, dimensione, forma e funzionamento del cuore durante il riposo e l’attività.

Se si soffre di ritenzione idrica, un medico potrebbe suggerire di ridurre la quantità di sodio (sale) nella dieta. Questo provvedimento può essere molto efficace per combattere l’accumulo di liquidi in eccesso. Molti americani mangiano tanti cibi confezionati, che contengono molto sodio.

Gli edemi a gambe, caviglie e piedi possono essere alleggeriti alzando le gambe al di sopra del livello del cuore per 30 minuti 3 o 4 volte al giorno. Le calze elastiche o contenitive sono altrettanto utili.

Il vostro medico potrebbe prescrivervi farmaci per via orale (diuretici) per ridurre i sintomi del problema. Questi farmaci fanno sì che i reni filtrino più acqua e sodio, riducendo il volume dei liquidi all’interno del corpo. Sfortunatamente, questi medicinali diventano spesso poco efficaci se presi a lungo e, a volte, molte persone che soffrono di ritenzione idrica, devono essere ospedalizzate.

Generalmente, i trattamenti ospedalieri per casi gravi di edema comprendono la somministrazione intravenosa di farmaci (attraverso un ago nel flusso sanguigno) quali diuretici, vasodilatatori e inotropi.

Se la terapia farmacologica intravenosa non allevia l’edema, i pazienti possono essere sottoposti ad una procedura detta ultrafiltrazione. Questo processo usa dei sistemi di filtraggio per rimuovere i liquidi in eccesso.

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