Televisione: quando guardarne troppa aumenta il rischio di morte

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Netflix e relax? Piuttosto Netflix e morte, a quanto pare. Circolano ovunque cattive notizie per gli amanti della televisione. È stato scoperto infatti che piantarsi di fronte al televisore per ore ogni giorno aumenta le possibilità di morire per un’embolia polmonare – un coagulo di sangue nel polmone. Questi coaguli sono causati dall’inattività e di solito iniziano nella metà inferiore del corpo. Quando si avvicinano al cuore o ai polmoni, possono fissarsi in un vaso sanguigno e bloccarne il flusso, causando dolore toracico, mancanza di respiro e morte. Continua a leggere per saperne di più.

La televisione e l’embolia polmonare

Non è solo la morte sullo schermo sperimentata da coloro che vogliono divertirsi guardando l’intera serie “Il Trono di Spade”. Un nuovo studio dal Giappone ha rilevato che, rispetto alle persone che guardano 2,5 ore di televisione al giorno, chi guarda tra le 2,5 e le 4,9 ore di TV ha una probabilità superiore del 70% di morire per un’embolia polmonare.

Per ulteriori 2 ore trascorse davanti alla TV quotidianamente, la probabilità aumenta di un altro 40%. Coloro che guardano cinque o più ore di TV al giorno hanno il 250% in più di probabilità di morire per un’embolia.

Come sono giunti gli scienziati a queste tristi conclusioni? Dobbiamo tornare al periodo pre-streaming, ma anche pre-DVD, dal 1988 al 1990. È qui che i ricercatori hanno monitorato più di 86.000 Giapponesi adulti compresi tra i 40 e i 79 anni. Hanno controllato la popolazione fino al 2009, scoprendo che da allora 59 sono morti di embolia polmonare.

I fattori di rischio dell’embolia

Per assicurarsi che fossero sulla buona strada, i ricercatori hanno controllato altri fattori che potrebbero influenzare la probabilità di avere un’embolia polmonare: peso, fumo e diabete, per esempio. Tuttavia, i ricercatori riconoscono che la quantità di televisione guardata dai partecipanti è stata autovalutata agli inizi dello studio. Ma non si registrano cambiamenti potenziali nelle abitudini condotte.

Inoltre la diffusione di computer, videogiochi e smartphone durante il periodo di studio non è stato preso in considerazione.

“L’embolia polmonare è poco diffusa in Giappone rispetto ai Paesi occidentali, ma potrebbe esserci un aumento” riferisce, in una conferenza stampa, il Dott. Hiroyasu Iso, un professore di salute pubblica preso la Graduate School of Medicine dell’Università di Osaka e uno degli artefici dello studio. “I Giapponesi stanno adottando sempre di più lo stile di vita sedentario che crediamo possano metterli in serio pericolo.”

Queste nuove scoperte sono in realtà in linea con una ricerca simile condotta nel 2011. Essa ha scoperto che lo stile di vita sedentario ha aumentato complessivamente il rischio di embolia polmonare in un gruppo di 70.000 infermiere. Fino a 900.000 persone negli Stati uniti rischiano ogni anno di averne una. Addirittura tra le 60.000 e i 100.000 muoiono.

Cosa fare per ridurre il rischio

Se stai pensando: ‘Hey, questo è un caso particolare”, be’, ripensaci.

L’autore dello studio evidenzia che le embolie polmonari sono spesso sottovalutate perché difficili da diagnosticare. Infatti i sintomi sono molto simili ad altre condizioni.

Quindi oltre ad usare il tapis roulant mentre guardi “Orange is the New Black“, cosa puoi fare?

Dopo un’ora, alzati, stiracchiati e fai un giro. Ricordati anche di bere acqua durante la visione. Inoltre, mentre guardi la TV, tendi e rilassa i muscoli delle gambe per cinque minuti,

Nel complesso, la moderazione sembra essere l’unica via possibile. Dopotutto se guardi molti programmi e muori presto a causa di questo, perderai i fantastici show che vale la pena vedere negli anni a venire.

Altri rischi della televisione

Ma l’embolia polmonare non è l’unico rischio connesso all’uso eccessivo della televisione. Ci sono anche altre patologie che sono più comuni tra i tele-dipendenti.

Innanzitutto, tutte quelle malattie connesse con l’inattività fisica. Si sa che condurre una vita attiva e sportiva è un vero toccasana contro molte patologie.

Passare troppe ore sul divano davanti allo schermo sottrae tempo all’attività fisica. Questo aumenta il rischio di obesità, diabete e malattie dell’apparato cardiocircolatorio. Inoltre, si indeboliscono i muscoli e l’apparato scheletrico, che non vengono sollecitati a dovere.

Sappiamo anche che mantenersi attivi e sani è fondamentale anche per prevenire la formazione del cancro. Chi trascorre molto tempo davanti al televisore quindi ha maggiori probabilità di avere un tumore.

Infine, non possiamo dimenticare le conseguenze psicologiche dell’abuso di televisione. Oggi gli scienziati la considerano una vera e propria dipendenza. Come tutte le dipendenze, deve essere affrontata come un disturbo reale. Questo è evidente anche tra i pazienti più giovani. Tutti conosciamo almeno un bambino che passa tutte le sue giornate incollato sul divano, davanti allo schermo (della TV, del computer o dello smartphone). E dire “ai miei tempi non era così” non è affatto un luogo comune. I bambini un tempo erano molto più attivi fisicamente e questo ha protetto le passate generazioni da tutte quelle patologie di cui abbiamo già parlato.

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