Squirt: tutte le informazioni utili da sapere

Lo squirting è un particolare meccanismo femminile che può avvenire durante l'orgasmo, Cerchiamo di conoscerlo meglio.

Lo squirting proviene da un termine inglese che si traduce con fontana. E’ considerata anche “eiaculazione femminile”. Questo tipo di orgasmo, però, non ce l’hanno tutte. Sono al massimo tra il 10% e il 40% della popolazione femminile. E’ un qualcosa che, comunque, incuriosisce altamente le persone.

Cerchiamo quindi di chiarire un po’ le idee a riguardo.

In cosa consiste

In cosa consiste lo squirting? E’ un fenomeno, abbiamo detto, soltanto femminile. Si tratta della secrezione di un liquido in quantità piuttosto abbondante, inodore ed incolore che, attraverso le contrazioni dell’orgasmo, viene espulsa dall’organismo femminile.

Possiamo dire che, in tutto e per tutto, è quindi l’equivalente dell’eiaculazione maschile. Si verifica grazie ad un getto prodotto dalla vagine, nelle donne predisposte e che riescono a raggiungere il massimo del piacere.

Alcuni pensano che quella secrezione sia urina. In realtà non lo è, anche se potrebbe sembrare. E’ un liquido che viene prodotto dal rene e che viene immagazzinato nella vescica. Si espelle grazie all’uretra ed è molto diluito in acqua. Quindi, è più che altro somigliante all’acqua e, infatti, è proprio inodore.

Come funziona

Il meccanismo dello squirting è piuttosto complesso. Cerchiamo di capire come funziona. Esistono dei falsi miti. In realtà, purtroppo, anche se tutte le donne potenzialmente lo possono raggiungere, non riescono a raggiungerlo tutte.

Conoscere il proprio corpo è il modo migliore per capire se, effettivamente, siamo o non siamo soggette allo squirting. La maggior parte delle donne raggiunge l’orgasmo senza squirtare. Anche quelle persone che possiedono questa possibilità, possono farlo senza squirtare.

Il liquido prodotto durante lo squirting, come abbiamo già detto, è molto simile all’acqua. In alcuni casi, però, risulta essere un po’ di denso del solito. Andando ad analizzarlo in laboratorio si è scoperto che, dal punto di vista organico, è davvero molto simile allo sperma.

Così come il frutto dell’eiaculazione maschile, contiene una grandissima quantità di PSA. Questa è una sostanza che, negli uomini, viene prodotta dalla prostata. Nelle donne, invece è prodotta dalle ghiandole di Skene, non avendo la prostata. C’è da dire, però, che queste ghiandole non sono presenti in tutte le donne, al contrario della prostata che, invece, ovviamente hanno tutti gli uomini.

A conti fatti, quindi, potenzialmente tutte le donne hanno la facoltà di squirtare. In realtà, però, abbiamo visto come non tutti ci riescano, in quanto è una prerogativa genetica che non appartiene a tutti. Ma come provocarlo?

Come provocarlo

Quando la donna ha un orgasmo di questo tipo, percepisce un forte stimolo ad urinare. Nel momento dell’orgasmo, che può essere quindi clitorideo o vaginale, arriva una crescente tensione che porta all’apice del piacere e che poi porta al momento refrattario.

Le donne che riescono a squirtare hanno una capacità vescicale di riuscire a riempirsi del liquido sopracitato e, al momento dell’orgasmo, riescono a fare in modo di espellerlo prima che questo si concentri e che si trasformi in urina dal rene. E’ un riflesso incondizionato, che dipende dalla presenza delle ghiandole che abbiamo prima descritto. Lo squirting può essere provocato stimolando la parte anteriore della vagina, ovvero quella iniziale.

E’ qui, infatti, che la vagina tocca la vescica. Questo liquido non viene trattenuto dalle persone che effettuano lo squirting, a causa di contrazioni ritmiche involontarie del muscolo pubococcigeo. Può essere vissuto come un fatto imbarazzante, ma non dovrebbe esserlo. Molte donne lo provano per la prima volta con la masturbazione. Non si ha, invece, con la penetrazione con il pene.

Lo squirting, quindi, possiamo dire che è un qualcosa che ha a che fare con il punto G. Il punto G, però, non è un “bottone magico” che serve per provocare l’orgasmo. E’ una zona specifica che, se stimolata nel modo giusto, può produrre piacere in moltissime donne. Tutte le donne hanno questa area anatomica particolare, ma non tutte sono sensibili allo stesso modo. Non basta, quindi, premerlo per avere piacere!

La prima cosa che c’è da fare e non essere precipitosi. La masturbazione deve avvenire con delicatezza e pazienza da parte delle donne. Con la stimolazione di questa regione anatomica, le donne avvertono subito uno stimolo ad urinare. Se si continua, però, ad accarezzare questa zona, lo stimolo diminuisce di molto, provocando intenso piacere.

Il punto G è sito nella parte anteriore della vagina, a circa 5 cm di profondità, appena dietro al clitoride. Spesso servono molti preliminari per una donna, prima di avere un punto G che procura piacere. La sollecitazione manuale od orale, quindi, è senza dubbio consigliata.

Per trovare questo punto dobbiamo piegare il dito medio verso l’alto e tastare avanti e indietro all’interno della vagina “ad ore 12“, cercando di tracciare così una linea del tutto immaginaria che dall’osso del pube arriva fino al collo dell’utero. A questo punto si trova un tessuto che è leggermente più rugoso e più turgido. Appare in rilievo rispetto a tutta la zona.

Esistono anche delle posizioni sessuali che sono più adatte di altre per sollecitare in modo migliore il punto G. Da dietro, nella classica pecorina, oppure lei sopra di lui. Non è forse una posizione comoda, ma se il pene entra con un’angolazione all’insù in vagina si può andare a stimolare questa regione anatomica in modo migliore. Si deve considerare che, inoltre, è sempre meglio inserire due dita in vagina per il punto G.

Richiede più pressione del clitoride, in quanto risulta essere molto meno delicato. Si può provare ad inserire, così, indice e medio assieme ed alternare il tocco costante con diversi movimenti. In questo modo, le persone predisposte, possono avere il tanto sognato squirting. In genere, l’orgasmo attraverso il punto G avviene dopo una stimolazione di circa quindici minuti.

Tutte le info utili

Vediamo qualche info e curiosità utili sullo squirting. E’ stato, per la prima volta, un anatomista italiano che ha parlato di eiaculazione femminile. Lo ha fatto nel 1559, mentre spiegava le funzioni clitoridee. Questa persona risponde al nome di Realdo Colombo.

Gli studi sono poi andati avanti nel diciassettesimo secolo grazie ad uno studioso olandese dal nome Regnier de Graaf che ha parlato di un fluido che correva fuori e che zampillava, durante l’eccitazione sessuale e durante il suo culmine, ovvero l’orgasmo.

E’ stato il primo che, nel 1673, ha parlato per la prima volta di prostata femminile. Si tratta di una zona di piccole ghiandole che sono situate sulla parete interiore della vagina, attorno alla parte inferiore dell’uretra. In pratica, si tratta dell’equivalente della prostata maschile.

Le ricerche mediche e scientifiche sono poi andate avanti nel 1860, grazie ad un ginecologo rispondente al nome di Alexander Skene. E’ proprio grazie al suo cognome se le ghiandole che abbiamo citato prima si chiamano in questo modo.

Queste ghiandole riescono ad espellere un liquido nell’eccitazione della donna. Questo si può riuscire ad avere grazie alla stimolazione interna della vagina. Si stima che, in alcune situazioni, delle donne abbiano l’eiaculazione retrograda. Si tratta di una plausibile spiegazione dell’assenza di eiaculazione femminile in alcune donne. Quindi, secondo tale teoria, tutte le donne eiaculano ma solo alcune lo fanno in maniera evidente.

Ancora, gli studi sono andati avanti nel 2002. Si è parlato di una grossa variabilità dell’atonomia interna delle donne. Si stima, infatti, che le ghiandole periuterali siano diverse da donna a donna, fino a scomparire o diventare atrofiche in alcune donne.

Consigli dell’esperto

I consigli dell’esperto stanno nel cercare la possibilità nella donna di eiaculare o meno. Purtroppo non sono molte le femmine che riescono a fare ciò, ma di deve considerare che queste sono considerate molto fortunate.

Lo squirting è un fenomeno che piace molto agli uomini. Basti pensare che i video più hot guardati in rete hanno proprio a che fare con lo squirting. Chi possiede la possibilità, quindi, non ne deve fare affatto una vergogna ma, magari, un tipo di vanto.

Come abbiamo visto, questo fluido non ce l’hanno tutte le donne. O forse, ce l’hanno nella eiaculazione detrograda. Molti esperti dibattono sulla sua origine, alcuni dicono che si tratta solo di iperlubrificazione vaginale, altre che dipende dalle ghiandole di Skene, altre dalle ghiandole di Bartolino, altre che dipende da quella che nel gergo medico è chiamata la prostata femminile. Altri ancora, invece, pensano che sia un’emissione involontaria di urina, dovuta principalmente ad un iper funzionamento del muscolo detrusore.

Il 78,8% delle donne considera lo squirting un arricchimento del rapporto sessuale. Altri, invece, lo considerano come una patologia. Altre donne ancora considerano la mancanza di squirting una patologia. Il consiglio che diamo è di vivere liberamente il tutto, sia che si abbia la possibilità di squirtare oppure no. Recentemente è diventato un vero e proprio fenomeno culturale.

Anche le pagine Facebook e i gruppi dedicati sono tanto aumentati. Probabilmente, proprio perché non tutte le donne vi riescono, esiste una certa curiosità in merito da parte delle altre donne con squirting mancante. E’ interessante, infine, per gli uomini, che si dichiarano spesso eccitati dall’esperienza di squirting della partner.

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Scritto da Erika Vettori
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