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Ritenzione idrica: quando può causare un edema?

ritenzione idrica

La ritenzione idrica è una patologia caratterizzata dall'accumulo di liquidi in diverse parti del corpo. In alcuni casi può causare edema, un rigonfiamento localizzato

La ritenzione idrica è un disturbo caratterizzato dal trattenere i liquidi nell’organismo. Può essere causata da alcune patologie piuttosto gravi, anche se nella maggior parte dei casi è dovuta ad uno stile di vita poco corretto.

Ritenzione idrica: cause

La causa principale è l’insufficienza cardiaca, una patologia nella quale il muscolo cardiaco perde la sua capacità di pompare adeguatamente il sangue al resto del corpo. Le pulsazioni del cuore (battiti) diventano più deboli e meno efficaci nel trasferire fuori il sangue che entra nel cuore. Perciò, il plasma resta nelle vene causando accumuli di liquido nei tessuti corporei.

Quando si indebolisce la parte destra del cuore, il sangue povero di ossigeno tende a fermarsi nelle vene. Ne consegue un accumulo di liquidi nella parte inferiore del corpo (gambe e piedi) e, a volte, nell’addome. Quando è la parte sinistra ad essere indebolita, il sangue ricco di ossigeno tende a fermarsi nei polmoni causando un accumulo di liquidi in questi organi.

L’eccesso di liquidi può essere una conseguenza di altri disturbi, compresi malattie renali e del fegato. Inoltre, può essere un effetto collaterale di alcuni farmaci.

E’ causata anche da uno stile di vita sedentario e da un’idratazione insufficiente.

Ritenzione idrica: sintomi

L’accumulo di liquidi può essere localizzato in diverse parti del corpo, provocando un rigonfiamento della parte interessata detto edema. I sintomi principali sono quindi rigonfiamenti localizzati, soprattutto nella parte inferiore delle gambe, nelle caviglie oppure nei piedi. Un edema si manifesta anche quando si sta seduti o in piedi troppo a lungo nello stessa posizione. La causa è la gravità che spinge l’acqua in basso, verso le gambe e i piedi.

Le vene delle gambe hanno piccole valvole che evitano che il sangue scorra velocemente giù verso i piedi tra un battito e l’altro. Se queste valvole non funzionano correttamente, può svilupparsi un edema nelle gambe. Sono particolarmente soggetti a questi rigonfiamenti le donne in gravidanza e chi soffre di malattie al fegato o ai reni.

I sintomi della ritenzione e di edema sono:

  • Pelle tesa e lucida sull’area rigonfia
  • Rigonfiamento dell’addome (ascite)
  • Fiato corto o difficoltà a respirare (edema polmonare)
  • Flusso urinario scarso, anche quando si beve normalmente
  • Increspamento della pelle che copre l’area gonfia che persiste per alcuni secondi dopo aver esercitato una leggera pressione.

Sintomi di edema polmonare sono:

  • Difficoltà a respirare
  • Fiato corso da sdraiati
  • Tosse
  • Mani e piedi freddi

Ritenzione idrica: cura

I risultati di analisi del sangue e delle urine sono utili per la diagnosi di alcuni tipi di ritenzione legati a malattie del fegato e dei reni.

In generale, è utile ridurre la quantità di sale nella propria dieta. Gli edemi a gambe, caviglie e piedi possono essere alleggeriti alzando le gambe per 30 minuti 3 o 4 volte al giorno. Le calze elastiche o contenitive sono altrettanto utili.

Il medico potrebbe prescrivere farmaci per via orale (diuretici) per ridurre i sintomi del problema. Questi farmaci fanno sì che i reni filtrino più acqua e sodio, riducendo il volume dei liquidi all’interno del corpo. In alcuni casi, quando la situazione è più grave, bisogna recarsi all’ospedale. Generalmente, i trattamenti ospedalieri per casi gravi di edema comprendono la somministrazione intravenosa di farmaci (attraverso un ago nel flusso sanguigno) quali diuretici, vasodilatatori e inotropi.

Se la terapia farmacologica intravenosa non allevia l’edema, i pazienti possono essere sottoposti ad una procedura detta ultrafiltrazione. Questo processo usa dei sistemi di filtraggio per rimuovere i liquidi in eccesso.

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